SALISBURGO RICORDA THEO MAYER-MALY

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Il 21 novembre 2008, presso la Max Gandolph Bibliothek dell’Università di Salisburgo, si è tenuto un incontro in ricordo di Theo Mayer-Maly. I lavori, introdotti da Friedrich Harrer e da J. Michael Rainer, sono stati aperti dall’intervento di Heinrich Honsell (Zu Leben und Werk von Theo Mayer-Maly), che ha avuto il compito di ripercorrere i momenti più significativi della vita di Mayer-Maly e di delineare gli aspetti peculiari della sua personalità: l’impegno politico, la profonda fede, la dedizione al lavoro. Georg Graf (Zeit und Recht) si è occupato di una questione concreta – l’espropriazione di beni degli ebrei durante il regime nazista -, al fine di discutere il rapporto tra il tempo e il diritto, tentando di risolvere il dilemma circa la possibilità di giudicare un comportamento passato sulla base di principi moderni. Heinrich Harrer (Theo Mayer-Maly als Handelrechtler) ha tratteggiato la figura di Mayer-Maly come studioso e professore, sottolineando la vasta cultura giuridica e la capacità di risolvere importanti questioni dogmatiche.

La seduta pomeridiana ha ospitato, come primo intervento, quello di Martin Binder (Wegfall der Geschäftsgrundlage und das Arbeitsrecht), il quale si è soffermato sull’attenzione dedicata da Mayer-Maly al diritto del lavoro, sicuramente come conseguenza del suo impegno politico. Laurens Winkel (Theo Mayer-Maly als Forscher und Lehrer zwischen Rechtsphilosophie und Rechtsgeschichte), ha documentato l’interesse del professore onorato per la filosofia del diritto e la storia del diritto, prendendo spunto dai suoi studi sulla locatio conductio. Ha chiuso i lavori Martin Schermaier (Recht und Religion), il quale ha trattato dei due temi principali che hanno caratterizzato la vita di Theo Mayer-Maly, il diritto e la religione.

L’ampia partecipazione di studiosi provenienti non soltanto dall’Università di Salisburgo e da altri Atenei austriaci, ma anche da numerosi Paesi europei e l’affluenza di tanti studenti sono la testimonianza del profondo segno lasciato da Theo Mayer-Maly.

 

Margherita Scognamiglio