L’inquinamento del fiume Sarno tra istituzioni e politiche ambientali

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Il Prof. Gabriele De Rosa, primo Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, ormai quasi vent’anni fa ebbe ad evidenziare che «C’è una storia della cultura ambientalistica: occorre riscoprirla, anche nei testi più antichi. Un fiume, un lago, un bosco molto spesso si associano a una lunga vicenda di insediamenti urbani, di nascita e sviluppo di culture, di profondi processi di umanizzazione e di religiosità.

Un fiume, una volta, era qualcosa in più di un corso d’acqua, non parliamo solo della sua divinizzazione, ma di quel che il fiume o il lago o il bosco poteva rappresentare nella vita     economica e culturale quotidiana di un borgo, di una comunità, di una regione. Non penso solo ai grandi fiumi, come il Po o l’Adige o il Tevere, ma ad altri fiumi, che tali non sono più oggi, essendo divenuti luoghi di scarico di tutti i rifiuti solidi e non solidi; penso, non so, al fiume Sarno, una volta meravigliosamente pescoso»[1].

Negli ultimi cinquant’anni l’Italia ha cambiato volto, il consumo di 100.000 ettari di suolo all’anno ha travolto secoli di cultura e intaccato il valore economico riconducibile agli usi agricoli e naturali del territorio.

Nel 1996, l’allora Ministro per i Beni Culturali e Ambientali, Antonio Paolucci, denunciava come «La Campania ha subìto negli ultimi cinquant’anni devastazioni e manomissioni più gravi che qualsiasi altro luogo della Penisola»[2].

Il Sarno, ancora nel 2006 è «quasi sicuramente il fiume più inquinato d’Italia (forse addirittura d’Europa)»3, il cui alto allarme sociale «deriva anche dal fatto che detto fiume, di per sé  lungo solo 24 chilometri, considerando i collegati torrenti Solofrana e Cavaiola viene ad interessare tre Province campane e ben trentanove Comuni, per cui la relativa emergenza ambientale coinvolge una popolazione che oscilla tra i settecentocinquantamila ed il milione di abitanti»3.

La storia del disinquinamento del Sarno, com’è noto, inizia negli anni ‘70 con il Progetto Speciale N. 3 per il disinquinamento del Golfo di Napoli (PS3), elaborato dalla Cassa per il Mezzogiorno in seguito all’epidemia di colera.

Nel 1992, dopo vent’anni, la Presidenza del Consiglio dei Ministri dichiara il bacino idrografico del Sarno ‘Area ad elevato rischio di crisi ambientale’, attribuendo al Ministero dell’ambiente le competenze per la predisposizione di un piano per il disinquinamento, che viene affidato all’ENEA.

Nel 1995, la Presidenza del Consiglio dei Ministri dichiara lo ‘Stato di emergenza socio economico – ambientale’ nel bacino idrografico del Sarno.

È dei giorni scorsi la notizia della proroga per un altro anno del mandato al Commissario Straordinario per la bonifica del fiume Sarno4.

Il 2 aprile 2003 il Senato della Repubblica ha approvato la Deliberazione istitutiva della ‘Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle cause dell’inquinamento del fiume Sarno’5, i cui lavori si sono conclusi nella Seduta del 12 aprile 2006.

La Relazione alla proposta di istituzione della Commissione Parlamentare, comunicata alla Presidenza del Senato il 13 luglio 2001, sottolineava come «la salute della popolazione è  sottoposta a pericoli continui e, non a caso, nella zona esiste un tasso di malattie del-l’apparato respiratorio e di malattie infettive, con altissime percentuali di carcinoma polmonare, che è il più alto d’Europa»6.

Nel corso della sua intensa e complessa attività di inchiesta, la Commissione Parlamentare ha avuto occasione di verificare che un Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 1997 segnalava che nella zona del fiume Sarno risultava un indice di mortalità per cancro e leucemia superiore del 17% rispetto ad altre zone del mondo7.

La Commissione Parlamentare ha, pertanto, considerato evidente la sussistenza anche di una emergenza sanitaria, probabilmente dovuta all’inquinamento del fiume7.

La situazione è non poco inquietante, soprattutto alla luce del ‘principio di precauzione in sanità pubblica’, già da tempo assunto dalla stessa Unione Europea, per cui si considera vera l’ipotesi più preoccupante.

La Regione Campania, dal canto suo, ha fatto obbligo alle AA.SS.LL. il cui territorio ricade nel bacino idrografico del fiume Sarno, di effettuare uno studio sull’incidenza di neoplasie nell’area di riferimento, autorizzando l’Assessorato regionale alla sanità ad istituire un Osservatorio sull’incidenza di neoplasie nei territori del bacino idrografico del fiume Sarno e affidando all’Agenzia regionale sanitaria ARSAN la realizzazione di un apposito studio propedeutico8.

Intanto, la Regione Campania il 27 giugno 2003 ha deliberato di istituire il ‘Parco Regionale del Fiume Sarno’9.

L’ambito territoriale, ivi individuato dalla Regione come ‘Parco Naturale del Fiume Sarno’, comprendeva ‘unicamente’ l’area del fiume Sarno: dalla foce alle sorgenti ubicate nel territorio del Comune di Sarno9.

In un Convegno promosso a Mercato S. Severino, nel dicembre di quello stesso anno,  ‘Italia Nostra’ propose l’ampliamento del Parco Regionale del Fiume Sarno con l’inclusione, nell’area del parco fluviale, di tutti i Comuni ricadenti nel suo bacino idrografico10.

Italia Nostra fondava tale proposta sulla fondamentale considerazione che «l’area fluviale del bacino idrografico del Sarno costituisce un sistema omogeneo individuato dagli assetti naturali dei luoghi, dai valori paesaggistici ed artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali.

Il fragile ed irripetibile sistema ecologico fluviale del bacino idrografico del Sarno dev’essere, pertanto, considerato nella sua unitarietà se si vuole pervenire alla effettività della sua tutela e valorizzazione»10.

Comunque, un segnale di speranza arriva dalla recente legge regionale n. 24 del 29 dicembre 2005 (Legge Finanziaria 2006)11, che con l’art. 12, comma 2, istituisce ‘l’ente parco regionale del bacino idrografico del fiume Sarno’.

Italia Nostra segue con grande attenzione gli sviluppi della situazione, affinché sia data piena e concreta effettività al parco regionale del bacino idrografico del fiume Sarno.

Il parco diventerebbe così lo straordinario strumento per proteggere e valorizzare gli elevati caratteri urbanistici e di civiltà che i nostri territori hanno conseguito e mantenuto lungo i secoli davanti al mondo intero.

È indispensabile che da queste parti i beni culturali, la natura, il paesaggio diventino finalmente gli strumenti di una straordinaria idea: porre la storia, la cultura, la natura come criteri-guida della riqualificazione urbanistica e ambientale del territorio.

Avv. Antonio Di Palma

Vice Presidente Associazione ‘Italia Nostra’ della Campania

Presidente Associazione ‘Italia Nostra’-Sezione di Mercato San Severino (SA).

E-mail: avv.antoniodipalma@virgilio.it


[1] G. De Rosa, in A. Lazzarini, Fra terra e acqua l’azienda risicola di una famiglia veneziana nel delta del Po (Premessa alla Collana), I, Roma, 1990.

[2] A. Paolucci, C’era una volta la Campania Felix, in Atti del Convegno ‘Il Paesaggio’, Napoli, 1996, in Gazzetta Ambiente, Suppl. N. 1, 1996.

3 Senato della Repubblica, Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle cause dell’inquinamento del fiume Sarno, Relazione Conclusiva (Approvata nella seduta del 12 aprile 2006), p. 7.

4 «Generale Jucci, prorogato l’incarico», Il Mattino, sez. Cronaca di Salerno, 28 dicembre 2008.

5 Senato della Repubblica, Deliberazione 2 aprile 2003, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale, n. 81 del 7 aprile 2003.

6 Senato della Repubblica, XIV Legislatura, Proposta di inchiesta parlamentare – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell’inquinamento del fiume Sarno, Doc. XXII, n. 3, p. 2.

7 Senato della Repubblica, Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle cause dell’inquinamento del fiume Sarno, Relazione Conclusiva (Approvata nella seduta del 12 aprile 2006), p. 127.

8 Art. 3, commi 6 e 7, della Legge Regionale n. 24 del 29 dicembre 2005, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania – Legge Finanziaria 2006 in B.U.R.C. n. 69 del 30 dicembre 2005.

9 Regione Campania – Giunta Regionale – Seduta del 27 giugno 2003 – Deliberazione N. 2211 – L. R. 1° settembre 1993, n. 33 e succ. mod. – Istituzione del Parco del ‘Fiume Sarno’ – in B.U.R.C. n. 32 del 21 luglio 2003.

10 I nostri amici alberi (Convegno organizzato in Mercato S. Severino, il 12 dicembre 2003), in Italia Nostra, Bollettino dell’Associazione Italia Nostra, n. 398 dicembre 2003, p. 29.

11 Legge Regionale n. 24 del 29 dicembre 2005, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania – Legge Finanziaria 2006 in B.U.R.C. n. 69 del 30 dicembre 2005.