INCONTRO DEI DOTTORANDI DI MATERIE STORICO-GIURIDICHE CON JACQUES KRYNEN

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Il 23 gennaio 2009 si è tenuto a Roma, presso la Biblioteca del Senato, un seminario organizzato dai professori Luca Loschiavo (Università di Teramo), Italo Birocchi (Università di Roma Tre) ed Emanuele Conte (Università La Sapienza di Roma), volto ad omaggiare Ennio Cortese – insigne studioso e professore emerito di Storia del diritto – in occasione del suo ottantesimo compleanno.

L’incontro di studio – aperto da Sandro Bulgarelli, direttore della biblioteca del Senato, e da Italo Birocchi, che ha spiegato la scelta di festeggiare Ennio Cortese con un seminario incentrato su un tema a lui caro, il ‘gallicanesimo’– ha avuto come momento centrale la relazione di Jacques Krynen (Università di Tolosa). Il docente di diritto francese medioevale e moderno ha elogiato l’impegno profuso dal prof. Cortese negli studi sul gallicanesimo, condotti con grande acume e sfociati in alcuni incisivi saggi basati sulle figure di Jean Feu (brillante dottore orleanese, a Pavia nel 1509 – 1510), Philippe Probus (canonista gallicano della prima metà del ‘500), e sulle reservationes pontificie. Il gallicanesimo – ha rimarcato Krynen – è una dottrina fortemente legata al potere politico; il problema che emerse, all’epoca, verteva essenzialmente su chi dovesse governare il tanto ricco clero francese (il Papa, i Vescovi, oppure il Re). Il gallicanesimo, ‘storia palpitante’ (o ‘convulsa storia’, secondo le parole del prof. Cortese), risvegliava in realtà interessi materiali ed economici (definiti da Cortese ‘interessi privati di bassa lega’), di potenze finanziarie e fondiarie.

Alla relazione ha fatto seguito un piccolo sipario di discussione sul tema, con l’intervento, fra gli altri, di Emanuele Conte e di Diego Quaglioni.

Ha preso poi la parola Ennio Cortese, il quale ha descritto in modo efficace i tratti salienti del fenomeno del gallicanesimo francese, ponendo in evidenza come esso si sia svolto intorno a tre soggetti principali: la Chiesa francese, il Papato, il Re di Francia. Il movimento – ha puntualizzato Cortese – sorse con la riforma Gregoriana (attuata da papa Gregorio VII intorno al 1075), che prevedeva l’onnipotenza del Papa (plenitudo potestatis); ebbe inizio, più precisamente, quando il Pontefice cominciò, attraverso le reservationes, ad esercitare un’invadenza che urtava contro la tradizione, intaccando ed avocando a sé i diritti delle Chiese locali, come il potere di nominare prelati e concedere benefici. Il gallicanesimo si richiamava allora, per contro, alla storia, alla tradizione, rivendicando l’autonomia del clero francese. Altro protagonista del gallicanesimo fu il Re (perciò si parla di ‘gallicanesimo royal’), il quale, rifacendosi ad una tradizione romana, poi rinverdita da Carlo Magno, e fondata sull’idea dell’appartenenza della religione al diritto pubblico, si pose di fronte alla Chiesa con le sue pretese di ingerenza (spesso designando Abati e Vescovi). La Monarchia francese volle sottoporre il clero alla giurisdizione regia, come era avvenuto in età carolingia, e si arrivò così al Concordato di Bologna del 1516 fra il Papa Leone X e il Re Francesco I, un compromesso che contemperava gli interessi reciproci. Il festeggiato ha concluso il suo intervento con una nota personale: «Gli ottant’anni», ha detto, «mi sono capitati così, non inaspettati purtroppo, ma certo non desiderati. Sono cosa di cui si deve essere consolati, in qualche modo, e questi festeggiamenti mi confortano molto; anche la creazione di un mio fondo librario in questa biblioteca, che dà continuità alla tradizione di una vita di studi, accogliendo i miei libri in un momento in cui avrei dovuto liberarmene avendo una casa troppo piccola, è stato un grande conforto e sono molto grato per questo».

Alessandra Casamassima, curatrice del fondo bibliotecario di Ennio Cortese[1], ha infine rilevato la complessità del pur ‘divertente’ (così lo ha scherzosamente aggettivato) lavoro di catalogazione delle opere (circa 2000 volumi, dal XIV al XIX secolo) ed ha anche illustrato i contenuti della mostra allestita nella sala della Biblioteca, in qualche misura ‘specchio’ delle resistenze dei tipografi, degli editori, e in certi casi degli autori stessi alle invadenze papali nel ‘500 (si notano infatti, in alcune riproduzioni, ‘toppe’ o cancellature).

Sono state distribuite gratuitamente ai partecipanti al convegno le copie di un primo estratto del catalogo complessivo dei testi del fondo Cortese (intitolato: Controriforma, censura e libri espurgati, Spigolature cinquecentesche dal Fondo Ennio Cortese), da considerarsi, come ha sottolineato Bulgarelli, «il nostro regalo di genetliaco per il prof. Cortese».

 

Angela Pindozzi

[1] La biblioteca privata antica di Ennio Cortese è stata acquisita qualche anno fa dalla Biblioteca del Senato.