A FIRENZE PER BERNARDO SANTALUCIA

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Su iniziativa dell’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM), il 5 novembre 2008 si è tenuto a Firenze, presso l’Altana di Palazzo Strozzi, l’incontro Un Professore, pomeriggio per Bernardo Santalucia, organizzato in occasione dei festeggiamenti per il settuagenario di Bernardo Santalucia, e che ha visto la partecipazione di numerosi studiosi provenienti da tutta Italia. Quattro gli interventi in programma, sotto la direzione di Aldo Schiavone: quelli di Michel Humbert, di Valerio Marotta, di Patrizia Giunti e dello stesso Aldo Schiavone.

Michel Humbert (Université de Paris II Panthéon-Assas) si è occupato della figura di studioso del Professore omaggiato, evidenziando il rigore scientifico e l’acume esegetico che caratterizzano da sempre la sua attività di ricerca. Ha quindi ricordato i primi studi in tema di diritto ereditario (I legati ad effetto liberatorio nel diritto romano, Napoli, 1964) e di storia della giurisprudenza (I ‘Libri opinionum’ di Ulpiano, 2 voll., Milano, 1971; L’opera di Gaio ‘Ad edictum praetoris urbani’, Milano, 1975), nonché la ‘svolta’ verso lo studio del diritto penale romano. È proprio da questa nuova direzione delle ricerche intraprese da Santalucia che hanno visto la luce i numerosi scritti in tema di diritto e processo criminale romano, tra i quali Michel Humber ha richiamato Diritto e processo penale nell’antica Roma, Milano, 1989 (2° ed. Milano, 1998) e Studi di diritto penale romano, Milano, 1994.

L’influenza dell’opera di Bernardo Santalucia sugli studi romanistici: questo il tema principale discusso da Valerio Marotta (Università di Pavia). In particolare, Marotta, prendendo spunto dalla propria esperienza personale, si è soffermato su I ‘Libri opinionum’ di Ulpiano, insistendo sulla lezione di metodo offerta in quella monografia, dalla quale non è possibile prescindere ogniqualvolta ci si accinga ad affrontare una ricerca in tema di storia della giurisprudenza.

A Patrizia Giunti (Università di Firenze) è, invece, spettato il compito di parlare del ruolo di ‘maestro’ rivestito da Bernardo Santalucia. Stimolata dall’attenzione che i media stanno recentemente rivolgendo al mondo accademico, la studiosa fiorentina ha sottolineato la dedizione con la quale Santalucia si è sempre dedicato all’insegnamento del diritto romano, e che lei stessa – da studentessa – ha sperimentato. La Giunti ha, poi, indicato nella sua costante presenza, affiancata dalla convinta disponibilità al confronto e al dialogo, uno dei tratti più incisivi della figura di Santalucia.

Aldo Schiavone, che si è riservato il compito di chiudere la serie di interventi programmati, si è soffermato su alcuni degli aspetti distintivi del carattere di Santalucia: la serietà scientifico, la sobrietà espositiva, ma anche, da un punto di vista più personale, la forte carica umana.

Infine ha preso la parola lo stesso Bernardo Santalucia, che, oltre a ringraziare gli organizzatori dell’incontro e quanti sono intervenuti, ha inteso ricordare i suoi due Maestri: Gian Gualberto Archi e Ugo Coli.

 

Margherita Scognamiglio