Il VII Premio Romanistico Internazionale Gérard Boulvert

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Nel corso della LXI Sessione della Société Internationale Fernand de Visscher pour l’Histoire des Droits de l’Antiquité, nell’ambito delle iniziative promosse dal Consorzio Interuniversitario Gérard Boulvert, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, si è svolta a Catania, il 27.IX. 2007, la cerimonia di conferimento del VII Premio Romanistico Internazionale Gérard Boulvert.

Si riportano di seguito il saluto del professor Luigi Labruna, Presidente del Premio, pronunciato nell’Aula Magna del Siculorum Gymnasium, in apertura della cerimonia, e la relazione della Commissione giudicatrice.

Fiducia nel presente dei nostri studii

Il saluto ed il ringraziamento che rivolgo a Lei, Magnifico Rettore, ed alla Sua Università, che ci ha concesso il privilegio di ospitare questa Settima edizione del Premio Romanistico Internazionale Gérard Boulvert, non è formale. E, cosí, non è rituale il grazie fraterno che, anche a nome dei Colleghi della Giuria, sento di dover rivolgere alla Société Internazionale pour l’Histoire des Droits de l’Antiquité ed al suo Comitato direttivo, che in questa 61ma Sessione hanno voluto fornire una cornice tanto prestigiosa ad una iniziativa che mira a promuovere lo sviluppo della ricerca romanistica ed a segnalare, nel nome di Boulvert, i giovani studiosi di ogni nazionalità che abbiano pubblicato la loro opera prima a carattere monografico su argomenti relativi alla storia del diritto romano e dei diritti antichi nell’ultimo triennio. E mira, cosí, tra l’altro, ad incoraggiare la formazione di una figura alta di giurista, consapevole della storicità dei fenomeni e dei processi indagati e non mero operatore subalterno in realtà oggi esposte all’irrazionale pressione di fenomeni casuali o di meri rapporti di forza. Fatto, questo, particolarmente importante in un momento delicato della storia del nostro Paese e dell’Europa, della cui civiltà il diritto romano e la sua tradizione medievale e moderna costituiscono uno dei valori alti da preservare.

Nessuna sede piú di Catania poteva essere appropriata a dare risalto, oltre che accoglienza, ad una comunità di studiosi come la nostra e ad un evento come l’odierno, che si onora una volta ancora dell’alto patronato del Presidente della Repubblica e del sostegno della Corte costituzionale, di numerose Università, Facoltà ed istituzioni italiane e straniere che tra l’altro hanno messo a disposizione premi speciali particolarmente motivati da aggiungere al Premio Boulvert e da assegnare anch’essi a giudizio insindacabile della Giuria.

Nella gloriosa Facoltà di Giurisprudenza di Catania, infatti, la scienza romanistica ha radici profonde. Coltivata ai massimi livelli dagli appartenenti ad una grande scuola che ha avuto in Cesare Sanfilippo il suo maggiore esponente ed in Cristoforo Cosentini, in Giovanni Nicosia, in Sandro Corbino e negli altri attuali antecessores i degni continuatori. A tutti loro, ed al mio maestro Antonio Guarino che nei difficili tempi della guerra ed in quelli immediatamente successivi ha qui a lungo insegnato, contribuendo pure all’avvio di Iura, una delle riviste romanistiche di rilievo mondiale, mi è caro rivolgere un pensiero deferente ed un affettuoso e grato saluto. Lieto di poter affermare — esprimendo, ne sono convinto, persuasioni comuni agli altri membri della Giuria — che l’insegnamento dei maestri che ci hanno preceduto e che tanto hanno arricchito la cultura giuridica europea nel secolo ormai trascorso non è andato disperso.

Lo dimostra, a tacer d’altro, la storia del nostro Premio. Con la presentazione spontanea, sin qui, nelle sue diverse edizioni, di centinaia di monografie di giovani studiosi di ogni parte del mondo (281, per l’esattezza), fiduciosi evidentemente nella acribia e nella serenità di giudizio di chi le avrebbe lette assumendosi la responsabilità di esprimere su di esse la propria motivata valutazione (sottoponendosi cosí egli stesso — come è giusto che sia e come è opportuno ancora una volta sottolineare — al giudizio della comunità scientifica internazionale) senza altro vincolo né altra ambizione che quella di contribuire a dare giusto rilievo a risultati scientifici capaci di far progredire, nella varietà dei metodi e degli strumenti filologici e concettuali impiegati, la nostra scienza. Che abbiamo avuto la ventura di osservare non ingrigirsi nella routine e l’inaridirsi delle spinte ideali, come pure taluni avevano preconizzato e come avevano fatto temere l’indurirsi delle condizioni politiche in taluni Paesi e il deperire delle istituzioni universitarie e di alta cultura in altri (tra cui il nostro, specie nell’ultimo decennio), con spinte non di rado demagogiche, che a fatica si è riusciti talvolta nelle sedi appropriate a moderare, ma che comunque hanno determinato e determinano incoerenze gravi nella formazione dei giovani, nella configurazione giuridica dei docenti e dei ricercatori, nelle modalità del loro reclutamento e ricambio, gravemente condizionati, tra l’altro, dall’esiguità degli investimenti produttivi in un settore che vanamente si riconosce vitale per lo sviluppo e la crescita culturale, economica e sociale del Paese, e dalle dissipazioni di risorse e di credibilità che pure sono talora in vario modo provocate.

Per fortuna abbiamo assistito anche, in questi anni, negli àmbiti che sono propri di talune scienze ad una crescita di tematiche e di intrecci metodologici e disciplinari che testimoniano insieme creatività, rigore e fedeltà al lavoro compiuto da generazioni di scienziati ed al patrimonio di conoscenze da loro trasmesso e da tanti giovani studiosi ora criticamente rinnovato ed ampliato con approfondimenti e raffinamenti di metodi e di consapevolezze talvolta imprevedibili.

È quanto ha potuto costatare in maniera speciale per questa settima edizione del Premio Boulvert la Giuria, i cui componenti ringrazio — insieme con quanti hanno con noi collaborato — per il duro lavoro compiuto, salutando con particolare affetto i Colleghi Hans Ankum, Juan Miquel e Gunter Wesener che, per l’età, raggiungono la posizione di ‘emeriti’ anche della nostra Commissione affiancando l’amico Peter Stein. Qui a Catania, dunque, la Giuria, pur rilevando in alcuni casi talune mende, quali l’eccessiva dipendenza dalla letteratura piuttosto che dalle fonti o talora il disperdersi delle indagini in microanalisi e annotazioni marginali che ne indeboliscono linearità e compattezza complessiva, ha sentito non solo di manifestare soddisfazione per l’elevato numero delle opere monografiche in concorso e per la varietà della loro provenienza (50, di autori italiani, tedeschi, spagnoli, francesi, olandesi, austriaci, greci, bulgari, colombiani, coreani, cinesi, finlandesi, americani, canadesi), quanto ha ritenuto di dover esprimere convinto ed unanime apprezzamento «per l’alto livello scientifico della quasi totalità di esse». Il che ha creato stavolta (lo avvertirete dalla lettura della Relazione) «una eccezionale difficoltà nella individuazione delle monografie emergenti e, tra esse, di quelle a cui attribuire i premi». Ciò la ha indotta in via eccezionale (esplicitamente indicata come tale, perché non costituisca precedente), a segnalare, «con una speciale menzione, per la loro notevole qualità scientifica, assegnando a ciascuna di esse la medaglia d’argento coniata per l’occasione», altre opere oltre a quelle premiate. Segno doveroso di fiducia nel presente dei nostri studii ed, insieme, auspicio forte di un loro incessante rinnovamento che qui segnalo nella convinzione, che so da tutti condivisa, che «ricercare, perfezionare la ricerca, darne conto, comunicarla, tramandarla» sia il còmpito vero, arduo ed umile, ma fondamentale, degli uomini di scienza.

A tale còmpito anche stavolta la Giuria si è attenuta, lieta (ripeto) di aver potuto dare dell’attività della romanistica piú giovane, non solo in Europa, una testimonianza ed un giudizio davvero positivi.

Luigi Labruna

La relazione dalla Commissione giudicatrice

La Commissione giudicatrice del Settimo Premio romanistico internazionale «Gérard Boulvert», composta dai professori Hans Ankum, Jean Andreau, Luigi Capogrossi Colognesi, Alessandro Corbino, Michel Humbert, Rolf Knütel, Luigi Labruna, Juan Miquel, Alan Rodger, Peter Stein e Gunter Wesener, si è riunita dal 19 al 24 aprile 2007 presso la Facoltà giuridica dell’Università di Amsterdam e dal 19 al 24 settembre 2007 a Leonforte, Villa Gussio Nicoletti.

Assente giustificato nella sessione di Amsterdam il professore Knütel. Non è intervenuto il componente emerito della Giuria prof. Peter Stein, che, impedito, ha inviato cordiali espressioni di buon lavoro ai Colleghi e di augurio ai candidati.

Ad inizio dei lavori, il professor Labruna, Presidente del Premio, ha espresso, anche a nome dei Colleghi e dei collaboratori tutti, i sentimenti della più viva solidarietà e vicinanza al prof. Ankum colpito da un grave lutto familiare. Ha poi rivolto, a nome di tutti, un caloroso ringraziamento al prof. Laurens Winkel, per l’aiuto offerto alla Commissione nell’organizzazione di questa prima fase dei lavori presso l’Università di Amsterdam.

Ha ricordato inoltre ai Colleghi che anche stavolta i lavori si svolgeranno in due fasi. Qui ad Amsterdam sarà operata una preliminare disamina delle opere in concorso. Nella seconda — che, accettando gli inviti graditi del Rettore Andò dell’Università Kore e del Collega Corbino, si svolgerà in settembre a Leonforte — si procederà alle scelte definitive ed alla attribuzione del Premio, la cui consegna avrà luogo nel corso della 61a Sessione della SIHDA a Catania, dal 25 al 28 settembre 2007.

Prima di dare inizio alla discussione, il professor Labruna ha comunicato che anche per questa edizione il Premio ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Ha informato altresì che il Rettore dell’Università di Napoli Federico II ha confermato l’assegnazione della medaglia d’oro dell’Ateneo fridericiano al vincitore del Premio. La dotazione di 12.000 euro è dovuta all’Istituto Banco di Napoli-Fondazione al cui Presidente, Adriano Giannola, la Giuria tiene ad esprimere il piú sentito ringraziamento. Il prof. Labruna ha comunicato, poi, che la Corte Costituzionale ha deciso di mettere a disposizione della Giuria, anche per questa edizione, un «premio speciale» da assegnare all’autore di un’opera prima relativa alla storia delle istituzioni giuridiche e politiche romane. Inoltre, premi speciali, da assegnare a lavori particolarmente meritevoli, sono stati messi a disposizione, come per il passato, dall’Università di Cassino, dall’Università di Camerino, dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno (intitolato a Nicola Badaloni), dal «Centro romanistica internazionale Copanello» (intitolato ad Henryk Kupiszewski) e dall’Institut de Droit romain dell’Università di Paris II. Esprime alle Istituzioni e alle Autorità innanzi nominate la viva gratitudine della Giuria e sua personale.

Il prof. Labruna, quindi, con il consenso dei Colleghi cede la presidenza al professor Juan Miquel, considerato che nelle precedenti edizioni la Giuria è stata presieduta, rispettivamente, dal professor Lévêque dell’Università di Besançon nel 1990, dal professor Kupiszewski dell’Università di Varsavia nel 1993, dal professor Ankum dell’Università di Amsterdam nel 1996, dal professor Stein dell’Università di Cambridge nel 1998, dal professor Humbert dell’Università di Paris II nel 2001, dal prof. Knütel dell’Università di Bonn nel 2004, e che il prof. Wesener, più anziano, ha rinunciato.

La Giuria, così presieduta, ha deciso all’unanimità di assumere quale lingua ufficiale per la relazione l’italiano e di procedere all’esame preliminare delle opere concorrenti sulla base di relazioni scritte formulate per ciascuna da un commissario. Le relazioni vengono affidate alla Segreteria del «Consorzio interuniversitario Gérard Boulvert» e saranno a disposizione di quanti abbiano interesse a conoscerle successivamente alla cerimonia pubblica di assegnazione del Premio.

Le opere presentate al VII Premio, tutte ritenute formalmente ammissibili secondo i criteri stabiliti nel bando, sono le seguenti:

Sergio Alessandrì, Le vendite fiscali nell’Egitto romano. I. Da Augusto a Domiziano, «Documenti e studi. Collana del Dipartimento di Scienze dell’antichità dell’Università di Bari. Sezione storica, 41» (Bari, Edipuglia, 2005) p. 262.

Ulrike Babusiaux, Id quod actum est. Zur Ermittlung des Parteiwillens im klassischen römischen Zivilprozeß, «Münchener Beiträge zur Papyrusforschung und antiken Rechtsgeschichte, 95» (München, Beck, 2006) p. vi, 330.

Francisco Bartol Hernández, Uersio praefationis editionis maioris (Th. Mommsen) (Madrid, Ediciones Académicas. S.A., 2004) p. xlii, 175+175, 176-193.

Yasmina Benferhat, Ciues Epicurei. Les épicuriens et l’idée de monarchie à Rome et en Italie de Sylla à Octave, «Collection Latomus, 292» (Bruxelles, Éditions Latomus, 2005) p. 369.

Barbara Berndt, Das commodatum. Ein Rechtsinstitut im Wandel der Anschauungen – dargestellt anhand ausgewählter Einzelprobleme, «Europäische Hochschulschriften. Reihe II. Rechtswissenschaft, 4138» (Frankfurt am Main, Peter Lang, 2005) p. 171.

Paola Biavaschi, Ricerche sul precarium, «Università degli Studi di Milano. Facoltà di Giurisprudenza. Pubblicazioni dell’Istituto di Diritto romano, 41» (Milano, Giuffrè, 2006) p. viii, 374.

Bernardo Bissotto Queiroz de Moraes, «Pacto de melhor comprador»: configuraçao no direito romano (in diem addictio) e projeções no direit atual. Tese de Doutorado (São Paulo, Universidade de São Paulo. Faculdade de Direito, 2004) p. vi, 243; li.

Katherine Blouin, Le conflit judéo-alexandrin de 38-41. L’identité juive à l’épreuve, «Judaïsmes» (Paris, L’Harmattan, 2005) p. 204.

Dennis Bock, Römischrechtliche Ausgangspunkte der strafrechtlichen Beteiligungslehre. Täterschaft und Teilnahme im römischen Strafrecht, «Strafrechtliche Abhandlungen. Neue Folge, 178» (Berlin, Duncker & Humblot, 2006) p. 264.

Cédric Brélaz, La sécurité publique en Asie Mineure sous le Principat (Ier-IIIème s. ap. J.-C.). Institutions municipales et institutions impériales dans l’Orient romain, «Schweizerische Beiträge zur Altertumswissenschaft (SBA), 32» (Basel, Schwabe, 2005) p. xii, 530.

Mariateresa Cellurale, Domicilium nel sistema giuridico romano (la codificazione di Giustiniano), «Università degli Studi di Sassari. Dipartimento di Scienze giuridiche. Seminario di Diritto romano, 17» (Torino, Giappichelli, 2005) p. x, 258.

Chiara Corbo, Paupertas. La legislazione tardoantica (IV-V sec. d.C.), «Pubblicazioni del Dipartimento di Diritto romano e Storia della scienza romanistica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, 22» (Napoli, Satura Editrice, 2006) p. viii, 240.

Salvatore Antonio Cristaldi, Il contenuto dell’obbligazione del venditore nel pensiero dei giuristi dell’età imperiale, policopiata (Catania 2006) p. 329.

Tommaso dalla Massara, Alle origini della causa del contratto. Elaborazione di un concetto nella giurisprudenza classica, «Pubblicazioni della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova, 152» (Padova, Cedam, 2004) p. xvi, 427.

Mariafrancesca De Capua, La costruzione di opere pubbliche in Roma repubblicana, estratto da Archivio Giuridico 226.1 (2006) p. 67- 121.

Nunzia Donadio, La tutela del compratore tra actiones aediliciae e actio empti, «Università degli Studi di Milano-Bicocca. Facoltà di Giurisprudenza. Pubblicazioni del Dipartimento dei Sistemi giuridici ed economici» (Milano, Giuffrè, 2004) p. x, 352.

Lorenzo Franchini, La desuetudine delle XII tavole nell’età arcaica, «Università. Diritto. Ricerche» (Milano, Vita e Pensiero, 2005) p. 110.

Sławomir Godek, Elementy prawa rzymskiego w III Statucie litewskim (1588) (Warszawa, Oficyna Naukowa, 2004) p. 231.

Doris Regine Göttlicher, Auf der Suche nach dem gerechten Preis. Vertragsgerechtigkeit und humanitas als Daueraufgabe des römischen Rechts, «Osnabrücker Schriften zur Rechtsgeschichte, 6» (Göttingen, V & R Unipress, 2004) p. 173.

Macarena Guerrero Lebrón, La injuria indirecta en Derecho Romano, «Monografías de Derecho Romano. Sección Derecho Público y Privado Romano, 28» (Madrid, Dykinson, 2005) p. 226.

Bettina Hecht, Störungen der Rechtslage in den Relationen des Symmachus. Verwaltung und Rechtsprechung in Rom 384/385 n. Chr., «Freiburger Rechtsgeschichtliche Abhandlungen. Neue Folge, 50» (Berlin, Duncker & Humblot, 2006) p. 659.

Sonja Heine, Condictio sine datione. Zur Haftung aus ungerechtfertigter Bereicherung im klassischen römischen Recht und zur Entstehung des Bereicherungsrechts im BGB, «Freiburger Rechtsgeschichtliche Abhandlungen. Neue Folge, 53» (Berlin, Duncker & Humblot, 2006) p. 244.

Dominique Hiebel, Rôles institutionnel et politique de la contio sous la République romaine (287 avant J.-C. - 49 avant J.-C.). Thèse pour le Doctorat en Droit (Paris, Université Paris II - Panthéon-Assas, 2004) p. 575.

Wolfgang Kaiser, Die Epitome Iuliani. Beiträge zum römischen Recht im frühen Mittelalter und zum byzantinischen Rechtsunterricht, «Studien zur europäischen Rechtsgeschichte. Veröffentlichungen des Max-Planck- Instituts für europäische Rechtsgeschichte. Frankfurt am Main, 175» (Frankfurt am Main, Vittorio Klostermann, 2004) p. xxvi, 1006.

Jani Kirov, Die soziale Logik des Rechts. Recht und Gesellschaft der römischen Republik (Göttingen, V & R Unipress, 2005) p. 223.

Fabian Klinck, Erwerb durch Übergabe an Dritte nach klassischem römischen Recht, «Schriften zur Rechtsgeschichte, 116» (Berlin, Duncker & Humblot, 2004) p. 392.

Gerd Krämer, Das besitzlose Pfandrecht. Entwicklungen in der römischen Republik und im frühen Prinzipat, «Forschungen zum römischen Recht, 50» (Köln-Weimar-Wien, Böhlau, 2006) p. xxiv, 391 [bozze impaginate, i.c.s.].

David Kremer, Ius Latinum. Le concept de droit latin sous la République et l’Empire. Thèse pour le Doctorat en Droit (Paris, Université Paris II - Panthéon-Assas, 2005) p. 409.

Aude Laquerriere-Lacroix, L’évolution du concept romain de propriété à l’époque post-classique. Thèse pour le Doctorat en Droit (Paris, Université Paris II - Panthéon-Assas, 2004) p. 467.

Paolo Lepore, «Rei publicae polliceri». Un’indagine giuridico-epigrafica I; II, «Università degli Studi dell’Insubria. Facoltà di Giurisprudenza, 22» (Milano, Giuffrè, 2005) p. x, 339; viii, 191.

Elizabeth A. Meyer, Legitimacy and Law in the Roman World. Tabulae in Roman Belief and Practice (Cambridge, Cambridge University Press, 2004) p. xvi, 353.

Lucretiu Mihailescu-Bîrliba, Individu et societé en Dacie romaine. Étude de démographie historique, «Philippika. Marburger altertumskundliche Abhandlungen, 3» (Wiesbaden, Harrassowitz Verlag, 2004) p. x, 166.

Gérard Minaud, La comptabilité à Rome. Essai d’histoire économique sur la pensée comptable commerciale et privée dans le monde antique romain (Lausanne, Presses polytechniques et universitaires romandes, 2005) p. 383.

Ana Mohino Manrique, Pactos en el contrato de compraventa en interés del vendedor, «Monografías de Derecho Romano. Sección Derecho Público y Privado Romano, 18» (Madrid, Dykinson, 2006) p. xviii, 414.

Fara Nasti, L’attività normativa di Severo Alessandro. I. Politica di governo, riforme amministrative e giudiziarie, «Pubblicazioni del Dipartimento di Diritto romano e Storia della scienza romanistica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, 21» (Napoli, Satura Editrice, 2006) p. xiv, 270.

Alexander Nogrady, Römisches Strafrecht nach Ulpian. Buch 7 bis 9 De officio proconsulis, «Freiburger Rechtsgeschichtliche Abhandlungen. Neue Folge, 52» (Berlin, Duncker & Humblot, 2006) p. 351.

Johannes Platschek, Studien zu Ciceros Rede für P. Quinctius, «Münchener Beiträge zur Papyrusforschung und antiken Rechtsgeschichte, 94» (München, Beck, 2005) p. xii, 300.

Andrea Raggi, Seleuco di Rhosos. Cittadinanza e privilegi nell’Oriente greco in età tardo-repubblicana, «Studi ellenistici, 18» (Pisa, Giardini, 2006) p. 305.

Carla Ricci, Gladiatori e attori nella Roma giulio-claudia. Studi sul senatoconsulto di Larino, «Studi e ricerche» (Milano, LED - Edizioni Universitarie di Lettere Economia Diritto, 2006) p. 145.

Osvaldo Sacchi, L’ager Campanus antiquus. Fattori di trasformazione e profili di storia giuridica del territorio dalla μεσóγεια arcaica alla centuriatio romana, «Pubblicazioni della Facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli, 25» (Napoli, Jovene, 2004) p. xxii, 283.

Roberto Scevola, La responsabilità del iudex privatus, «Università degli Studi dell’Insubria. Facoltà di Giurisprudenza, 17» (Milano, Giuffrè, 2004) p. x, 587.

Stephan Schuster, Das Seedarlehen in den Gerichtsreden des Demosthenes. Mit einem Ausblick auf die weitere historische Entwicklung des Rechtsinstitutes: dáneion nautikón, fenus nauticum und Bodmerei, «Freiburger Rechtsgeschichtliche Abhandlungen. Neue Folge, 49» (Berlin, Duncker & Humblot, 2005) p. 245.

Andreas Staffhorst, Die Teilnichtigkeit von Rechtsgeschäften im klassischen römischen Recht, «Schriften zur Rechtsgeschichte, 129» (Berlin, Duncker & Humblot, 2006) p. 363.

Pia Starace, Lo statuliber e l’adempimento fittizio della condizione. Uno studio sul favor libertatis tra tarda Repubblica ed età antonina, «Pubblicazioni della Facoltà Giuridica dell’Università di Bari, 144» (Bari, Cacucci, 2006) p. 316.

Paulina Święcicka-Wystrychowska, Proces Jezusa w świetle prawa rzymskiego. Studium z zakresu rzymskiego procesu karnego w prowincjach wschodnich w okreise wczesnego pryncypatu (Kraków, Wydawnictwo Uniwersytetu Jagiellońskiego, 2005) p. 191.

Kaius Tuori, Ancient Roman Lawyers and Modern Legal Ideals. Studies on the impact of contemporary concerns in the interpretation of ancient Roman legal history (Helsinki, University of Helsinki Printing House, 2006) p. 301.

Cristiano Viglietti, Antropologia economica di Roma arcaica. Produzione, scambio, consumo: modelli culturali, riscritture e innovazioni. Dalle origini della civiltà romana alla presa di Veio. Tesi di Dottorato (Siena, Università degli Studi di Siena. Facoltà di Lettere e Filosofia, Anno accademico 2004-2005) p. viii, 391; tav. 6.

Jan Ulrich Wacke, Actiones suas praestare debet. Die Klagenabtretung an den Ersatzpflichtigen und dessen Eigentumserwerb vom römischen Recht bis zu § 255 (1. Fall) BGB. Ein Beitrag zur Geschichte des Regresses. Inaugural-Dissertation zur Erlangung des Grades eines Doktors der Rechte durch die Rechts- und Staatswissenschaftliche Fakultät der Rheinischen Friedrich-Wilhelms-Universität Bonn I; II (2004) p. xxxiv, 1-161; 162-389.

Lihong Zhang, Contratti innominati nel diritto romano. Impostazioni di Labeone e di Aristone (Milano, Giuffrè, 2006) p. xii, 245 [bozze impaginate, i.c.s.].

Sulla base delle relazioni presentate dai singoli commissari, la Giuria ha proceduto alla valutazione preliminare delle opere in concorso, nel loro ordine alfabetico. Ha provveduto quindi ad assegnare ulteriori relatori a ciascuna opera.

Come da regolamento, ciascun commissario si è astenuto dal prendere parte alle discussioni ed alle determinazioni concernenti opere di propri allievi.

Il Presidente ha invitato a questo punto i Colleghi a procedere al necessario approfondimento, riconvocando la Commissione a Leonforte per il 19 settembre.

La Giuria ha svolto i lavori della seconda sessione nei giorni 19-24 settembre 2007, a Leonforte, Villa Gussio Nicoletti, presenti i professori Jean Andreau, Hans Ankum, Luigi Capogrossi Colognesi, Alessandro Corbino (segretario), Michel Humbert, Rolf Knütel, Luigi Labruna, Juan Miquel (presidente), Alan Rodger, Gunter Wesener.

In apertura, il prof. Miquel, anche a nome dei Colleghi, ha espresso viva riconoscenza all’Università degli studi di Catania ed alla Société Internazionale Fernand de Visscher pour l’Histoire des Droits de l’Antiquité, per l’autorevole sede offerta al Premio. Uno speciale ringraziamento ha rivolto, inoltre, all’Università Kore di Enna ed al Consorzio ennese universitario per l’ospitalità assicurata alla Giuria in Leonforte. Ed ha espresso anche un sentito apprezzamento alle dottoresse Daniela Piccione ed Aglaia McClintock ed agli altri collaboratori per l’efficace supporto assicurato.

La Giuria ha manifestato soddisfazione per l’elevato numero delle opere in concorso ed ha vivamente apprezzato l’alto livello scientifico della quasi totalità di esse. Il che ha creato, in questa edizione, una eccezionale difficoltà nella individuazione delle monografie emergenti e, tra esse, di quelle a cui attribuire i Premi.

A séguito delle indicazioni emerse nella sessione di Amsterdam e durante la nuova approfondita discussione fatta sulla base di almeno due relazioni di diversi commissari su ciascuna opera, la Giuria unanime ha deciso di prendere in particolare considerazione le opere di Alessandrì, Babusiaux, Blouin, Brélaz, Corbo, Donadio, Hecht, Hiebel, Kaiser, Kirov, Klinck, Krämer, Kremer, Laquerriere-Lacroix, Meyer, Minaud, Nasti, Nogrady, Platschek, Raggi, Scevola, Schuster, Staffhorst, Viglietti, Wacke. Monografie che, nella loro diversità, appaiono tutte meritevoli di un giudizio ampiamente positivo.

Tra esse ha ritenuto di segnalare preliminarmente, per le loro diverse peculiarità, le opere di Katherine Blouin e di Gérard Minaud.

Tra le altre ora indicate, la Giuria ha ritenuto di dovere segnalare con una speciale menzione, per la loro notevole qualità scientifica, assegnando a ciascuna di esse la Medaglia d’argento coniata per l’occasione, le opere di:

Ulrike Babusiaux, Id quod actum est (München 2006) «per la esemplarità dell’indagine esegetica attraverso la quale l’interpretazione dell’id quod actum est è collocata nel contesto processuale»;

Fabian Klinck, Erwerb durch Übergabe an Dritte nach klassischem römischen Recht (Berlin 2004) «per aver trattato in modo originale le difficili tematiche dell’acquisto della proprietà e del possesso, pervenendo a non pochi risultati nuovi»;

Gerd Krämer, Das besitzlose Pfandrecht (Köln-Weimar-Wien 2006) «per l’uso felice dei testi dei giuristi classici e degli atti della pratica nello studio dell’hypotheca nel diritto romano dei primi secoli d.C.»;

David Kremer, Ius Latinum (Paris 2005) «per l’abile e convincente nuova lettura della documentazione archeologica e letteraria, che consente di ricostruire la storia del ius Latinum dalle origini all’età imperiale»;

Andrea Raggi, Seleuco di Rhosos (Pisa 2006) «per la precisione e l’acribia con le quali l’autore presenta una nuova edizione e un denso commento del documento studiato»;

Stephan Schuster, Das Seedarlehen in den Gerichtsreden des Demosthenes (Berlin 2005) «per il contributo alla conoscenza dei rapporti tra il dáneion nautikón attico e il prestito marittimo romano, bene inseriti nel loro contesto economico»;

Jan Ulrich Wacke, Actiones suas praestare debet (Bonn 2004) «per la esauriente trattazione del complesso tema della cessione delle azioni, fondata su esegesi limpide e approfondite».

Dopo ulteriore valutazione, la Giuria — sempre all’unanimità — ha infine deliberato di assegnare:

il Premio dell’Università di Cassino alla monografia di Nunzia Donadio, La tutela del compratore tra actiones aediliciae e actio empti (Milano 2004) avendo formulato su di essa il seguente giudizio: «Ricerca di solido impianto critico, che affronta con indipendenza e originalità l’insieme dei problemi relativi al tema trattato in modo organico e coerente»;

il Premio dell’Università di Camerino alla monografia di Johannes Platschek, Studien zu Ciceros Rede für P. Quinctius (München 2005), avendo formulato su di essa il seguente giudizio: «Lettura nuova, rigorosa e completa della Pro Quinctio ciceroniana, che arricchisce in maniera significativa la nostra conoscenza del testo nonché della dimensione politica del diritto romano»;

il Premio «Henryk Kupiszewski» del «Centro romanistico Internazionale Copanello» alla monografia di Dominique Hiebel, Rôles institutionnel et politique de la contio sous la République romaine (287 avant J.- C. - 49 avant J.-C.) (Paris 2004) avendo formulato su di essa il seguente giudizio: «Opera meritevole di particolare considerazione per l’importanza dei risultati, l’accuratezza delle analisi e la costante preoccupazione di integrare le risultanze giuridico-formali con valutazioni di ordine politico e sostanziale»;

il Premio «Nicola Badaloni» della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno alla monografia di Bettina Hecht, Störungen der Rechtslage in den Relationen des Symmachus (Berlin 2006) avendo formulato su di essa il seguente giudizio: «Analisi pregevole e competente di una fonte complessa, che contribuisce non poco all’ampliamento delle nostre conoscenze della realtà giuridica e dell’ambiente aulico dell’Impero alla fine del IV secolo d.C.»;

il Premio della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana alla monografia di Cédric Brélaz, La sécurité publique en Asie Mineure sous le Principat (Ier-IIIème s. ap. J.-C.) (Basel 2005) avendo formulato su di essa il seguente giudizio: «Opera in cui gli aspetti amministrativi ed istituzionali delle misure adottate da Roma per garantire la sicurezza pubblica in Anatolia sotto il Principato sono intelligentemente inserite in un quadro di insieme chiaro e innovativo, frutto di accorta lettura di una ricca e varia documentazione»;

il Premio dell’Institut de Droit romain dell’Università di Paris II alla monografia di Andreas Staffhorst, Die Teilnichtigkeit von Rechtsgeschäften im klassischen römischen Recht (Berlin 2006) avendo formulato su di essa il seguente giudizio: «Trattazione eccellente delle problematiche relative alla nullità parziale, in cui le categorie concettuali utilizzate dai giuristi romani vengono ricostruite con competenza e rigore di metodo».

La Giuria, infine, ha deciso all’unanimità di conferire il VII Premio romanistico internazionale Gérard Boulvert e la medaglia d’oro dell’Università Federico II di Napoli alla monografia di Wolfgang Kaiser, Die Epitome Iuliani. Beiträge zum römischen Recht im frühen Mittelalter und zum byzantinischen Rechtsunterricht (Frankfurt am Main 2004) avendo formulato su di essa il seguente giudizio: «Opera in cui la interpretazione delle fonti giuridiche tardo-romane e medievali approda ad una lettura nuova ed esemplare di uno dei più importanti testi relativi al diritto romano occidentale. Essa, per la padronanza delle varie discipline implicate, si colloca degnamente nella tradizione dei grandi modelli della scienza storico-giuridica del secolo XIX tedesco».

La Commissione, rilevata la funzione di impulso allo sviluppo della ricerca romanistica esercitata dal Premio Boulvert e tenuto conto delle sollecitazioni provenienti dalla comunità scientifica internazionale, rinnova il forte auspicio che il «Consorzio interuniversitario Gérard Boulvert», con il sostegno dell’Istituto Banco di Napoli-Fondazione, e la Rivista Index vogliano assicurare che il Premio prosegua con l’ordinaria cadenza e si riconvoca, anche per avviare le procedure relative all’Ottavo Premio, nella primavera del 2008.

Letto, confermato e sottoscritto in Leonforte (Enna), il giorno 24 settembre 2007.