Note sull段nterruzione e sulla sospensione della prescrizione nel codice giustinianeo*

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1. Brevi chiarimenti lessicali e delimitazione dell段ndagine 2. Una questione preliminare: i termini di decorrenza della prescrizione 3 L段nterruzione della prescrizione 4. Praescriptio dormit: dalla longi temporis praescriptio alle riforme giustinianee 5. Qualche rilievo conclusivo

1. Brevi chiarimenti lessicali e delimitazione dell段ndagine

Una corretta ricostruzione delle ipotesi di interruzione e sospensione della prescrizione richiede, preliminarmente, una definizione dell誕mpiezza dell段ndagine. La Compilazione giustinianea evidenzia, come noto, un誕mbiguit, risoltasi poi anche in una derivazione concettuale, tra usucapio, longi temporis praescriptio, e prescrizione estintiva trentennale (o 奏eodosiana), la quale ultima interessava quasi tutti i tipi di actiones e operava, come ormai pacifico, esclusivamente in via processuale, ope exceptionis[1]. Non rientra tra le finalit del presente contributo (salvo quanto si vedr per quel che riguarda il ァ 4, dedicato alla 壮ospensione壇ella prescrizione) l誕nalisi delle ipotesi, pur attestate dalle fonti, di interruzione e sospensione della c.d. longi temporis praescriptio: l誕ttenzione si concentrer prevalentemente su quanto attiene al tema della prescrizione nella sua elaborazione pi matura, risalente all弾poca giustinianea.

Individuiamo, ci premesso, taluni aspetti rilevanti e problematici dell段ndagine: essa deve misurarsi anzitutto con l弾siguit di studi specifici condotti, quantomeno di recente, sull誕rgomento. Gli istituti dell段nterruzione e della sospensione della prescrizione estintiva (d弛ra in poi: prescrizione 奏out court) risultano, in s, poco approfonditi in letteratura e le considerazioni ad essi inerenti si rinvengono quasi esclusivamente nella nota trattazione di Amelotti[2]. In questa sede, tenendo presente l段mpostazione del lavoro citato, e condividendone in linea di massima i risultati, s段ntende approfondire tali argomenti, presenti, ma nel complesso non centrali rispetto all段mpianto espositivo dell弛pera. Nell誕pproccio con la problematica esposta si dar rilievo anche a succinti confronti con la tradizione romanistica e le prime codificazioni, al fine di individuare momenti di novit, continuit o rottura rispetto alla disciplina contenuta nel Corpus iuris civilis.

Il primo interrogativo che si pone alla nostra attenzione riguarda l段ndividuazione di un principio-guida, desumibile dalle fonti romane, sul termine di decorrenza della prescrizione. Successivamente, l弾sposizione si focalizzer sull誕nalisi delle ipotesi di interruzione della prescrizione, allo scopo precipuo di verificare la correttezza dell段potesi secondo cui il fenomeno della prescrizione delle azioni ha ricevuto, nella Compilazione giustinianea, una disciplina completa[3]. Con riferimento alla sospensione della prescrizione, occorrer invece chiedersi se gi le fonti giustinianee prospettassero una definizione compiuta dell段stituto, sia sotto il profilo strutturale che sotto quello effettuale. Pi in particolare, si verificher se gi nel tardo diritto romano fosse possibile scorgere un fondamento chiaro per la massima contra non valentem agere non currit praescriptio, risalente, verosimilmente, ai Glossatori. Il tratto saliente della metodologia seguita nel presente lavoro sar tracciare l弾voluzione degli istituti esaminati in prospettiva storico-comparatistica.

2. Una questione preliminare: i termini di decorrenza della prescrizione

L段ntento di provvedere alla risoluzione dei problemi legati all段ncertezza del diritto indusse, com定 noto, l段mperatore Teodosio II ad emanare, in Oriente, una costituzione generale sulla prescrizione delle azioni. Qui contenuta la prima, embrionale formulazione di una regola destinata a influenzare la disciplina di un aspetto fondamentale della struttura della prescrizione sino all弾t moderna e contemporanea. ネ opportuno, allora, procedere a una breve sinossi di due costituzioni, risalenti a periodi molto diversi: iniziamo da C. 7.39.3.1, del 424 d.C.[4]. Il decorso del termine della prescrizione viene stabilito dall棚mperatore, in maniera sembrerebbe inderogabile, nel momento in cui le azioni competere iure coeperunt. La prescrizione, dunque, comincia con la nascita dell誕zione, ovvero dal momento in cui si pu far valere un diritto contro l誕vversario. A questa norma accostiamo una costituzione riprodotta in C. 7.40.1.1, del 530 d.C.[5]. Si ribadisce la generale prescrittibilit delle azioni: Giustiniano si propone di far energicamente (nemo itaque audeat interpretari) chiarezza sulla materia, richiamando una serie di azioni che evidentemente venivano, a torto[6], usualmente esperite anche oltre il termine di trent誕nni. Leggendo la conclusione del precetto, appare allora inevitabile un collegamento con il principio gi espresso da Teodosio in C. 7.39.3.1: entrambe le costituzioni sono accomunate dal richiamo, generico[7], alla 創ascita dell誕zione. L誕spetto interessante appare proprio l誕pprofondimento di questo profilo problematico: gli sforzi degli studiosi si sono concentrati infatti sul tentativo di individuare un 倉uando iniziale della prescrizione, valido per tutte le azioni.

La formulazione delle pi note teoriche fondamentali sulla decorrenza della prescrizione nelle azioni, basate prevalentemente sulla lettera di C.7.39.3.1, si deve all弾laborazione dei Pandettisti[8], sebbene, come si avr modo di segnalare, su taluni specifici aspetti le discussioni risalissero gi ai Glossatori. Savigny, in particolare, nell弾lencare i requisiti della prescrizione, faceva esplicito riferimento al concetto di 疎zione nata[9]. Infatti nell弛ttica del celebre Studioso tedesco ォfinch non esiste alcun diritto di agire, esso non pu essere negletto, e quindi nemmeno pu essere perduto per negligenzaサ[10]. Due sono, in particolare, le opzioni interpretative proposte al fine di individuare il momento di decorrenza della prescrizione dell誕zione: si tratta delle teorie cc.dd. della 鼠esione e della 喪ealizzazione. Nelle elaborazioni della teoria della 鼠esione, sostenuta particolarmente da Savigny[11] e da Windscheid[12], si concepiva l誕zione come ォil diritto nuovo che sorge in seguito alla violazione di un dirittoサ[13].

Il ragionamento alla base di questa teoria limitando brevemente il discorso ai soli diritti di credito era probabilmente il seguente: nella maggior parte delle obbligazioni, ove mancassero particolari determinazioni riguardo alle modalit d誕dempimento, l誕spettativa del creditore era quella di essere subito soddisfatto. Dall誕ver disatteso siffatta situazione di attesa derivava che l弛bbligazione, appena nata, era gi violata. In altri termini, il momento della conclusione del contratto segnava anche il momento di nativitas dell誕ctio. Naturalmente, ove si trattasse di rapporti obbligatori destinati a durare nel tempo, l段ndividuazione del momento in cui si verificava la 宋iolazione del diritto di credito avveniva secondo criteri diversi: in tali ipotesi, evidentemente, dalla conclusione del contratto non nasceva l弛bbligo del debitore di pagare subito, ma soltanto il diritto del creditore di richiedere, quando desiderasse, il pagamento. I seguaci della teoria della 喪ealizzazione (tra cui von Vangerow[14]), sono approdati a risultati nel complesso non difformi rispetto fautori dell段ndirizzo opposto, sia pure snodando le loro riflessioni lungo un percorso interpretativo talvolta diverso.

Essi hanno sostenuto, in particolare, che la violazione del diritto non costituisse una condizione imprescindibile per la nascita dell誕zione: anche a voler considerare fondato, nella maggioranza delle ipotesi, l誕ssioma secondo cui dalla conclusione di un contratto nasceva subito l誕zione di prescrizione, la motivazione di ci non risiedeva in una supposta宋iolazione del diritto, ma semplicemente nella circostanza che la pretesa era subito, e concretamente, fondata. Sotto un altro profilo, e in maniera pi incisiva, si contestava principalmente a Savigny di aver elaborato una teorica priva di qualsiasi fondamento nelle fonti romane[15].

Alcune esemplificazioni chiarianno quanto fosse problematica l段ndividuazione dei termini di decorrenza della prescrizione, specie per talune azioni. Si consideri, ad esempio, l誕ctio pigneraticia in personam. Per questo istituto, i testi presi in considerazione dai Glossatori sono due: si tratta di brani attribuiti a Ulpiano ed escerpiti dal ventottesimo libro dei suoi commentari ad edictum. In D. 13.7.9.3 il giurista riferisce che ォaffinch possa nascere l誕zione pignoratizia, il debito deve essere stato pagato per l段ntero o il creditore deve essere stato soddisfatto in relazione al titolo per cui il pegno nato rell.サ (omnis pecunia exsoluta esse debet aut eo nomine satisfactum esse, ut nascatur pigneraticia actio rell.).

Una regola analoga, su un tema che evidentemente gi in et severiana si prestava a generare ambiguit applicative e interpretative, risulta formulata in Ulp. 28 ad ed. D. 13.7.9.5[16]: il breve responso ulpianeo sembrerebbe ricondurre il termine di decorrenza della prescrizione dell誕zione pigneraticia directa al momento dell弾stinzione del debito. Se, pertanto, il debitore consegnava una cosa in pegno al suo creditore e pi tardi volesse riappropriarsene, l誕zione diretta a tale scopo non sorgeva che dopo la solutio.

La soluzione della questione, non cos lineare come una lettura superficiale delle due testimonianze richiamate lascerebbe suggerire, stata successivamente al centro di una vivace disputa tra i Glossatori. Abbiamo notizia, gi in Ugolino[17], di notevoli discrasie interpretative a proposito del ォquando nascessero l誕zione per il socio, quella pignoratizia, quella per la divisione di un patrimonio familiare e di una cosa comuneサ (quando nascantur actiones pro socio, pignoratitia, familiae erciscundae communi dividundo). Le posizioni espresse al fine di sciogliere il dubbio esegetico (che, forse, interessava tutte le tipologie di azioni elencate) erano le seguenti: secondo Rogerio e Piacentino ォnon vi era nascita dell誕zione pignoratizia, se non dal momento in cui il debito fosse saldato, o soddisfatto diversamenteサ (pignoratitia actio nondum nata est, quia tunc demum nascitur, quum debitum solutum fuerit, vel alias satisfactum rell.)[18]. Vanno rilevate, sul punto, anche prese di posizione diverse: Bulgaro e Accursio[19] sostenevano che la prescrizione dell誕zione iniziasse subito, con la conclusione del contratto tramite consegna della cosa oppignorata. Il primo indirizzo, su cui torneremo, ad altro scopo, pi innanzi[20]ha poi riscosso maggiore seguito (Windscheid[21]), tanto da essere accolto anche a livello legislativo (si legga in proposito l誕rt. 1888 del nostro cod. civ. abr.).

Discussioni non meno vivaci hanno interessato il momento iniziale della prescrizione dell誕zione di deposito: Ugolino, nell段nterrogarsi sul momento della nascita dell誕zione di deposito (Quo tempore actio depositi nascatur?)[22], ricorda in primo luogo il pensiero di Aldrico, secondo cui l誕zione di deposito si considera esperibile da momento del deposito della cosa (actio depositi nascitur statim, ex quo res est deposta)[23]. A fondamento di tale opinione, s段nvocava un brano ulpianeo[24]dal quale si desumeva il principio in base al quale l誕zione di deposito 租iretta nasceva dalla conclusione stessa del contratto. Ugolino, tuttavia, cita un altro passo dei Digesti[25], decisivo per quegli autori che ritenevano di fissare il momento iniziale della prescrizione dell誕zione in questione nel momento in cui il depositario fosse in dolo[26].

Il dibattito sulla determinazione dell段nizio della prescrizione dell誕zione di deposito ha avuto seguito, naturalmente, anche tra i Pandettisti: i fautori (specie Savigny)[27]della teoria della 鼠esione, nella convinzione che la nascita dell誕ctio depositi risalisse alla richiesta di restituzione della cosa depositata, ritenevano che in quel momento prendesse forma la lesione del diritto. Quanti aderivano all段ndirizzo opposto[28]consideravano創ata l誕zione di deposito gi al momento della conclusione del contratto, secondo quanto sembrava profilarsi dalla lettera di D. 16.3.1.22.

Presenta aspetti particolarmente interessanti anche l段ndividuazione del momento della nascita dell誕zione nel contratto di mutuo fruttifero. A essere rilevante, in questa indagine, una costituzione giustinianea[29]. Nel testo s段dentifica, innanzitutto com弾ra ormai pacifico ai tempi di Giustiniano la prescrizione estintiva con un弾ccezione. Da un punto di vista della ratio di politica legislativa sottesa alla disposizione, la costituzione si opportunamente osservato s段nserisce in una serie d段ndirizzi normativi significativi, di cui si fatto promotore lo stesso Giustiniano, volti a limitare, o comunque a disciplinare in maniera organica, il diritto alla percezione delle usurae[30]. Quel che interessa pi da vicino l弛ggetto della nostra indagine il significato da attribuire alla seconda parte della norma, (da ex illo alla conclusione). La lettera del brano sembra far dipendere la decorrenza della prescrizione (non solo dell弛bbligazione accessoria, ma, condivisibilmente, della stessa prestazione principale[31]) dal pagamento degli interessi. Agli interpreti successivi non era chiaro, tuttavia, se la prescrizione iniziasse dall置ltimo pagamento[32], ovvero dall置ltimo mancato pagamento (come sosteneva Savigny[33]). Ci appare preferibile[34], alla luce di quanto illustreremo in seguito[35], la prima opinione: il pagamento delle usure sostanziava un段potesi particolare di ricognizione[36]del debito, avente l弾ffetto di interrompere la prescrizione.

Sempre in tema di prestazioni periodiche aventi natura accessoria, vale la pena di segnalare che a Giustiniano risale l段ntroduzione di una ォprovvida disposizioneサ[37], ai sensi della quale si stabil che, prescritto il debito principale, s段ntendeva prescritta anche l誕zione per tutti i frutti gi scaduti[38]. Chiaramente ispirato a questo principio sembra, attualmente, il disposto normativo del codice federale svizzero delle obbligazioni[39], mentre nel nostro ordinamento vigente la regola secondo cui la prescrizione del diritto alla restituzione del capitale investe anche il diritto al pagamento degli interessi desunta, in dottrina e in giurisprudenza (in assenza di esplicite disposizioni al riguardo), dall誕pplicazione della nota massima accessorium sequitur principale[40].

Infine, non fuori luogo per chiarire ancora meglio la questione ricordare che la decorrenza della prescrizione di una prestazione periodica (non avente natura accessoria) era segnata dalla scadenza di ogni singola rata, annuale o mensile o settimanale che fosse. Lo sancisce, testualmente, Giustino[41].

Si pone, poi, alla nostra attenzione un altro interrogativo che investe la teorica dell酎azione nata; esso concerne l弾sistenza di eccezioni alla sua formulazione: era possibile individuare casi in cui la prescrizione cominciasse prima ancora che l誕zione stessa fosse nata? A questo riguardo si suole invocare il brocardo toties praescribitur actioni nondum natae, quoties nativitas est in potestate creditori.

La sua formulazione risale, probabilmente, ai Glossatori: vi fa implicitamente richiamo, ad esempio, Bulgaro per sostenere l弾ccezionale prescrittibilit dell誕ctio pigneraticia dalla conclusione del contratto di pegno[42]. Tale congettura avversata da Martino, secondo cui la nascita dell誕zione era subordinata al pagamento o comunque all弾stinizione del debito[43]. A sostegno della prima opinione si indirizzato, ad esempio, Unterholzner[44]; non si mancato di sottolineare, sia pur con diversit di accenti[45], le conseguenze giuridiche aberranti cui avrebbe portato l誕ccoglimento della suddetta regola. Le ulteriori eccezioni al principio dell酎azione nata, in relazione alle quali si riteneva che la prescrizione dell誕zione incominciasse addirittura dopo la nascita dell誕zione, configuravano ipotesi di fatti sospensivi della prescrizione, dunque verranno analizzate pi innanzi[46].

Non si pu negare, conclusivamente, che i Pandettisti, nel cogliere alcuni spunti teorici gi evidenti ai Glossatori, abbiano elaborato una ォcostruzione dogmatica che poco o punto romanaサ[47]. Ma quali, allora, i motivi delle tante discussioni sulle diverse teorie in tema di nascita dell誕zione?

Una delle possibili spiegazioni sembra individuabile nella mancanza di norme codicistiche analitiche. Alle teorie pandettistiche occorreva ispirarsi, ad esempio, sotto la vigenza del nostro codice civile abrogato e del codice francese, che non dettavano alcuna norma specifica sull段nizio della decorrenza della prescrizione. La lacuna, nel nostro ordinamento, stata colmata soltanto dal codice del 1942, il quale si limitato, tuttavia, a dar veste ufficiale (nell誕rt. 2935), alla (certo non nuova) norma generale sulla decorrenza della prescrizione, la quale comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto pu essere fatto valere. In dottrina e giurisprudenza si ritiene oggi che il legislatore, attraverso la norma richiamata, abbia inteso recepire, a discapito della teoria della lesione, la teoria della 喪ealizzazione. In quest弛ttica, il momento a partire dal quale il comportamento omissivo del titolare del diritto acquista rilievo coincide con quello in cui, pur essendo attuale l段nteresse del titolare, questi non si sia attivato per ottenere la realizzazione[48].

Naturalmente la formulazione dell誕rticolo richiamato, che pure ha rappresentato un lodevole sforzo di fornire soluzione unitaria al problema della decorrenza della prescrizione, solleva non pochi problemi sul piano dell弾rmeneutica, connessi alle diversit (che abbiamo riscontrato gi nelle fonti romane) di struttura fra le varie ipotesi di diritti soggettivi esistenti, ora tutti racchiusi nella sintetica formula. Altrettanto sintetico il disposto dell誕rt. 1969 del codice civile spagnolo, ai sensi del quale ォel tiempo para la prescripcin de toda clase de acciones, cuando no haya disposicin especial que otra cosa determine, se contar desde el da en que pudieron ejercitarseサ.

Assai pi articolata se paragonata alla succinta previsione dell誕rt. 2935 cod. civ. si presenta l弛dierna disciplina in tema di decorrenza della prescrizione nel BGB. Il ァ 198 abs. 1, nella sua formulazione originaria, faceva coincidere con la 薦ntstehung des Anspruchs il momento iniziale del termine prescrizionale, nella nuova norma di cui al ァ199 abs. 1, il decorso della prescrizione ordinaria risulta condizionato da un presupposto di tipo soggettivo, poich scritto che il decorso della prescrizione non si abbia se non con la fine dell誕nno in cui, venuto ad esistenza il diritto cui essa riferito, o il creditore abbia acquisito conoscenza delle circostanze su cui la propria pretesa fondata quanto della persona del debitore o tale conoscenza sia impossibile per colpa grave[49]. Il decorso della prescrizione nel 舛ommon Law inglese dipende, infine, sia pure con gli articolati 租istinguo団he dipendono dalla tipologia di azione esperita, dal concetto di 疎ccrual of cause of action, che costituisce un adattamento del criterio, di cui sin qui si discusso unicamente con riferimento al diritto 祖ontinentale, dell酎azione nata. Nel ァ 2 del 銑imitation Act inglese del 1980 si legge, infatti, che ォan action founded on tort shall not be brought after the expiration of six years from the date on which the cause of action accruedサ[50].

3. L段nterruzione della prescrizione

Da un punto di vista generale, e per usare una terminologia corrente, se l弾ssenza della prescrizione va colta nel mancato esercizio di un diritto, il fondamento dell段stituto dell段nterruzione risiede, tradizionalmente, nella circostanza per cui gli atti interruttivi rappresentano indici di vitalit del diritto[51]. L弾sposizione prender in esame innanzitutto le casistiche di interruzione attualmente ricollegate, nel codice civile, ad atti compiuti dal titolare del diritto prescrivendo; successivamente si passer all弾sposizione delle ipotesi dipendenti da attivit compiute dal soggetto contro il quale il diritto pu essere fatto valere.

L段niziativa processuale del titolare del diritto prescrivendo sostanziava, oggi come gi nel tardo diritto romano, la pi rilevante delle cause interruttive della prescrizione. Tanto risulta dalla lettura di una costituzione teodosiana conservataci in C. 7.39.3.1[52].La disposizione del 424, gi collocata nel codice Teodosiano, costituisce il prosieguo della nota legge istitutiva della c.d. prescrizione teodosiana, cui abbiamo in precedenza accennato, ed evidenzia, per quanto di rilievo ai fini del nostro discorso, indicazioni di sicuro interesse. Innanzitutto dall誕nalisi della prima parte (da quae a facultatem) apprendiamo una chiara informazione circa il termine trentennale di decorrenza della prescrizione: si trattava del momento da cui le azioni iniziano ad essere esperibili, secondo diritto (competere iure coeperunt). Una regola, questa, dal tenore generale, destinata, come abbiamo osservato, a ricevere una diversa attuazione (e interpretazione) a seconda della tipologia di azione e di diritto prescrivendi.

Bisogna ora porre attenzione alla seconda parte (da nec a conventio) e agli argomenti in tal sede affrontati: illustrare i requisiti necessari affinch la prescrizione potesse dirsi validamente interrotta. Pi in dettaglio, l段mperatore reputa insufficienti a produrre l弾ffetto interruttivo sia un段ntimazione in forma privata al debitore, sia atti, bench formali, compiuti come iniziativa unilaterale (quale la supplica all段mperatore seguita da rescriptio). In realt la questione dell段nefficacia, ai fini dell段nterruzione della prescrizione, di un qualsiasi atto introduttivo di lite inconvento adversario potrebbe spiegarsi in applicazione del principio del contraddittorio, certamente applicato in quel contesto storico[53]: perch si verificassero gli effetti interruttivi era indispensabile che la persona a favore della quale il diritto si prescriveva fosse ufficialmente a conoscenza dell誕tto introduttivo del giudizio.

La legge di Teodosio non contemplava soluzione alcuna alle ipotesi in cui non fosse agevole intentare un processo. Per una prima verifica della posizione assunta, sull誕rgomento, da Giustiniano, procediamo a un commento di C. 4.30.14.4 [54].

Preme sottolineare, innanzitutto, la collocazione sistematica della disposizione: l誕mbito precettivo appare abbastanza limitato e dunque trattandosi del titolo dedicato all弾xceptio non numeratae pecuniae sembrerebbe a prima vista estraneo alla nostra ricerca. Il profilo rilevante ai nostri fini, tuttavia, la ratio della norma, tendente ad assicurare pronta tutela al titolare dell弾xceptio, attraverso la prospettazione di un ampio novero di organi giudiziari cui ricorrere. Il ricorso alla giurisdizione 双rdinaria, centrale (quamlibet iudex ordinarius) o periferica (rectores e defensores provinciarum), risultava condizionato dall誕ssenza nel luogo di conclusione del contratto della parte cui opporre in via giudiziaria la querella. La presenza in loco del destinatario dell弾xceptio, se accompagnata dall弾sercizio, da parte di costui, di qualsivoglia carica pubblica, centrale o periferica, poteva tuttavia rendere gravosa la proposizione della denuntiatio. In vista di questa eccezionale ipotesi, l段mperatore sancisce la possibilit di ricorrere ai fini dell弛pposizione giudiziale dell弾xceptio a giudici speciali, anche di rango militare e, in loro mancanza, al vescovo diocesano, al fine giova sottolinearlo di interrompere la prescrizione (ita tempus statutum interrumpere).

A una logica non dissimile assicurare pronta tutela all誕ttore vigilans[55], tempestivamente attivatosi per iniziare un processo, pur in situazioni 粗ccezionali pare ispirata un誕ltra disposizione, di poco posteriore rispetto a quella appena commentata[56]. La costituzione si trova in una sedes materiae certamente pi adatta alla vastit della materia trattata e anche la scelta lessicale del consulere perfectius omnibus conferisce ad essa, sin dall誕pertura, uno spiccato carattere di generalit. A favore, come si accennava, dei vigilantes si dispone che, per interrompere a tutti gli effetti la prescrizione (sufficere hoc ad plenissimam interruptionem), fosse consentita licentia di adire praesidem vel libellum porrigere.

Il prosieguo altrettanto rilevante, sia pure sotto altri profili: chiarisce, come sino ad allora forse non si era ancora fatto, questioni di 祖ompetenza, in particolare quando mancasse il praeses. Se non era possibile adire il praeses provinciarum, non vi erano ostacoli a rivolgere le proprie doglianze al defensor civitatis; restava impregiudicata, ancora, la possibilit di ricorrere al vescovo (episcopalis audientia). In mancanza, o indisponibilit, anche del vescovo, Giustininano stabil che la citazione potesse essere anche proposta pubblicamente, attraverso un tabularius. Se, infine, nella civitas non fosse prevista la presenza di tale carica, la citazione andava introdotta con una lettura pubblica in presenza di tre testimoni: ci valeva conclude Giustiniano al fine di interrompere qualsiasi tipo di prescrizione.

L弾same di C. 7.40.3.3, di Giustiniano[57], prospetta una risposta a un altro interrogativo inerente all弾stensione, da un punto di vista oggettivo, degli effetti interruttivi della prescrizione. Era possibile, nel diritto giustinianeo, che l段nterruzione derivante da un置nica citazione si estendesse a quantitate ad quantitatem? Dalla norma sembra possibile ricavare il principio per cui un azione vaga, e generalissima, intentata ex multis causis, personali o reali, interrompeva la prescrizione per tutte le causae debendi intercorrenti tra attore e convenuto. Nell段potesi, dunque, che l誕ttore avesse un credito di 1000 nei confronti del convenuto, sia a titolo di mutuo che a titolo di legato obbligatorio, gli era sufficiente chiedere tutta la somma dovuta, senza l弛nere di specificarne il titolo, dal momento che la prescrizione si interrompeva per entrambi i rapporti.

La regola giustinianea stata considerata legittima da Brunnemann[58], mentre Troplong non ha esitato a porne in luce le ambiguit applicative, ritenendo che ォsarebbe stato meglio criticare anzi che adottare ciecamenteサ l段nsegnamento desunto dalla costituzione in parola[59]. Nelle codificazioni moderne, tuttavia, non si esitato a prendere le distanze dalla massima giustinianea, poich sono stati considerati prevalenti ragioni di 祖ertezza壇el diritto: il nostro codice di procedura civile, ad esempio, impone all誕ttore l弛bbligo di indicare con precisione, a pena di nullit dell誕tto introduttivo, la causa petendi in base alla quale si chiede la tutela giudiziale[60].

Quanto esaminato sinora permette di constatare come espressioni quali libellum porrigere o libellum transmittere fossero incontestabilmente indicative della prassi giudiziaria della seconda met del V secolo d.C., caratterizzata dal consolidarsi della procedura basata sul c.d. libellus conventionis[61], in sostituzione dell弛rmai desueto sistema della litis denuntiatio. E, soprattutto, appare di tutta evidenza che la semplice proposizione (oblatio) del libellus all弛rgano giudicante sortisse gi l弾ffetto di interrompere la prescrizione, senza necessit di pervenire alla litiscontestatio[62]. Se tale principio, all置manista francese Connan[63], allievo di Alciato, appariva ormai pacifico, nel Medioevo si discusso con minuzia intorno al quesito ォan sola libelli oblatione usucapio interrumpaturサ[64].

ネ stata, in particolare, la lettera di C. 7.40.2pr.-1 ( la c.d. legge Ut perfectius) a suscitare rilevanti questioni esegetiche. Martino sosteneva che per aversi valida interruzione dell置sucapione fosse necessario pervenire alla litiscontestatio, ォquod usucapio interpellatur litiscontestationeサ[65]. L弛sservazione non era del tutto priva di fondamento, considerando che come ancora oggi si sostiene con riferimento al diverso istituto della longi temporis praescriptio la litis contestatio sostanziava l置nico momento processuale atto a determinare l弾ffetto interruttivo dell置sucapione[66].

Ma altri Dottori, non meglio indicati da Ugolino, opportunamente hanno rilevato con riguardo alla disposizione su citata l誕nacronistica confusione tra usucapio e prescrizione 奏eodosiana, alla cui disciplina era destinata, in via esclusiva, il provvedimento in parola[67]. Ad alimentare, ancora nel Medioevo, l弾quivoco per cui, ai fini dell段nterruzione della prescrizione, sarebbe stato necessario pervenire, pure nella cognitio, alla litis contestatio, ha contribuito, probabilmente, la perdurante incertezza circa l段dentificazione della domanda giudiziale (e dei relativi effetti) con il libello o con la (successiva) fase della litis contestatio. Sebbene, infatti, in Azone e Bassiano la proposizione della domanda giudiziale coincidesse, senza dubbio, con la oblatio libelli al giudice (affinch questi ne curasse la notifica al convenuto), si continuava a sostenere, anche autorevolmente, che il rapporto processuale vero e proprio s段nstaurava al momento della successiva comparizione delle parti. Qui basti ricordare l弛pinione del cardinale De Luca, ad avviso del quale altro era la formalit prodromica al processo della predisposizione del libello, altro era la compiuta instaurazione del contraddittorio, che si realizzava con la regolare notifica dell誕tto introduttivo al convenuto[68].

A conclusione di queste brevi osservazioni, resta da esaminare sommariamente come molti secoli dopo la Pandettistica abbia ricostruito e valutato le evoluzioni avvenute in seno al sistema giudiziario romano a proposito dell段nterruzione della prescrizione. L弾ffetto interruttivo, almeno nelle procedure civili pi antiche stando alla interpretazione di Savigny dipendeva certamente dalla contestazione della lite, ォperch soltanto questa deduceva l誕zione in litemサ[69]. Un principio del tutto opposto governava lo svolgimento del processo in epoca giustinianea, in cui ォsi riconosce espressamente che l段nterruzione avviene anche intentando l誕zione, atto distinto dalla contestazione della liteサ[70].

Nelle codificazioni contemporanee, risulta accolto unanimemente il principio secondo cui la domanda giudiziale idonea ad interrompere la prescrizione: nel codice civile abrogato, ad esempio, la domanda giudiziale costituiva il principale strumento di interruzione 祖ivile壇ella prescrizione[71]; simile risulta il disposto del 祖ode Napol駮n[72], nonch dell誕ttuale codice civile italiano[73]. Significativa appare, invece, la svolta segnata dal BGB: la proposizione di una domanda giudiziale, in tale codice, non sostanzia un段potesi di 膳erj臧rungsunterbrechung, ma essa viene ricondotta nel novero delle ipotesi di sospensione della prescrizione[74].

Altro quesito sul quale soffermarsi, partendo dall弾same delle fonti romane dedicate all段nterruzione della prescrizione, se la citazione indirizzata ad un giudice incompetente sostanziasse un valido atto interruttivo. ネ necessario procedere a un breve excursus su taluni aspetti dei processi di libert nel III secolo d.C., poich, come meglio vedremo, la fonte a cui, in et moderna, si fatto riferimento sull誕rgomento riguarda proprio questa materia. L段mperatore Nerva riportiamo il pensiero di Callistrato[75] sarebbe stato il primo a imporre un limite prescrizionale alle controversie di 壮tato, sancendo l段ntangibilit dello status in vita del defunto, trascorso un quinquennio dalla sua scomparsa: dunque a tale imperatore sembrerebbe farsi risalire la formulazione del principio ne de statu defunctorum post quinquennium quaeratur.

A chiarire, poi, pi tardi, quali motivi potessero indurre a porre in discussione lo status una persona non pi in vita, un rescritto di Diocleziano[76], ove l段mperatore sancisce che a nessuno, in via principale, sia lecito contestare lo stato di un defunto. Dietro un段niziativa processuale del genere precisa l段mperatore spesso si celava la volont di appropriarsi dei beni lasciati dallo scomparso (si vero ex peculio quondam eius, quem tibi bona reliquisse commemoras, res vindicentur) o di contestare anche lo stato dei figli di costui: tale controversia, dunque, andava proibita. Il quinquennio, cos, rendeva intangibile lo status di cui il defunto aveva goduto pacificamente. Si profila, allora, pi chiaramente l檀umus normativo che ispir un altro provvedimento di Diocleziano, ai nostri fini pi rilevante[77]. Il rescritto prende le mosse da un caso concreto sottoposto (evidentemente da un filius familias) alla cognitio dell段mperatore. Seguiamone, allora, l段ter argomentativo: un pater ormai scomparso ha vissuto, di fatto (forse senza esserlo) come un ingenuo e, come se fosse un servus fisci, non ha intentato la causa de statu innanzi al preside della provincia, che soleva giudicare su tali materie, ma innanzi al curator rei publicae (giudice, in quel caso, incompetente). Dopo la sua morte, passa un quinquennio: lo status del figlio protetto dalla prescrizione, che emana da un (qui non meglio specificato[78]) senatoconsulto, dunque questi eredita lo stato di 鼠ibero. Nulla di rilevante, a prima lettura, sembrerebbe emergere dalla norma appena illustrata. Essa, verosimilmente, inserendosi in un titolo specifico[79], ribadiva lo stesso concetto precettivo di C. 7.16.13: garantire la stabilit, trascorsi cinque anni dalla scomparsa del pater, dello stato di 訴ngenuo ereditato dal filius.

Eppure, dal riferimento all段ncompetenza del curator rei publicae a conoscere della questione de statu non si esitato, nei secoli successivi, a formulare un principio assoluto: l段nidoneit della domanda giudiziale indirizzata a un giudice incompetente a interrompere la prescrizione.

Lascia poco spazio ai dubbi, ad esempio, la presa di posizione di Pothier: ォun ajournement donn devant un juge incomp騁ent, dans le rigueur des principes, n段nterrompt pas la prescriptionサ[80]. Il ragionamento riportato, tuttavia, privo di qualsiasi riferimento esplicito alla costituizone sopra commentata; i Pandettisti seguirono la stessa opinione di Pothier[81], rendendo per pi diretto il collegamento con C. 7.21.7.

L誕ppiglio testuale contenuto nella fonte giustinianea peccava, forse, di fragilit[82]: Nel 祖ode Napol駮n (art. 2246)[83], cos come in quello del Regno delle Due Sicilie (art. 2152), risulta accolto il principio opposto, in base al quale ogni citazione, quand誕nche viziata da incompetenza, interrompe la prescrizione. Non di poco conto, al riguardo, quanto scrive Troplong: ォla citazione resta come una pruova della vigilanza di quello che adiva la giustizia [...]. Sembra che questa opinione, quantunque contraria al diritto romano, sia stata quella che avea un pi gran numero di partigianiサ. [84] Considerazioni non dissimili si leggono nei Principles di Laurent, a commento dell誕rt. 2246 祖ode civil: ォcelui que assigne, par un acte valable en la forme, le possesseur ou le d饕iteur devant un tribunal incomp騁ent manifeste n饌nmois l段ntention de exercer ses droits, ce qui suffit pour que la prescription soit interrompueサ[85].

Il nostro codice civile vigente[86] dispone, all誕rt. 2943, comma 3, che l弾ffetto interruttivo della domanda si verifichi anche quando essa sia rivolta a un giudice incompetente. Un ruolo importante, nella formulazione della norma, (gi nella sua prima, e non pi vigente, elaborazione) ha giocato l弛pinione secondo cui ォla incompetenza del giudice chiamato a conoscere della domanda, non pu mutare il contenuto di essa, esprimente la volont che il possessore o il debitore adempiendo l弛bbligazione facciano, non facciano o restituiscano la cosa. Se l誕tto non pu produrre tutti gli effetti della domanda giudiziale, come atto di messa in mora interromper deve il corso della prescrizioneサ[87]. Il collegamento tra l段nterruzione della prescrizione e l段ncompetenza del giudice adito non si riscontra nella codificazione svizzera[88], mentre il codice civile spagnolo[89], quello argentino[90] e quello della Federazione russa[91]seguono l段mpostazione francese.

Proseguiamo, ci chiarito, con l弾same delle ipotesi interruttive della prescrizione derivanti dall段niziativa giudiziale dell誕ttore. ネ necessario chiedersi, cogliendo uno spunto, sintetico, presente nell弛pera di Amelotti[92], se, ai fini dell段nterruzione della prescrizione, l段stanza fatta agli arbitri potesse essere equiparata ad una domanda giudiziale.

Al riguardo, conviene riepilogare, in sintesi, alcune riforme che hanno interessato il giudizio arbitrale nel VI sec. d.C., di cui Giustiniano stato incisivo fautore. Ne costituisce una prova significativa, ad esempio, C. 2.55.4[93]: in tale costituzione si sanc che se l誕ccordo tra parti e arbitro-giudice fosse stato accompagnato dalla religio del sacramentum, la 租ecisione di quest置ltimo (qualificata definitio, non sententia) sarebbe stata direttamente vincolante. Ancora pi emblematica sembra, nella direzione indicata, l段mposizione alle parti e ai loro difensori di prestare pro communi utilitate il iusiurandum calumniae anche nel giudizio arbitrale[94].

La tendenza, dunque, all弾quiparazione tra giudizio arbitrale e giudizio ordinario costituisce senza dubbio una svolta rilevante della politica legislativa giustinianea; ma l段mperatore, a nostro avviso, ha anche recepito in materia alcune istanze gi emerse nelle riflessioni teoriche della giurisprudenza classica, cui erano ben chiari le modalit e lo scopo del compromissum. Dimostra chiaramente tale ultimo assunto un brano del giurista Paolo[95] .

Alla luce di queste brevi considerazioni si comprende meglio la temperie normativa che ha caratterizzato l段ntroduzione della statuizione giustinianea in C. 2.55.5.3[96]. L段mperatore interviene, in questa occasione, a far chiarezza (plenius tamen et generaliter definimus) su una questione di ius controversum discussa tra Paolo e alii certi prudentes e, con l段ntento di correggere l段nesatta opinione di questi ultimi, sancisce che la proposizione di un段stanza per la definizione di una lite tramite giudizio arbitrale sortisca il medesimo effetto interruttivo (interruptio temporis) della domanda giudiziale (quasi in ordinario iudicium lis fuisset inchoata). L弾spressione litem inchoari va notato non lascia a desiderare, quanto a tecnicismo: si tratta di un sintagma di cui abbiamo riscontri anche in altre costituzioni[97].

Ma mi sembra l誕ttitudine della domanda arbitrale ad interrompere il decorso della prescrizione viene dimostrata non solo dalla (pur inequivocabile) lettera della norma appena trascritta: taluni interpreti moderni hanno desunto elementi rilevanti anche dall弾same della poco considerata, al riguardo legislazione novellare giustinianea.

ネ utile, per chiarire meglio questa riflessione critica, svolgere alcune considerazioni preliminari. Al 530 d.C. risale la nota Lex properandum[98], mediante cui, per evitare che le lites diventassero paene immortales, si previde che tutti i processi dovessero terminare entro tre anni (...censemus itaque omnes lites non ultra trienni metas post litem contestatam esse protrahendas).

Vari furono gli espedienti (e le sanzioni) introdotti dall段mperatore allo scopo di provocare rapidamente una decisione, specie nelle materie pecuniarie. La lex in parola si limitava, per, a disciplinare la durata dei processi di primo grado. Qualche indicazione utile sul termine (oscillante, nelle fonti riportate, tra un anno e due anni) entro il quale si doveva proporre (e, presumibilmente, anche concludere) il giudizio d誕ppello si pu cogliere gi in C. 7.42 .1[99], in C. 7.62.37.3[100], in C. 7.63.5.2[101]. Ma pi rilevante, ai fini del nostro discorso, si rivela l弾same di Nov. 49. 1-2.

La Novella si apre ricordando un obiettivo costante della politica legislativa imperiale: predisporre sanzioni severe ogni qualvolta male et dolose circa appellationes agebatur. Sono menzionate, infatti, le due ipotesi emblematiche (forse perch pi ricorrenti) di contegno processuale fraudolento, tale da compromettere il regolare svolgimento del processo di secondo grado: si considera l段potesi per cui a) l誕ppellante, dopo aver instaurato il giudizio, abbandonava la lite; b) era impossibile decidere il giudizio d誕ppello, a causa dell assenza, si direbbe per 僧ancata costituzione, dell誕ppellante[102]. Allo scopo di rimediare a tali inconvenienti, si stabilisce che la causa di appello, una volta inchoata, dovesse terminare entro il termine di un anno, o, eccezionalmente, di due, ove ci si rendesse necessario per occasionem iudicis o per aliam quamlibet causam inevitabilem[103]. Il tempus appellationis (un biennio) risulta richiamato anche in un altro provvedimento, Nov. 126.2[104]. Il corollario normativo desumibile dalla lettura combinata delle due Novelle stato sintetizzato nel modo seguente: regulariter itaque appellator submovetur praescriptione biennii, si intra id tempus causam appellationis non peregerit: et prior sententia in suo robore durat, sive, redit in rem iudicatam[105]. A tale regola, tuttavia, gi Baldo e Bartolo, seguiti da Cuiacio[106], ritenevano di poter individuare un弾ccezione nella Novella 93[107], su cui opportuno soffermarsi brevemente.

Nella prefazione risalta il principio, ormai evidentemente consolidato, secondo cui la condotta dell誕ppellante per biennium tacens estingue il diritto di dare impulso al processo (cadere certaminibus) e comporta il passaggio in cosa giudicata della sentenza di primo grado (et confirmata sententia, non posse ulterius procedere, sed ratam fieri utrique sententiam). All誕ttenzione dell段mperatore, tuttavia, si pone un caso probabilmente sino ad allora non contemplato: si apprende di un tale Esichio, impegnato in una lite contro il suo avversario apud pedaneum iudicem, il quale, soccombente, si appella alla cognitio imperiale. Mentre il processo di appello in corso di svolgimento, Esichio lo abbandona (recessisse a certaminibus apud te gestis) e, di comune accordo con l誕ppellato, si determina alla scelta di un collegio arbitrale (arbitros autem elegisse communes ex conscripto). Nelle more del giudizio arbitrale, spira il biennio utile a concludere la causa di appello inizialmente intentata: l誕vversario di Esichio invoca l誕pplicazione della norma per cui non possit a condemnato exerceri in tuo iudicio talis lis, sed oportet eam confirmari semel biennio transacto. Esichio si difende sostenendo di non aver proseguito il giudizio di appello in vista della nomina del collegio arbitrale e la tesi, per la Cancelleria imperiale, merita accoglimento.

L誕rgomentazione svolta dall段mperatore la seguente: se in pendenza del giudizio di appello si elegge un collegio arbitrale e decorre il biennio a disposizione dei giudici di appello per decidere la causa, oppure, per qualsivoglia motivazione, rursus revertarur ad iudices appellationis causa, il biennio si riterr come non trascorso (e, conseguentemente, la causa di appello come non abbandonata). Ci allo scopo conclude il primo capo della Novella di privilegiare, ancora una volta, i vigilantes: non appare giusto all段mperatore equiparare la condotta di chi, per negligenza, sceglie di non dare pi impulso al giudizio di appello a quella della parte che, nel mentre, fa istanza di giudizio arbitrale (senza, perci, agere male et dolose).

Dall弾same della norma emerge, innanzitutto, che le parti godevano della facolt di rinunciare alla giurisdizione ordinaria, per derogarvi in ogni tempo, non solo in primo grado ma anche in iudicio appellationis. Anche le conseguenze di quest段niziativa stragiudiziale, ai fini dell段nterruzione della prescrizione, appaiono simili: la regola (esposta in precedenza a commento di Nov. 49.1) secondo cui l誕ppellans submovetur biennii praescriptione, trova parimenti applicazione, nisi interim, dum tractat appellator cum adversario suo, de re transigenda vel componenda per arbitrum compromissarium, elapsum fuerit biennium[108]. Tale eccezione si fonda su un principio secondo Rittershusius ispirato all弾quit: se la prescrizione si eccepisce in poenam negligentiae iuris sui[109], ove vi sia volont di interrompere il decorso del tempo, anche per de re transigere, vel etiam componere coram arbitro ex compromisso[110], essa non pu avere luogo.

Sulla legislazione specie giustinianea concernente i brevi termini di impugnazione e, in generale, la durata delle liti, non possibile indugiare: tuttavia, basti qui evidenziare che il linguaggio utilizzato da Giustiniano in Nov. 93. 1 ha indotto Rittershusius a ritenere che il biennio costituisse un termine prescrizionale, avente lo scopo di scoraggiare la negligentia iuris sui, sebbene non possa sottacersi l弛pinione di chi, oggi, tende ad attribuire al vocabolo praescriptio, in ipotesi molto simili a questa, un significato sostanziale di 租ecadenza[111]. Anche Stephanus[112] ha ravvisato nel biennio un段potesi di prescrizione, che era possibile interrompere 給si causa devenerit apud arbitros pro compositione屁, con l置lteriore, importante precisazione che la ripresa del decorso prescrizionale avrebbe avuto luogo 給a die quo fuit recessum ab arbitris屁[113].

Se si eccettuano le opinioni di Baldo, Bartolo e Cuiacio ragionevole pensare che il problema dell誕ttitudine della richiesta di procedimento arbitrale a interrompere in modo valido la prescrizione abbia attratto ben poco la trattatistica medioevale: non si occupano, ad esempio, di questo aspetto del giudizio arbitrale i Tractatus Iudiciarii di Pillio, Tancredi e Grazia, i quali si limitano a esporre i profili generali del giudizio arbitrale e approfondiscono i requisiti prescritti per ricoprire l置fficio di arbiter: analoghe riflessioni valgono per le Dissensiones di Ugolino. La circostanza non sorprende, anzi potrebbe spiegarsi agevolmente considerando che i giuristi medioevali si interessarono all段stituto prevalentemente allo scopo di delineare principalmente sulla base di un noto frammento di Proculo[114] gli incerti confini tra le competenze dell誕rbiter e quelle dell誕rbitrator, le cui diversit di funzione al Vinnio, in piena et moderna, apparivano ormai nette[115]. Gotofredo, a commento della giustinianea Licet non ignoremus, vi ha individuato con precisione il principio per cui citatio facta coram arbitro interrumpit praescriptionem[116].

Sotto la vigenza del 祖ode Napol駮n la domanda arbitrale appare configurata quale ipotesi interruttiva della prescrizione 喪esiduale, poich non codificata: Troplong cita, al riguardo, l誕utorit di Cuiacio e d但rgentr, limitandosi nel commento sub art. 2244 a osservare che ォuna istanza fatta innanzi agli arbitri, una vera istanza giudiziaria, e contiene una vera domanda giudizialeサ[117]. Anche Laurent segnala che il compromesso non rientrava tra le ipotesi d段nterruzione della prescrizione codificate dalla legge, sebbene la Corte di Parigi riconoscesse a tale atto, in via consuetudinaria, l牒effet d置n ajournement devant un tribunalサ[118]. Taceva, sul punto, anche il nostro codice civile abrogato, il quale richiamava (art. 2125 cod. civ. abr.) unicamente l段potesi della chiamata, o presentazione volontaria, per la conciliazione.

I dubbi circa l誕ttitudine del procedimento arbitrale ad interrompere la prescrizione sono stati, attualmente, eliminati dall誕rt. 95, comma 1, l. 5 gennaio 1994, n. 25, che ha modificato il comma 4 dell誕rt. 2943 del nostro codice civile, nel senso di attribuire esplicitamente efficacia interruttiva all誕tto con cui una parte, in presenza di compromesso o clausola compromissoria, dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede alla nomina degli arbitri, in quanto sia notificato al soggetto nei cui confronti si esercita la pretesa. Ancora pi chiaro mi sembra, tra le codificazioni vigenti, il disposto dell誕rt. 135, comma 2, del codice federale svizzero delle obbligazioni, secondo cui la prescrizione interrotta ォmediante atti di esecuzione, azione od eccezione avanti un giudice od un arbitro, e cos pure mediante insinuazione nel fallimento[119] o citazione avanti l置fficio di conciliazioneサ.

Passiamo, ora, al problema dell弾ventuale estensione (considerata, questa volta, da un punto di vista soggettivo, secondo lo schema a persona ad personam) degli effetti interruttivi della prescrizione: da verificare come operasse, nel diritto giustinianeo, un atto interruttivo della prescrizione nei casi di solidariet attiva e/o passiva in un rapporto obbligatorio. Anche in questo caso, opportuno svolgere qualche considerazione (necessariamente breve, data la complessit e vastit dell誕rgomento) che possa far meglio comprendere la temperie storico-giuridica che ha fatto da contorno all段niziativa legislativa giustinianea. La configurabilit, in astratto, di una situazione 叢assiva di solidariet nella responsabilit da inadempimento trova riscontro gi nelle pi risalenti riflessioni giurisprudenziali: ne sono prova espressioni inequivocabili (utilizzate in contesti specifici e relative agli 粗ffetti壇ella solidariet) quali in solidum teneri[120]. Se, poi, guardiamo al fenomeno dal punto di vista dell置nicit della prestazione, nelle fonti si attestano espressioni quali idem debitum[121]. Pi specificamente, poi, per indicare il fenomeno della solidariet (attiva e passiva) in obbligazioni nascenti da stipulatio, i giuristi ricorrono a termini come duo rei stipulandi - duo rei promittendi[122].

Nella costituzione giustinianea qui di seguito in esame, tuttavia, sembra trasparire ancora una consistente differenza specifica tra reus stipulandi-creditor da un lato, e reus promittendi-debitor dall誕ltro: procediamo, allora, alla lettura di C. 8.39.4pr.-1, indirizzata al prefetto del pretorio Giovanni[123].

La complessit delle ipotesi contemplate nel testo suggerisce alcune semplificazioni: procederemo, cos, a una scomposizione. Le fattispecie dubbie, prese in considerazione dal prefetto del pretorio Giovanni e sottoposte all誕nimadversio imperiale, risultano essere le seguenti: nella pratica ben poteva darsi, da un punto di vista 壮tatico e soggettivo, che:

a) alcuni rei stipulandi avessero un numero preciso di rei promittendi;

b) un solo creditore avesse due, o pi debitori.

Premesso ci, poteva verificarsi, da un punto di vista 租inamico e oggettivo, che

a) solo alcuni dei (pi) rei promittendi riconoscessero nei confronti di tutti i certi creditores il loro debito, vuoi in virt di solutio, vuoi in virt di altre modalit interruttive della prescrizione, gi disciplinate in precedenza e ampliate, quanto al numero, proprio dall段mperatore Giustiniano, che le richiama genericamente (vel per solutionem, vel per alios modos quos in anterioribus sanctionibus interruptionis invenimus positos: et nos ampliavimus rell.);

b) in presenza di un unico creditore, solo alcuni dei (vari) debitori avessero a lui manifestato una seria e concludente disponibilit a saldare il debito (vel forte ad unum creditorem quidam ex debitoribus devotionem suam ostenderunt rell.);

c) in presenza di una pluralit di creditori (vel cum plures essent creditores), l置nico debitore effettuasse una ricognizione del proprio debito nei confronti di uno solo (o di alcuni, ma non tutti) tra i creditori.

Ci premesso, e in considerazione delle molteplici 祖ombinazioni qui illustrate, si chiedeva alla Cancelleria di far chiarezza sui seguenti punti:

a) era legittimo, a latere creditorum in presenza di un vincolo di solidariet 疎ttiva che alcuni dei creditori, o anche uno solo, si 租issociassero dall弛perato degli altri, attivatisi per tempo a interrompere la prescrizione, cos da rifiutare, quasi, la riscossione del credito, una volta decorso il tempo (si eis vel ei daretur licentia adversos alios indevotionem suam exercere, et quasi tempore emenso exactionem recusare)?;

b) era possibile, a latere debitorum in presenza di un vincolo di solidariet 叢assiva che mentre solo alcuni tra i debitori riconoscevano il proprio debito o venivano convenuti in giudizio, i rimanenti fossero esclusi da ogni disputa (vel quibuadam ex debitoribus debitum agnoscentibus, vel in iudicio pulsatis, deberent et alii ab omni contradictione repelli)?

Considerazioni di 爽manit熬 e di 叢iet熬 inducono Giustiniano a risolvere la questione nel senso di ritenere in presenza di uno (o pi) rei, o di plures creditores, sive non amplius quam unus che ogni ricognizione del debito e ogni 租iffida ad adempiere fossero sempre vincolanti per tutti, allorquando le situazioni di solidariet trovassero la loro fonte in uno eodemque contractu. In conclusione, dunque, si sancisce che il riconoscimento del debito (derivante da agnitio, devotio o anche dall誕dmonitio libelli) da parte di uno dei debitori in solidum estenda i suoi effetti pregiudizievoli anche agli altri debitori[124], mentre l段niziativa di uno dei creditori solidali, ai fini dell段nterruzione della prescrizione, giovi anche agli altri.

Sia che si guardi al rescritto giustinianeo per rintracciarvi una chiara ratio di politica legislativa, sia che lo si esamini sotto il profilo stilistico-formale (del resto non ineccepibile), la complessit dell誕rticolato normativo si dipana a mio avviso proprio nella parte conclusiva (non a caso particolarmente esaminata dagli Umanisti, e non solo). Donello, ad esempio, dalla norma in esame riuscito a ricavare quasi un 礎rocardo:Interruptionem praescriptionis temporis ab uno ex rei adhibitam alteri reo et prodesse, et nocere[125]. Similmente Gotofredo[126], in margine al commento della costituzione in esame, rileva che l段nterpellatio ォunius correorum debendi impedit praescribi adversus ceterosサ.

A lungo si discusso sulle evidenti 疎nomalie contenute nella disposizione in esame, soprattutto in relazione agli effetti (pregiudizievoli) del riconoscimento del debito da parte di uno dei debitori solidali[127]. Critiche, anche severe, al principio sono state espresse da d但rgentr[128], il quale ha ravvisato, nella norma, una significativa eccezione al principio per cui a persona ad personam non fit interruptio active nec passive[129].

A 喪iabilitare, in un certo senso, la costituzione giustinianea, conferendole un crisma di legittimit, stato Pothier: ォle droit de cr饌nce personnelle que j誕i contre plusieurs d饕iteurs solidaires, est un seul et m麥e droit personnel qui r鑚ide dans ma personneサ[130]. Il principio citato discendeva, dunque, dalla unicit della causa debendi. Anche Savigny ha invocato l誕utorit della legge giustinianea per spiegare che ォse un debito si riferisce a due creditori o a due debitori in comune [], il riconoscimento dichiarato da uno dei due condebitori, o di fronte ad uno dei due concreditori, ha efficacia uguale per ambedueサ[131].

Il 祖ode Napol駮n ha raccolto integralmente gli spunti evidenziati dalla lettera del rescritto giustinianeo (filtrati dall段nterpretazione di Pothier)[132]all誕rt. 2249: ォla interpellazione fatta [] ad uno d debitori solidali, o la sua ricognizione interrompe la prescrizione contro gli altriサ[133]. Similmente, il nostro codice civile del 1865 ha previsto, all誕rt. 2130, che ォgli atti enunciati nell誕rt. 2125 intimati ad uno dei debitori in solido, o la ricognizione del diritto fatta da uno di questi interrompe la prescrizione contro gli altri e anche contro i loro erediサ, pur se, a tale norma, faceva da significativa eccezione l誕rt. 916, comma 3, del codice del commercio[134].

Fuori dalla sedes materiae della tutela dei diritti, anche l誕rt. 1310 del nostro codice civile vigente si allineato al dettato del codice francese, prevedendo che gli atti con cui il creditore interrompe la prescrizione contro uno dei debitori in solido, oppure con cui uno dei creditori in solido interrompe la prescrizione contro il comune debitore, abbiano effetto riguardo agli altri debitori o agli altri creditori. La norma, inclusa, da un punto di vista sistematico, tra i principi che disciplinano diversi aspetti e conseguenze della solidariet, in generale, nei vincoli obbligatori, ha suscitato non pochi dubbi di costituzionalit, particolarmente inerenti al fatto che gli altri debitori solidali potrebbero non essere a conoscenza delle pretese creditorie e dei relativi atti interruttivi.

La Corte Costituzionale ha per escluso che in tale disposizione possa ravvisarsi una, pur minima, menomazione delle garanzie difensive dei debitori[135]. Gli effetti dell段nterruzione della prescrizione tra coobbligati sono disciplinati in modo analogo al 祖ode Napol駮n nella codificazione spagnola, all誕rt. 1974[136], e nel codice civile argentino[137]. Parzialmente diversa l段mpostazione seguita nel codice civile del Qu饕ec, in cui il principio di derivazione giustinianea trova applicazione unicamente in presenza di una 壮olidary or indivisible obligation[138].

Segnaliamo, ancora, la presenza di una norma chiaramente ispirata dalla tradizione romanistica sull弾stensione degli effetti dell段nterruzione della prescrizione nella codificazione svizzera[139], con l段mportante precisazione che quest置ltima, tuttavia, si limita a dar rilievo unicamente alla ripercussione dell弾ffetto interruttivo sulla situazione giuridica dei 租ebitori solidali e dei 祖ondebitori, senza nulla prevedere per i creditori in solido.

Altro aspetto da verificare, in relazione agli effetti dell interruzione della prescrizione, se essa, operando nei confronti del debitore principale, potesse interessare i diritti degli eventuali garanti di quest置ltimo. Ancora una volta, va rilevato che la soluzione del problema stata frutto del lavoro degli interpreti sulla costituzione giustinianea, nella quale, anzi, la fattispecie giuridica non risultava chiaramente contemplata. Accursio[140], molto probabilmente, stato tra i primi a misurarsi con il complesso quesito. Brunnemann[141] ha ritenuto corretto che l段nterruzione della prescrizione si estendesse, quanto agli effetti, dal debitore principale al garante. Si sono prospettate, in seguito, soluzioni diverse, a seconda che si trattasse di fideiussori giudiziari o convenzionali: solo per i primi l段nterpellazione fatta al debitore principale si estendeva anche al fideiussore[142]. Ma quale, allora, il principio a fondamento dell applicazione 疎nalogica del citato rescritto giustinianeo, invocato nella tradizione romanistica?

Ai commentatori, probabilmente, non sfuggito che la medesima ratio che ha indotto Giustiniano a predisporre una disciplina sull弾stensione dell弾fficacia soggettiva degli atti interruttivi rivolti a uno dei debitori solidali poteva agevolmente attagliarsi all段potesi delle garanzie. Naturalmente, ci poteva verificarsi a patto che il credito vantato nei confronti del garante fosse, da un punto di vista del titolo, lo stesso che poteva farsi valere nei confronti del debitore originario e dunque fosse privo di autonomia: ex eadem fonte obligatio descendit. Questa, in sintesi, la conclusione di Pothier, la quale si articolava sull誕ssunto per cui ォle cautionnement est un contrat purement accessoire; les fid駛usseurs ne font autre chose qu誕cc鐡er par ce contrat la dette du debit騏r principalサ[143]; ci non urtava secondo il celebre trattatista in alcun modo con i principi espressi dal diritto romano a proposito dell誕zione ex stipulatu. Anche in quest誕mbito, la prospettazione di Pothier[144] ha finito per condizionare la redazione del codice francese: nell誕rt. 2250 previsto infatti che l段nterpellazione fatta al debitore principale interrompa la prescrizione anche contro il fideiussore[145]. La lezione francese ha influenzato, naturalmente, anche alcuni codici successivi: il codice civile italiano[146], il codice civile argentino[147], il codice civile spagnolo[148]. Volgendo l誕ttenzione al BGB, il 鮮eubeginn der Verj臧rung contempla (ァ 212, nuovo testo, BGB) unicamente l弾ventualit che vi sia la prestazione di una garanzia in relazione al diritto prescrivendo, la quale ha l弾ffetto di un (fittizio) riconoscimento del debito. Nulla prevede, in tema di estensione dell弾ffetto interruttivo della prescrizione dal debitore principale al garante, il nostro codice civile vigente e anche l但BGB tace, sul punto[149].

A questo punto della trattazione, consideriamo le ipotesi di interruzione della prescrizione dal punto di vista del soggetto a cui favore il diritto si prescrive: si pensi al riconoscimento, da parte del debitore[150] in modo pi o meno esplicito del debito. Al riguardo, il primo interrogativo che si pone all誕ttenzione consiste nel verificare se dalla lettura del Codex fosse individuabile un principio di 奏ipicit熬 di atti ricognitivi del debito o se, piuttosto, le elencazioni prospettate dalle fonti costituissero mere esemplificazioni. Prima di tentare di fornire una soluzione al quesito, opportuno procedere in prospettiva diacronica ed esaminare una ォlunga e minuziosaサ[151] costituzione di Giustino (C. 7.39.7), di cui volta per volta, e in relazione all誕rgomento trattato, riprodurremo le disposizioni particolari pi significative ai nostri fini, a partire da C. 7.39.7.5[152].

La prima ipotesi contemplata riguarda la detenzione sine violentia, da parte del creditore, di una res pignorata appartenente al debitore. Essa configurava secondo l誕nimadversio dell段mperatore, il quale risolve una questione sollevata dal prefetto del pretorio Archelao una interruptio praeteriti temporis, ancor di pi se avvenuta in base ad un accordo: la detentio, infatti, equivaleva addirittura ad una litis contestatio processuale. Trova, dunque, applicazione il principio pi tardi ribadito anche da Gotofredo per cui per adprehensionem rei obligatae interrumpitur praescriptio[153] . Ma la casistica prospettata nella lunga costituzione di Giustino non esaurisce i suoi profili di interesse nella detentio pignoris e anzi prevede anche un誕ltra possibilit di interruzione della prescrizione derivante da attivit giuridiche compiute dal titolare del diritto prescrivendo[154]. Si allude, nel testo, alla agnitio debiti effettuata mediante il versamento evidentemente eccezionale di una seconda cautio dal debitore nei confronti di un creditore, sia nelle azioni personali che in quelle ipotecarie.

Ma l段nusualit del caso ricordato si giustifica, da parte dell段mperatore, in base a ragioni di equit: sarebbe improbum sottolinea la Cancelleria impedire a un debitore zelante di riconoscere il proprio debito attraverso una seconda cautio per cautelarsi rispetto alla accusatio creditoris.

A queste due fattispecie, cos chiaramente enunciate nella costituzione di Giustino, bisogna aggiungerne altre, comunque riconducibili al genus 疎tto di ricognizione del debito e contenute in costituzioni giustinianee. Giova, a questo punto, ricordare C. 7.39.8.4[155]: in adesione alla teoria del Savigny[156], possibile ipotizzare che anche il pagamento delle singole rate delle usurae, ove pattuite sulla sorta capitale, costituisse una (implicita e presunta[157]) ricognizione del debito. Lo stesso Savigny elenca desumendoli naturalmente da fonti romane anche altri esempi, quali il pagamento di una ォparte del debito principale, posto che lo si indichi espressamente come pagamento in acconto; la costituzione di un pegno prima non convenuto; la costituzione di un fideiussoreサ[158].

Quanto sinora osservato sembra avvalorare la teoria di Windscheid, secondo il quale, ai fini della valida interruzione della prescrizione (e in caso di riconoscimento del debito) nel diritto giustinianeo non si richiedeva unicamente la solutio, ovvero ォil pieno esercizio della ragione, cio l誕ttuazione di quel contegno dell弛bbligato che corrisponde alla ragioneサ[159]; era al contrario sufficiente che, in forza del proprio diritto, il creditore ottenesse ォqualcosa dall弛bbligatoサ[160]. Naturalmente, i dubbi suscitati dall段nterruzione della prescrizione consistente in attivit ricognitive del debitore non si esauriscono nelle questioni inerenti al quid di forma minimo richiesto ai fini della agnitio debiti.

Occorre chiedersi (in relazione al quomodo interrumpatur praescriptio) se, dal Codice giustinianeo, potesse gi ricavarsi un principio di 奏ipicit熬 dei modi di riconoscimento o se, all弛pposto, non vi fosse alcuna formalit al riguardo. L段nterrogativo implica un riferimento a C. 8.39.4pr.-1[161]. Nel periodare del testo sembra annidarsi una contraddizione: da un lato, nella prima parte della costituzione, Giustiniano si riferisce a un段nterruptio derivante (in primo luogo dalla solutio dei rei promittendi e) da alios modos, quos in anterioribus sanctionibus interruptionibus et invenimus positos rell.; pi innanzi accenna ai fini dell段nterruzione della prescrizione a qualiscumque interruptio vel agnitio.

Non mi pare, tuttavia[162], che la costituzione (specie se si consideri tali ultime espressioni) faccia riferimento, in modo limitativo, a specifiche modalit di riconoscimento del debito: il linguaggio adoperato da Giustiniano appare troppo generico e probabilmente l段mperatore come del resto apparso chiaro anche agli occhi degli interpreti successivi, come Donello e Gotofredo intendeva, attraverso il rescritto citato, principalmente disciplinare, con notevole minuzia, l弾stensione degli effetti interruttivi della prescrizione in fattispecie obbligatorie soggettivamente complesse. Del resto, ancora oggi la giurisprudenza della Suprema Corte tende a riconoscere efficacia interruttiva a qualsiasi atto che implichi l誕mmissione dell弾sistenza del debito e che sostanzi una condotta incompatibile con la volont di disconoscere la pretesa del soggetto attivo[163].

Ancora, va rilevato come l段nquadramento sistematico dell弾terogenea tipologia degli atti interruttivi ricompresi nell誕mpio novero della 喪icognizione del debito誕bbia suscitato specie tra gli esponenti della c. d. Scuola dell脱segesi notevoli perplessit. Zachariae, Aubry e Rau, ad esempio[164], hanno attribuito senza per citare al riguardo fonti romane all誕tto ricognitivo del debitore la natura di 訴nterruzione impropria. Giustamente, in proposito stato rilevato da Giorgi che, in senso lato, l弾ffetto interruttivo della prescrizione analogo, sia che si tratti di inerzia che di attivit del titolare del diritto prescrivendo. Tale autore, tuttavia, effettua una trattazione separata[165] delle due casistiche e cos ha fatto anche Pugliese[166].

Nelle moderne codificazioni, l段stituto dell段nterruzione della prescrizione per effetto del riconoscimento ha trovato largo accoglimento: pensiamo, al riguardo, sul versante italiano, al codice civile abrogato[167]e a quello vigente[168]; Il codice francese dispone in materia nell誕rt. 2248[169]. Nel nuovo testo del BGB all段nterruzione della prescrizione derivante dal riconoscimento della prestesa creditoria dedicato il ァ 212, notevolmente influenzato dalle elaborazioni della Scuola Storica: in esso risultano menzionati, a titolo sembra esemplificativo, il pagamento parziale, la corresponsione degli interessi, la prestazione della garanzia[170]. Per quello che riguarda l但BGB, va rilevato come il ァ 1497 abbia 疎ccorpato in un unico articolo tanto le ipotesi interruttive dell置sucapione quanto quelle prescrizione[171], servendosi di un linguaggio generico. L誕rticolo 1974 del codice civile spagnolo ispirato a un段mpostazione simile, riconoscendo efficacia interruttiva della prescrizione a ォcualiquer acto de reconocimiento de la deuda por el deudorサ. Nel codice civile argentino, l段nterruzione della prescrizione derivante da attivit del debitore ha trovato disciplina in un articolo a s stante[172], proprio come avvenuto nel nostro codice e in quello del Qu饕ec[173].

Quello, dunque, della diversa collocazione sistematica del riconoscimento del debito sembrerebbe l置nico tratto distintivo delle impostazioni seguite dalle diverse codificazioni, per il resto accomunate (se si eccettua le formulazioni del BGB e del CO) da un linguaggio abbastanza generico. Per concludere con un riferimento alla 舛ommon Law, si nota che il 銑imitation Act del 1623 non conteneva alcun cenno ai fini dell段nterruzione della prescrizione al riconoscimento del debito o al pagamento parziale. A livello giurisprudenziale, tuttavia, si formata (e consolidata) la convinzione verosimilmente influenzata anche dall段nterpretazione delle fonti romane per cui se il debitore rinnovava la propria promessa di pagare il debito o effettuava un riconoscimento, non poteva giovargli la difesa dello 全tatute[174]. Il 銑imitation Act del 1980, cos come quelli ad esso immediatamente precedenti[175] non fanno eccezione, rispetto ai codici continentali, quanto alla 宋aghezza nel definire, in s per s, il 喪iconoscimento[176]. Con una certa precisione, tuttavia, sono state delineate le sue modalit di attuazione: la agnitio per essere rilevante va effettuata in forma scritta e sottoscritta 礎y the party liable[177].

In definitiva, i dati sin qui esaminati a partire proprio dalla legislazione giustinianea consentono di ritenere irrilevante il modo in cui il riconoscimento dovesse palesarsi e anche il successivo silenzio di buona parte delle codificazioni esaminate lascia supporre, con buon fondamento, che possa ritenersi vigente, in materia, un principio di libert della forma.

Il diverso problema della distinzione tra ricognizione interruttiva della prescrizione e rinuncia non sembra, al contrario, emergere con chiarezza dalla lettura delle fonti giustinianee: in seno alla letteratura Pandettistica si sostenuta l段potesi che la rinuncia ォsi esplica di fronte ad una prescrizione gi espletata, epper ad un un diritto quesito; la ricognizione per contro non fa perdere alcun diritto, ma solo toglie la via a un弾ventuale liberazioneサ[178].

4. Praescriptio dormit: tra longi temporis praescriptio e riforme giustinianee

L誕nalisi della sospensione della prescrizione implica, come si accennava in precedenza, una breve dilatazione temporale (a ritroso) del campo dell段ndagine, per un duplice ordine di considerazioni. Innanzitutto, nelle pagine che seguono si tenter di cogliere l弾ventuale discontinuit nelle linee di tendenza della politica legislativa imperiale, atteso che nella longi temporis praescriptio[179]alla sospensione della prescrizione gli imperatori, specie nel III sec. d.C., riconobbero frequentemente rilievo[180]. In secondo luogo, nell弾laborazione successiva delle ipotesi di sospensione della prescrizione, le codificazioni hanno attinto lo si noter nel prosieguo del discorso non solo direttamente dalla legislazione giustinianea ma anche da quella in vigore in precedenza. Infine, la scelta di una prospettiva di studio pi ampia, su questo aspetto, avr anche lo scopo di verificare se sia stato coniato come sembra potersi affermare per l段nterruzione della prescrizione un vocabolo tecnico indicativo, univocamente, della fattispecie sospensiva.

Il fondamento delle varie ipotesi di sospensione della prescrizione tematica che pu ricavarsi solo indirettamente dall弾sperienza giuridica romana; ha caratterizzato, prevalentemente, le numerose, e complesse, elaborazioni dei Dottori medioevali, di cui non possibile occuparsi in questa sede. Va aggiunto soltanto che le cause sospensive della prescrizione avevano verosimilmente gi in et severiana l弾ffetto, a certe condizioni, di rendere giuridicamente irrilevante, poich variamente giustificato, il mancato esercizio del diritto ai fini della prescrizione.

Sovente, tuttavia e ci risulter pi evidente dall弾same di alcune costituzioni , all段nterprete dato il delicato compito di distinguere i casi in cui, nel periodare, in qualche caso incerto[181], del linguaggio delle Cancellerie, si alludesse alla sospensione dell置sucapio, della longi temporis praescriptio o della in integrum restitutio, come tutela a carattere restitutorio concessa caso per caso dall弛rgano giudicante a favore del titolare di un誕zione in realt gi prescritta. Una esemplificazione concreta chiarir meglio la portata di tale ultima affermazione: si esamini, al riguardo, C. 2.50.3[182]. Dal testo del rescritto apprendiamo, anzitutto, un段nteressante notizia circa l弾quiparazione dei milites agli absentes rei publicae causa[183]. A favore del militare spossessato della res durante il tempus militiae, l段mperatore Alessandro Severo concede l誕zione di rivendica (rescissoria) intra annum utilem[184], dal cui computo andava scorporata la praescriptio temporis medii. L弾sperimento di tale rimedio oltre l誕nno utile da calcolare dal momento in cui il miles (o l誕ssente rei publicae causa) abesse desiit avrebbe, per contro, leso la stabilit della situazione possessoria del convenuto. Il caso sottoposto all段mperatore d luogo, si ritiene con buon fondamento, ad una disposizione normativa formulata riferendosi non alla longi temporis praescriptio, ma all置sucapione[185].

Vanno poi richiamate le ipotesi in cui, sebbene le costituzioni fossero direttamente attinenti alla sospensione della longi temporis praescriptio, tuttavia presente qualche accenno anche alla in integrum restitutio, tanto che, da parte di un A., si sostenuta la derivazione teorica della prima dalla seconda[186]. L弾quivoco appare evidente, ad esempio, in C. 7.35.6[187], ove non chiaro se la condizione di captus ab hostibus valesse a sospendere la longi temporis praescriptio ovvero valesse ai fini della concessione della in integrum restitutio; e un analogo ragionamento pu estendersi alla successiva norma di cui in C. 7.35.7, di Diocleziano e Massimiano[188]. Non pu sfuggire quanto lo scopo dei due rimedi fosse diverso: attraverso la codificazione di ipotesi di sospensione della prescrizione si tendeva, specie nella produzione normativa giustinianea, a produrre a priori alla stregua di rimedio preventivo uno 訴ato nel decorso di quest置ltima. In tal modo, poteva realizzarsi ex lege l弾ffetto di allungare come emerger chiaramente dall弾same di alcune fonti il termine di prescrizione per un tempo pari a quello di sussistenza della causa di sospensione. La restitutio in integrum veniva concessa (allo scopo di evitare, ex post, una vulneratio causae), discrezionalmente e in singoli casi, dall弛rgano giudicante: il suo effetto consisteva nel 喪imettere in termini la parte che allo spirare del termine di prescrizione non fosse stata in grado di esercitare il proprio diritto. Per queste sue caratteristiche verr gradualmente abbandonata, come vedremo, da Giustiniano[189].

Secondo quanto gi accennato, nel III sec. d.C. si assistito a un primo tentativo di disciplinare la sospensione della longi temporis praescriptio, attraverso l弾nucleazione di talune ipotesi di 訴mpedimento壇estinate ad avere nei secoli successivi ampio rilievo, che ha peraltro alimentato complessi dibattiti. Il primo caso sottoposto alla animadversio dell段mperatore Alessandro Severo riguarda, come in C. 2.50.3, la posizione di un militare. Non sembra si possa dubitare del fatto che il rescritto alluda alla longi temporis praescriptio, sospesa, secondo l段mperatore, durante tutto il tempo trascorso in una spedizione. In conseguenza di ci, l弾ccezione-praescriptio non poteva esser opposta: sussisteva infatti una valida ragione scusante, della quale il beneficiario doveva fornire naturalmente la dimostrazione[190].

Una inalterata considerazione di favore per coloro che prestavano servizio nell弾sercito emerge anche dalla lettura di un誕ltra successiva costituzione, che conferma l弾ffetto sospensivo della longi temporis praescriptio, limitandone, per, i benefici ai soli soldati che fossero impegnati in una spedizione in tempo di guerra. Si tratta della lex giustinianea in C. 7.35.8[191]. La presa di posizione dell段mperatore appare, da subito, netta: premeva, verosimilmente, scongiurare qualsiasi 疎pplicazione estensiva壇ella eccezionale norma: la sospensione della longi temporis praescriptio giovava unicamente a quei soldati che fossero impegnati in una spedizione e per la sola durata della spedizione stessa. Il rigore della norma dimostrato da una precisazione davvero non casuale: se i milites si trovavano in altri luoghi per scopi estranei alle esigenze strategiche, non godevano del regime di sospensione. Una disciplina di indubbio privilegio, questa, che rimasta quasi inalterata sino al VI sec. d.C. E uno sguardo, pur rapido, alla recezione della norma nella tradizione romanistica permette ancora meglio di constatare quanto il provvedimento fosse anomalo.

Nel codice francese, ad esempio, manca una disposizione ad hoc dedicata agli appartenenti alle forze armate 訴n missione: Troplong, al riguardo, giustificava la scelta del legislatore sostenendo che ォnell誕ttuale posizione di cose i militari non possono prevalersi dello stato di guerra per pretendere che la prescrizione sia sospesa a loro riguardo. Niuna legge li colloca in caso d段mpossibilit di agireサ[192].

Al contrario Bousquet sosteneva al riguardo che 給la prescription est suspendue aussi par la guerre, par la peste rell.屁[193] Il legislatore italiano ha percorso altre strade: ha mantenuto ferma nelle due codificazioni la regola, comunque eccezionale, per cui in tempo di guerra la prescrizione sia sospesa a favore dei militari 訴n servizio[194]. Ancora pi preciso, in proposito, l但BGB, ove, al ァ 1496, vengono elencate alcune cause di sospensione della prescrizione legate allo 壮tato di guerra e il legislatore si premura anche di precisare l弾ffetto del verificarsi delle stesse sulle varie fasi del decorso prescrizionale[195]. Un altro codice civile ove dato rilievo ai fini della sospensione della prescrizione alla condizione di militare in servizio attivo in tempo di guerra quello della Federazione Russa[196]. Tace, sul punto, il codice civile spagnolo: le ragioni ci saranno pi chiare a breve.

Torniamo alla sospensione della longi temporis praescriptio: chiediamoci se la situazione di assenza rei publicae causa equiparata, come si gi visto in precedenza, alla condizione di miles[197] fosse idonea a giustificare un arresto del decorso del tempo necessario alla estinzione del diritto. Anche in questo caso al quesito va risposto in modo positivo; il principio ha ricevuto una prima 祖onsacrazione段n una costituzione di et dioclezianea[198]. La questione risolta dalla Cancelleria riguardava le conseguenze di una iusta absentia (o di un obsequium necessitatis publicae): ai fini del computo della longi temporis praescriptio, tali situazioni ne impedivano il decorso e dunque il protrarsi (diuturnitas) di tali assenze non generava alcun praeiudicium[199]. Alla condizione di 疎ssente ha dato rilievo ai fini del computo della sospensione della prescrizione 奏eodosiana anche Giustiniano, senza per specificare, come invece avveniva nel III sec. d.C., le 壮cusanti aventi l弾ffetto di generare l段mpossibilit di esercitare il proprio diritto[200]. Un altro peculiare tipo di 疎ssenza in grado di arrestare, se allegata e dimostrata, il decorso della longi temporis praescriptio[201], era quella derivante dalla cattura da parte del nemico, come dimostra il provvedimento imperiale in C. 7.35.6 Il rescritto prevede infatti che il soggetto captus ab hostibus non avesse alcuna ragione (frustra timere) di temere la possessionem temporis adversarii, allorquando, al suo ritorno, esperisse una azione, qualsiasi, in rem (actione in rem directa vel qualibet alia dominium vindicando): il tempo trascorso in prigionia infatti, non andava computato.

Accanto a queste ipotesi sospensive, che nelle codificazioni moderne sovente non hanno trovato esplicito accoglimento, ve ne sono altre, pi comuni, stabilite in favore di talune categorie 叢rotette di soggetti. Tali fattispecie, elaborate gi in et severiana, hanno resistito, nelle linee fondamentali, al trascorrere dei secoli. La longi temporis praescriptio restava sospesa in favore dei minori, come risulta da C. 7.35.3[202]. Con estrema chiarezza espressa la regola forse gi consolidatasi a quel tempo, come dimostra l弾spressione iniziale non est incognitum secondo cui la minore et non andava computata ai fini del compimento della longi temporis praescriptio. Essa iniziava infatti a decorrere, a danno del dominus rei minore, soltanto al momento del raggiungimento, da parte di quest置ltimo, della maggiore et.

Anche Giustiniano[203] ha attribuito con riferimento, tuttavia, alla prescrizione 奏eodosiana espresso rilievo alla minor aetas, considerata imperfecta e bisognosa di un trattamento giuridico ispirato all檀umanitas. A dispetto del pur lodevole proposito, il periodare che caratterizza l段ntervento imperiale[204] lascia molto a desiderare, da un punto di vista della coerenza giuridica, rispetto alla pi chiara e succinta enunciazione dioclezianea. Appare, allora, condivisibile il rilievo secondo cui Giustiniano sarebbe pervenuto alla redazione definitiva della norma in due momenti diversi[205]. Nel primo paragrafo, infatti, l段mperatore prende in considerazione un applicazione particolare della sospensione della prescrizione e dispone che essa operi, in favore dei minori, nell段potesi dell弾xceptio non numeratae pecuniae. In seguito si enuncia la regola generale, secondo cui al fine di offrire, come si accennava in precedenza, un rimedio 叢reventivo pi efficace e celere della in integrum restitutio la prescrizione delle azioni con termine inferiore ai trent誕nni sia sospesa.

La categoria dei pupilli appariva meritevole di tutela quanto quella dei minori: , verosimilmente, per questa ragione che nel Codex rimasta traccia di una costituzione teodosiana, originariamente conservata in CTh. 4.14.1.2 e successivamente collocata dai Compilatori in C. 7.39.3.1a[206]. Nel provvedimento si legge, anzitutto, che la condizione femminile e l誕ssenza non dovessero differire in alcun modo l段nizio della prescrizione: si trattava, dunque, di condizioni prive di qualsiasi efficacia 壮cusante in relazione all弛nere di attivarsi tempestivamente per tutelare i propri diritti.

La sola et pupillare viene, viceversa, ritenuta da Teodosio bisognosa di tutela, quantomeno sino al raggiungimento dell誕dolescenza, (momento in cui al tutore si avvicendava, di norma, il curatore). Nell置ltima parte della costituzione si enuncia poi l段mportante regola sulla quale torneremo in seguito secondo cui l段gnoranza della facolt di esercitare un diritto, (o, meglio, l段gnoranza della legge istitutiva di una prescrizione), non avesse alcun effetto impeditivo sul decorso di quest置ltima (nulli movendi ulterius facultatem patere censemus, etiamsi legis ignorantia excusare temptaverit)[207]. Ci, probabilmente, si spiega osservando che doveva ritenersi sussistente (gi dai tempi di Teodosio)[208] una vera e propria presunzione di conoscenza di ogni testo normativo.

L誕etas impubes riceve un ulteriore riconoscimento quale fatto circostanza impeditiva del decorso prescrizionale anche nella legislazione di Giustino, attraverso C. 7.39.7pr. Infine e per concludere il novero delle ipotesi 組enerali壇i sospensione della prescrizione condizionate dalle 粗t imperfette mi sembra interessante citare una costituzione giustinianea ove l段mperatore riepiloga (in coerenza con un disegno normativo del quale abbiamo gi evidenziato in precedenza le ambizioni di esaustivit, specie per quanto attiene alle tipologie di fatti interruttivi della prescrizione) un ampio ventaglio di fattispecie sospensive. Mi riferisco alla legge Ut perfectius, di cui in C. 7.40.2pr.-1[209]. Qui, in un ordine espositivo di cui ignoriamo la ratio, vengono ricordate l誕bsentia dell誕dversarius qui rem detinet, l段nfantia, il furor[210], la mancanza di tutor o curator oppure la condizione di sottoposto, genericamente, a una potestas. Molte codificazioni moderne hanno previsto, tra le cause di sospensione della prescrizione, fattispecie in qualche modo assimilabili a quelle elencate nella giustinianea Ut perfectius. Ne abbiamo una riprova nell誕rt. 2942 del nostro codice civile (a sua volta derivante dall誕rt. 2158 cod. civ. abr.): la prescrizione resta sospesa ォcontro i minori non emancipati e gli interdetti per infermit di menteサ. Queste condizioni particolari del titolare del diritto impediscono il decorso prescrizionale anche nel codice civile francese[211]e nell但BGB[212].

Le ipotesi di sospensione della prescrizione legate, in qualche modo, a motivi di 訴ncapacit熬di un soggetto a provvedere (temporaneamente o a lungo) ai propri interessi non si esauriscono, nella Compilazione giustinianea, con quelle appena elencate: ve ne sono altre che attuavano (se non anticipavano) in contesti pi limitati i principi generali sopra delineati. Pensiamo, ad esempio, ai rapporti tra la persona a cui spettava la potest e quella che vi era sottoposta (come avveniva nei rapporti tra tutore e pupillo): era ammissibile, in tal caso, una sospensione della prescrizione?

La soluzione, questa volta, non ci viene suggerita da un provvedimento imperiale: dobbiamo affidarci, in primo luogo, alle riflessioni giurisprudenziali. Un lungo brano ulpianeo, di cui citeremo gli squarci pi significativi, ci informa circa la prassi, invalsa gi in et classica per iniziativa del pretore, di concedere al tutore, contro il pupillo, un誕ctio contraria tutelae volta a ottenere il rimborso degli oneri economici sostenuti nello svolgimento del proprio munus[213]. Attraverso questo strumento giudiziale di tutela sottolinea il giurista severiano i tutori erano invogliati ad accettare il loro incarico, sapendo che anche il pupillo era in qualche modo vincolato, iure civili, nei loro confronti.

L azione competeva stando a D. 27.4.1.1 non solo al tutore, ma anche a chi fosse da quest置ltimo autorizzato a compiere singoli atti in sua vece[214]. Il novero dei soggetti che potevano fruire dell弛perativit di tale iudicium contrarium ampliato, in base al criterio della analogia delle funzioni stando la lettera di D. 27.4.1.2 sino a ricomprendervi, sulla base dell誕utorit del giurista Sabino, anche il curator pupilli, adulescentis, furiosi vel prodigi, nonch il curator ventris[215].

Ai nostri fini risulta per opportuno considerare soprattutto D.27.4.1.2, poich da tale testimonianza che pu desumersi una interessante regola sulla concreta determinazione del momento a partire dal quale il rimedio in favore dei tutori era esperibile[216]. Al tutore, qui a semetipso exigere debebat, sembra imposto l弛bbligo di attendere la fine del munus per reclamare ci che gli fosse dovuto, poich l誕ctio tutelae non era esperibile nel corso del rapporto di tutela. Non sussisteva pericolo di incorrere nell弾ccezione di prescrizione da parte del pupillo perch sebbene ci non sia enunciato esplicitamente per ragioni di equit sembra incontestabile la sussistenza di una causa di sospensione della prescrizione.

L誕rt. 2941, nn. 3 e 4 del nostro codice civile ha recepito espressamente l段nsegnamento giurisprudenziale esaminato, accolto anche nel codice civile argentino[217]. Il codice svizzero delle obbligazioni contempla, ai dell弾ffetto sospensivo della prescrizione, la situazione intercorrente tra tutelato e tutore, bench limitatamente alla posizione del primo: sancito, infatti, che la prescrizione non corre, durante la tutela, per i crediti dei tutelati verso i tutori[218].

Sempre con riferimento al c.d. 租iritto delle persone, vale la pena esaminare due costituzioni che evidenziano implicazioni importanti per la successiva elaborazione medioevale del principio contra non valentem agere non currit praescriptio. Allude, ad esempio, alla sospensione della prescrizione la costituzione in C. 6.61.4.3[219]. Ai genitori espressamente proibito di vendere o obligare le res avventizie del peculio di propriet di quanti fossero sottoposti alla potest paterna. In caso di contravvenzione a tale divieto, l段mperatore Leone concede ai figli di rivendicare i propri beni impunemente alienati omnibus modis, a partire, tuttavia, dal momento in cui fossero diventati sui iuris. A tale iniziativa giudiziale non poteva frapporsi come ostacolo alcuna prescrizione (nulla temporali praescriptione obsistente), giacch essa doveva ritenersi sospesa per tutto il tempo trascorso in potestate. L置nica, significativa, eccezione a questo regime favorevole era costituito dalla possessio inconcussa et continua di colui che deteneva detti beni: essa, se dimostrata, era in grado di paralizzare l段ntentio di rivendica.

La costituzione interessante per due ordini di ragioni: innanzitutto, evidenzia chiaramente la sussistenza di una sospensione della prescrizione tra genitori e figli; in secondo luogo in essa emergono come non sempre dato riscontrare, nelle fonti anche i profili effettuali[220] della sospensione, la quale cessava al momento in cui i liberi si fossero emancipati dall誕utorit paterna. Simile l弛rientamento espresso in una disposizione risalente a Giustiniano e conservata in C. 7.40.1.2[221]: essa, come stato notato, riconferma ed estende il beneficio in parola a ォtutti i casi in cui i filii familias habent res minime patribus suis adquisitas[222]. I filii familias, dunque, ben potevano giovarsi di una sospensione della prescrizione per le azioni a tutela dei beni componenti il loro peculio sino al momento della liberazione dall誕utorit paterna. Tale regime operava indipendentemente dal caso in cui il complesso patrimoniale, affidato all誕mministrazione paterna, fosse avventizio (res minime a patribus adquisitas).

Restiamo, ancora, nell誕mbito delle relazioni familiari per verificare l段ncidenza della prescrizione nei rapporti patrimoniali tra coniugi. Un brano di Paolo, sistemato in D. 23.3.17pr., sembra evidenziare un regime di responsabilit e di diligenza piuttosto oneroso per il marito che (mal) amministrasse i beni dotali della moglie: egli infatti deve, nei confronti di quest置ltima, praestare tam dolum quam culpam, quia causa sua dotem accipit: sed etiam diligentiam praestabit, quam in rebus suis exhibet[223]. Le conseguenze di siffatta tipologia di responsabilit, quasi 双ggettiva, appaiono pi chiare leggendo l弛pinione di Trifonino: alla mulier viene riconosciuta un誕zione contro il marito nel caso quest置ltimo, con la sua condotta poco diligente, non si fosse attivato pur nella possibilit materiale a farlo per impedire la prescrizione (acquisitiva) del fondo dotale a favore di un terzo in buona fede. A soccorso del marito residua un unica circostanza 粗simente, il cui operare era condizionato dalla dimostrazione che, al tempo del matrimonio, il compiersi della prescrizione fosse talmente imminente da non permettere pi di prevenirlo[224].

Nulla si pu argomentare, tuttavia, dall弾same dei due passi giurisprudenziali, circa il momento a partire dal quale l誕zione di responsabilit contro il marito fosse esperibile. Presumibilmente, ogni iniziativa giudiziale in tal senso doveva essere intentata dopo lo scioglimento del matrimonio. In mancanza di indicazioni specifiche sul punto, la vigenza di una generale sospensione della prescrizione tra coniugi nel diritto giustinianeo pu essere desunta, implicitamente, da una importante e lunga costituzione. Innanzitutto si apprende da C. 5.12.30pr. le res dotales, mobili, immobili e se moventes appartenevano comunque, naturaliter, al dominium della uxor, sebbene gestite, nell誕rco del matrimonio, dal marito[225]. L弾ventuale rivendica delle predette res spettava alla uxor, secondo Giustiniano, unicamente a far data dallo scioglimento del matrimonio[226]. Ma, come si pu notare, la norma non accenna alla problematica della sospensione della prescrizione che, invece, menzionata espressamente in C. 5.12.30.2[227]. La decorrenza di qualsiasi tipo di prescrizione (decennale, ventennale, e oltre) andava differita (allorquando si trattasse di azioni spettanti alla donna contro i terzi per la tutela dei beni dotali) al momento in cui avesse avuto luogo lo scioglimento (dissolutio) del matrimonio: soltanto da allora alla mulier potevano essere opposte le varie tipologie di exceptiones temporales. E, se durante il matrimonio doveva ritenersi sussistente una sospensione della prescrizione per le azioni da intentare contro i terzi, a maggior ragione credo si applicasse la regola per cui il corso della prescrizione si sospendeva anche tra i coniugi, per poi riprendere allo scioglimento del matrimonio, secondo una logica[228] poi accolta in molte codificazioni.

Il codice francese[229] sancisce, all誕rt. 2253, che la prescrizione resti sospesa tra i coniugi. Il nostro codice civile abrogato ha riprodotto la predetta causa di sospensione all誕rt. 2119, mentre il codice del commercio conteneva una significativa eccezione alla regola in questione[230]. Di sospensione della prescrizione tra coniugi si dispone, in maniera generica, anche nel codice civile italiano vigente[231]; pi preciso risulta il codice svizzero delle obbligazioni, ove, all誕rt. 134, comma 3, stabilito che la prescrizione non corre ォper i crediti dei coniugi fra loro durante il matrimonioサ[232]. La sospensione della prescrizione prevista anche nel codice civile del Qu饕ec[233]e, con singolare ampiezza, anche nel codice argentino[234]. Il BGB annovera la 銑ebenspartnerschaft quale causa sospensiva della prescrizione al ァ 207, dedicato alla 践emmung der Verj臧rung aus famili舐en und 臧nlichen Grnden e l但BGB menziona il vincolo matrimoniale quale causa sospensiva dell置sucapione e della prescrizione[235]. Il codice civile della Federazione russa elenca alcune cause generali di sospensione della prescrizione all誕rt. 202[236], ma tra queste non risulta il vincolo matrimoniale. Ancora pi radicale sembra l段mpostazione seguita nel 祖digo civil痴pagnolo, se si ritiene fondata l弛pinione dottrinale per cui, in tale codice, la sospensione della prescrizione dovrebbe addirittura ritenersi inesistente[237]. Siffatto convincimento si basa, in primo luogo, sull誕rt. 1932 del medesimo codice[238] e, soprattutto, troverebbe conferma nella circostanza che in esso non presente alcuna elencazione di ipotesi di sospensione.

Anche la materia ereditaria si rivela interessante ai fini dell段ndividuazione di ipotesi di sospensione della prescrizione nella compilazione giustinianea: il codice contempla una causa sospensiva della prescrizione legata alla condizione di erede che accettasse con beneficio d段nventario. L段stituto in parola opera, analogamente a quanto avviene oggi, come una delle cause limitative della confusione successoria e viene perfezionato da Giustiniano allo scopo di incoraggiare accettazioni di eredit probabilmente 壮vantaggiose per l弾rede, a causa dell弾sposizione al passivo del patrimonio del de cuius. Giustiniano dedica all誕rgomento una lunga e articolata costituzione che si propone svariati obiettivi. Scopo primario del complesso intervento imperiale , ancora una volta, far chiarezza attraverso un gesto di 爽manit熬 sull段stituto del beneficio d段nventario, raccogliendo in un置nica disposizione i precedenti provvedimenti[239]. La benevolenza dell段mperatore si estrinseca in primo luogo estendendo ad omnes la facolta di accettare l弾redit con beneficio di inventario (nel caso in cui improvisum emerserit debitum ovvero vi fosse una hereditas onerosa per qualsivoglia altro motivo): prima di tale intervento, infatti, si trattava di un privilegio riservato ai milites (apparuiut esse humanum nobis non solum milites adiuvare huiusmodi beneficio, sed etiam ad omnes hoc extendere).

Nel prosieguo, si rinvengono indicazioni preziose ai fini del nostro discorso circa il tempo a disposizione dell弾rede (testamentario o ab intestato) entro cui optare per l誕ccettazione 礎eneficiata: all弾rede era concesso un intervallo di tempo di tre mesi, da calcolarsi dal momento in cui cognitum fuerit scriptum se esse vel vocatum heredem[240]. In caso di opzione per l誕ccettazione con beneficio d段nventario, si prescrive che entro trenta giorni (la cui numeratio andava effettuata post apertas tabulas vel postquam nota ei [scil. heredi] fuerit apertura tabularum vel delatam sibi ab intestato hereditatem[241]), l弾rede dovesse iniziare le operazioni di inventario[242], le quali andavano completate al massimo in ulteriori sessanta giorni[243].

Questo lasso di tempo, tuttavia, poteva anche protrarsi sino ad un anno[244]: e, al di l della pur rilevante elencazione delle formalit necessarie ai fini di una corretta redazione dell段nventario[245], sono proprio questi intervalla temporum (di novanta giorni e un anno) a risultare determinanti per l誕rresto del decorso prescrizionale, come dimostra C. 30.22.11[246]. Finch in atto la redazione scritta (donec inventarium conscribitur), i creditori, i legatari e i fedecommissari non possono in alcun modo disturbare (inquietare) o citare in giudizio l弾rede che sia impegnato in questa attivit. Risultano inesperibili, inoltre come testualmente sancito anche le azioni ipotecarie nei confronti dell弾rede. Naturalmente precisa, in conclusione, Giustiniano la sospensione della prescrizione non pu generare alcun pregiudizio nei confronti dei creditori ereditari, i quali vedono 祖ongelata solo temporaneamente la possibilit di far valere le proprie pretese. Anche in questo frangente, dunque in analogia a quanto si constatato per la regolamentazione della dote Giustiniano, in seno a una pi ampia disposizione normativa, ha dedicato un importante paragrafo agli effetti del beneficio d段nventario sul decorso della prescrizione. La norma ha avuto, nei secoli a venire, molta fortuna[247], sebbene il fondamento dell弾ffetto sospensivo della prescrizione sia stato diversamente inteso. Secondo Rittershusius il quale cita, a sostegno della propria opinione, l誕utorit di Rolandino della Valle la sospensione della prescrizione sarebbe giustificata da una finzione giuridica: la compilazione dell段nventario aveva l effetto di rendere l弾redit 組iacente[248]. All弛pposto, Pothier ha obiettato e il codice francese ne ha recepito, ancora una volta, l段nsegnamento[249] che la prescrizione correva anche contro ォune succession, quoique vacante, abandonn馥 et destitu馥 de curateurサ[250]. A giustificare, infine, secondo Troplong, la previsione di una sospensione della prescrizione nel caso qui in esame sarebbe la massima contra non valentem agere non currit praescriptio, dal momento che l弾rede beneficiato non ォpu agire contro s stessoサ[251].Non pare fuori luogo, a questo punto, tentare di cogliere un tratto comune a tutte le ipotesi sospensive sin qui illustrate: il diritto, tanto nel caso dell弾rede 礎eneficiato, quanto in quello della tutela dei beni dotali, sarebbe astrattamente gi esercitabile dal titolare; la previsione di una sospensione della prescrizione avrebbe unicamente l弾ffetto di fornire una 組iustificazione all段mpedimento a far valere un diritto. Non a caso, il substrato teorico della massima contra non valentem agere derivava proprio da queste tipologie di fattispecie sospensive.

Ma gi nel tardo diritto romano si riscontrano fattispecie sospensive della prescrizione caratterizzate da un differente (e differito) ambito di operativit temporale: emblematico, in tal senso, il caso di un diritto non ancora esercitabile poich sottoposto a condizione sospensiva o termine iniziale. ネ, infatti, guardando proprio a queste ipotesi che la dottrina pandettistica ha teorizzato il concetto di actio (nondum) nata, dal momento che talune circostanze impedivano, ratione initii, l段nizio della prescrizione e dunque differivano il sorgere di uno degli elementi costitutivi della prescrizione. Procediamo, allora, all誕nalisi di una costituzione di Giustino, ove il decorso prescrizionale appare chiaramente posticipato al momento in cui si verificasse la condizione[252].

Non questa la sede adatta a svolgere considerazioni approfondite sul modo in cui, in generale, la presenza di una condizione sospensiva (o di un termine iniziale) potesse spiegare influenza sul funzionamento di un negozio giuridico. Ci limiteremo, pertanto, a verificare a che scopo i due accidentalia negotii siano stati accomunati da Giustino. Esaminando la disposizione, si ha subito l段mpressione che l段mperatore voglia ribadire una soluzione consolidata in relazione a un quesito giuridico evidentemente ricorrente: lo dimostra una certa enfasi non estranea al linguaggio di Giustiniano nel periodare, che caratterizza l誕pertura della costituzione (plus quam manifestum est). All誕ttenzione dell段mperatore viene sottoposta unicamente la materia obbligatoria: nel caso in cui ad un contractus si apponessero stipulationes, promissiones e pacta sottoposti a dies o a condicio, tutti i tipi di prescrizione (di trenta, o quarant誕nni) opponibili alle azioni personali o a quelle ipotecarie iniziavano il loro decorso soltanto dopo il verificarsi della condicio e del dies certus (o incertus).

La regola, cos chiaramente enunciata, risulta richiamata da Pothier[253] e pu leggersi anche in alcune codificazioni. Troplong ha sottolineato, ad esempio, la diretta discendenza dell誕rt. 2257 del codice francese dalle leggi romane, ritenendo, anzi, che esso fosse perfettamente coerente con i noti principi teorici dell酎azione nata[254]. Marcad ha accolto tale opinione, ritenendo infatti inapplicabile all誕rticolo in esame la massima contra non valentem; ha ricordato, in pi, che l誕rticolo in questione raccoglieva una serie di ipotesi sospensive fondate sur la modalit de la cr饌nceサ[255] e non del 租iritto in generale: una precisazione, questa, non di poco conto, specie alla luce di quanto si esporr a breve, a proposito della sospensione dei diritti reali cc.dd. 祖ondizionali.

Il codice italiano del 1865 ha disposto, al secondo comma dell誕rt. 2120, che la prescrizione non corresse riguardo ai diritti condizionali sino a che la condizione non si fosse verificata e, con riguardo al termine, che l弾sercizio dell誕zione fosse sospeso sino alla scadenza del termine. Come si pu notare, il legislatore preunitario, meno ordinato del francese, ha raccolto in un unico articolo una 祖ongerie eterogenea di ipotesi sospensive: come si ricorder, infatti, nello stesso articolo si dispone della sospensione della prescrizione anche in favore dei minori, degli interdetti, dei militari in servizio attivo in tempo di guerra etc..

Tale opzione sistematica non ha mancato di suscitare alcune immediate perplessit e se, da un lato, il nostro codice vigente non ha pi riprodotto, in seno alle cause sospensive tipizzate, il diritto sottoposto a condizione sospensiva o a termine iniziale, dall誕ltro una parte della dottrina civilistica, sin dall弾ntrata in vigore del codice del 1865, ha operato un 租istinguo tra cause 訴mpeditive e cause 壮ospensive della prescrizione. La partizione, sostenuta gi da De Ruggiero[256] e da Coviello[257], poi seguiti da Azzariti, Scarpello[258] e Ruperto[259], si basava sull誕ssunto per cui le cause impeditive presupponevano un diritto non ancora esercitabile[260]mentre le cause sospensive costituivano giustificazioni tipizzate, dunque eccezionali, all段mpedimento materiale a far valere una pretesa comunque gi astrattamente esercitabile dal titolare. L段mpostazione segnalata ha riscosso un discreto successo anche in giurisprudenza[261].

Si intreccia strettamente a questa tematica anche un altra questione, inerente alla tassativit, o meno, delle cause di sospensione. Sotto il vigore del codice abrogato, alcuni Autori hanno sostenuto che qualunque ostacolo purch rilevante e indipendente dalla volont del titolare si frapponesse all弾sercizio del diritto sarebbe stato idoneo a inibire il decorso prescrizionale[262]: conclusione logica di questa impostazione era l誕mmissione che le cause di sospensione della prescrizione non fossero tassative. Nello stesso periodo, non mancata qualche voce autorevole, a sostegno della assoluta tassativit delle cause di sospensione[263]. Va poi ricordata una tesi 僧ediana, secondo cui l弾stensione analogica delle ipotesi sospensive sarebbe stata ammissibile a fronte di impedimenti di natura giuridica all弾sercizio del diritto e negata a fronte di impedimenti di mero 素atto[264]. Ed proprio a quest置ltimo indirizzo che ha aderito, talvolta, la Corte di Cassazione[265].

La distinzione concettuale tra cause impeditive e sospensive della prescrizione resta a pieno titolo acquisita anche nella letteratura e nella giurisprudenza fiorite sotto il codice civile vigente: se si guarda alle indicazioni giurisprudenziali emerse in sentenze abbastanza recenti, la Cassazione ha ritenuto costantemente che le norme relative alla sospensione della prescrizione, stabilite negli artt. 2941 e 2942 cod. civ., avrebbero carattere di tassativit[266]; e anche una parte della dottrina sottolinea che 給quando esistono obiettivamente dal punto di vista giuridico le condizioni necessarie e sufficienti perch un diritto possa essere fatto valere, non hanno rilevanza, al fine di impedire il corso della prescrizione, eventuali ostacoli all弾sercizio del diritto屁[267].

I codici sin qui considerati sono privi di una norma corrispondente a quella del codice francese e del nostro codice abrogato. La ritroviamo, tuttavia, nell誕rt. 1526 del codice civile belga[268] e l段nfluenza della condizione sospensiva e del termine iniziale sul decorso della prescrizione stata al centro di importanti decisioni della 践ouse of Lords[269]: cos, se il diritto condizionato o sottoposto a termine, il periodo della 銑imitation comincia a decorrere solo dalla data in cui la condizione si avverata o si compiuto il termine.

Chiarita, in linea generale, l段ncidenza della condizione sospensiva (e del termine iniziale) sulla sospensione della prescrizione, passiamo a verificare brevemente se gi nel diritto romano la condizione e il termine avessero l弾ffetto di sospendere la prescrizione non solo dei diritti di credito ma 給absolutement, et aussi bien pour les droit r馥ls屁[270]. La fonte che offre, in argomento, maggiori spunti ancora una volta contenuta nel Codice, in C. 6.43.3.3-3a[271]. Illustriamo, allora, i contenuti essenziali dell段nteressante costituzione giustinianea. Da essa sembra possibile ricavare il principio per cui la sospensione della prescrizione di un diritto reale condizionale non solo era ammessa, ma operava in ogni caso, anche contro eventuali terzi possessori[272].

Giustiniano avverte che contro il legatario condizionale o a termine (ma anche contro il fedecommissario) non possono avere luogo (procedere) n l置sucapio n la prescrizione. L弾rede, allora secondo l段mperatore in considerazione di ci dovrebbe essere scoraggiato dall誕lienare o ipotecare il fondo, dal momento che il legatario, al verificarsi della condizione o del termine, potr sempre rivendicarlo presso qualunque detentore. Una applicazione 訴ncondizionata della legge giustinianea pareva all段ndomani dell弾manazione delle prime codificazioni, e stando alle riflessioni della dottrina 叢ericolosa. Essa turbava la 給tranquillit degli acquirenti e la sicurezza dei possessori屁[273]e, per questo, la giurisprudenza francese e un nutrito numero di giureconsulti[274] l檀anno a lungo avversata con fermezza.

A questo indirizzo 組arantista痴embrerebbe, allora, essersi uniformato il codice francese che, come abbiamo visto, all誕rt. 2257 richiama unicamente la sospensione di un 祖redito (祖r饌nce). La formulazione della norma, tuttavia, apparsa ai commentatori ambigua, tanto da generare numerose discussioni[275]. Per evitare, allora, dubbi esegetici, si tentato, nella recezione preunitaria della codificazione francese, di apportare miglioramenti alla norma, pur mantenendone inalterato il precetto. Indicativo, al riguardo, il disposto dell誕rt. 2934 del Codice civile sardo, ai sensi del quale 給le cause che sospendono il corso della prescrizione a termine dei precedenti articoli, non possono essere opposte al terzo possessore che ha per s un possesso non interrotto di anni sessanta屁. I compilatori del codice italiano del 1865 hanno seguito l段mpostazione dell誕rticolo appena riportato[276], limitando a trent誕nni il tempo necessario a prescrivere. Comunque, non stato difficile rilevare alcune imprecisioni della norma: non sembrava chiaro, infatti, quali fossero i terzi possessori riguardo ai quali le cause di sospensione erano destinate a non avere efficacia.

Si discusso, pertanto, se la norma intendesse riferirsi unicamente a quanti avessero acquistato a non domino o ricomprendesse anche coloro che, regolarmente, avessero acquistato dal proprietario. Gangi correttamente ha rilevato, sul punto, che nell誕rticolo non vi era alcun preciso riferimento ai differenti titoli di acquisto: 給si parla in generale di terzo possessore; e il terzo possessore anche chi possiede con titolo a non domino屁[277]: il che equivale a sostenere che il legislatore, se avesse voluto operare una distinzione, lo avrebbe fatto esplicitamente. Anche nel codice vigente, all段nefficacia delle cause di impedimento e di sospensione rispetto al terzo possessore dedicato un articolo, il 1166, che, applicandosi unicamente all置sucapione, prescrive: 給nell置sucapione ventennale non hanno luogo, riguardo al terzo possessore di un immobile o di un diritto reale sopra un immobile, n l段mpedimento derivante da condizione o da termine, n le cause di sospensione indicate dall誕rt. 2942屁. La scelta del legislatore italiano si pone, come si pu osservare, in perfetta coerenza con l弛pzione sistematica di fondo per cui la prescrizione estintiva e l置sucapione costituiscono due istituti del tutto autonomi negli effetti e nella disciplina.

Ci avviamo, allora, alla conclusione di questa sintetica panoramica sulle cause di sospensione della prescrizione richiamando i termini di una disputa dottrinale nata per verificare l段ncidenza di un弾ccezione sul decorso prescrizionale.

La fattispecie cui accenneremo comporta, ancora una volta, un differimento della nascita dell誕zione e sostanzierebbe un弾ccezione alla teoria dell酎azione nata. Si discusso, in seno alla dottrina pandettistica, se potesse iniziare la prescrizione allorquando all誕zione ostasse la proposizione di un弾ccezione. Thibaut ha sostenuto richiamandosi ai principi del diritto romano che nelle obbligazioni sinallagmatiche non nasce alcuna azione prima che sia stata effettuata reciprocamente la prestazione: logico corollario di questa impostazione era che l弾xceptio inadimpleti contractus avesse l弾ffetto di impedire l段nizio della prescrizione[278]. Questa la replica, severa, di Savigny all弛pinione riportata: 給le azioni contrattuali sono completamente fondate fin dal tempo della conclusione del contratto; ciascuna delle parti le pu intentare subito in quello stato di negligenza, dalla cui sufficiente durata prodotta la prescrizione屁[279]. Pi articolata si presenta la posizione di von Vangerow[280], il quale ha distinto le eccezioni temporali (o dilatorie) da quelle perpetue (o perentorie): in quest弛ttica, l弾ccezione inadimpleti contractus non aveva potere di ritardare il decorso della prescrizione, mentre tale effetto era proprio della exceptio pacti de non petendo temporalis. Windscheid ha aderito alla teoria di Savigny, rifiutando qualsiasi distinzione tra eccezioni e ritenendo, anzi, che la prescrizione iniziasse subito il suo corso, mentre Fadda e Bensa si sono allineati alla posizione di von Wangerow.

Si sostenuto, da parte dei traduttori di Windscheid, che la nascita della prescrizione fosse impedita unicamente da alcune eccezioni 給che si fondano sopra una dilazione accordata al debitore per un tempo certo od incerto dal creditore o dall弛rdinamento giuridico屁[281]. Agli stessi autori si deve poi l段nteressante osservazione secondo cui nella dottrina a commento del codice francese non vi risulta traccia del dibattito riportato[282]. Quest置ltimo dato induce a una riflessione: nell段ntento di accreditare il valore sistematico e l弾sattezza della teoria dell誕ctio nata, sovente i (soli) Pandettisti non hanno esitato a prendere a prestito, e a fuorviare, la lettera delle fonti romane che, per quello che riguarda il caso esame, non risultano neanche richiamate.

5. Qualche rilievo conclusivo

A questo punto possibile svolgere qualche breve considerazione per verificare le ipotesi formulate in apertura della trattazione. In ordine ai termini di decorrenza della prescrizione, la dottrina secondo cui la prescrizione dovesse iniziare a decorrere dal momento della nativitas actionis maturata parallelamente al concetto della 粗stinguibilit熬 nel tempo di una azione giudiziaria e risulta formulata in C. 7. 39.3.1 (risalente a Teodosio), nonch, in maniera molto simile, nella legge giustinianea in C. 7.40.1.1. I Glossatori e, pi tardi, i Pandettisti non hanno esitato, sulla base del principio emergente dalle due costituzioni, a elaborare una serie minuziosa di 租istinguo per ipotizzare il momento di 創ascita delle pi svariate tipologie di azioni.

La lettura complessiva delle disposizioni commentate (specie in tema di interruzione della prescrizione) evidenzia un obiettivo costante della politica giustinianea: distinguere i desides dai vigilantes, allo scopo di sanzionare il comportamento dei primi. Emerge, cos, in modo chiaro la concezione giustinianea della prescrizione, intesa come poena negligentiae iuris sui, in un弛ttica recepita talvolta anche nel diritto dei Paesi governati dalla 舛ommon Law[283]. Desta impressione, inoltre, l段nflusso notevole esercitato dalla prassi delle provincie sull弾laborazione delle tipologie di interruzione della prescrizione: si nota, infatti, che ogniqualvolta l段mperatore intervenuto sull誕rgomento lo ha fatto nelle forme del rescritto o del mandato, dunque con atti ufficiali destinati a risolvere dubbi operativi contingenti, insorti nella prassi giudiziaria locale. Va tuttavia rilevato alludo, in particolare, alla legge giustinianea Ut perfectius (C. 7.40.2.pr.-1) che in qualche caso la complessit e, forse, la frammentariet delle precedenti norme in vigore hanno indotto la Cancelleria a intervenire in maniera incisiva e, tendenzialmente, esaustiva. Da Giustiniano, dunque, come ha ben rilevato Amelotti, sono state poste con sufficiente chiarezza e completezza le basi per l弾laborazione sistematica successiva delle cause interruttive della prescrizione.

Anche a proposito della sospensione della prescrizione, nel Codex si rinvengono alcune disposizioni che hanno offerto spunti testuali determinanti per l弾laborazione successiva della massima contra non valentem agere non currit praescriptio. La scelta di offrire tutela attraverso la sospensione del decorso del tempo necessario a prescrivere a talune categorie di soggetti (rientranti, ad esempio, nelle c.d. 粗t imperfette), impossibilitati ad esercitare tempestivamente il loro diritto certamente, una prova di lungimiranza legislativa, non solo di 爽manit熬 e 叢iet熬.

Per quello che riguarda l弾mersione dei profili effettuali della sospensione della prescrizione, non vi , nelle costituzioni giustinianee, se non una minima consapevolezza delle conseguenze della cessazione della causa sospensiva: del resto, anche ai nostri giorni, se si eccettua la disposizione di cui all誕rt. 134 del codice svizzero delle obbligazioni[284], in altri codici manca una disposizione che enunci con altrettanta chiarezza gli effetti della sospensione. In ultimo, una considerazione sulla terminologia adoperata nel Codice giustinianeo: a differenza che per l段stituto dell段nterruzione della prescrizione, ove Giustiniano sovente si servito di vocaboli pregnanti per indicare l段stituto (si pensi al sintagma interruptio temporis, di cui si ha traccia in C. 2.55.5.3), per la sospensione della prescrizione manca, nelle fonti, una espressione tecnica altrettanto puntuale. In definitiva, pu dirsi con sufficiente sicurezza che le regole, pur collocate in ordine sparso nel Codice giustinianeo sull段nterruzione della prescrizione hanno influenzato, per la loro completezza e la loro modernit, in maniera costante la normazione codicistica del XIX secolo. Determinante, ai fini della elaborazione della disciplina odierna dell段nterruzione e della sospensione della prescrizione stata come si tentato di mettere in evidenza l弛pera sistematica di Pothier, alle cui riflessioni i compilatori del 祖ode civil hanno attinto, in quest誕mbito, a piene mani. Il che valutando la temperie storica che ha preceduto l弾manazione di tale codice trova una agevole spiegazione. ネ vero che gi nel Settecento il diritto romano appariva sempre pi, almeno formalmente, negletto e disapplicato rispetto al diritto nazionale in via di formazione (si pensi alla 壮tagione delle 前rdonnances reali, susseguitasi in Francia, su svariate materie, pubblicistiche e non, dal 1667 sino al 1747). Ma altrettanto vero e Pothier, prima, Troplong, Laurent, dopo, lo testimoniano che al diritto romano spettava una posizione ancora eminente sul piano pratico e culturale, costituendo una base della dottrina giuridica da cui i giuristi del tempo, specie nella materia che abbiamo esaminato, hanno dimostrato di non poter prescindere.

ABSTRACT

La scelta di dedicare attenzione all段nterruzione e alla sospensione della prescrizione nel codice giustinianeo stata dettata, principalmente, dalla mancanza di studi specifici sull誕rgo-mento. Inoltre, tali aspetti tecnici del fenomeno prescrizionale risultano attentamente disciplinati nel codice giustinianeo. Ci si spiega facilmente, considerando che Giustiniano ha dedicato numerose e importanti disposizioni all段stituto in parola, ribadendo, sovente, che la delimitazione nel tempo dell弾sercizio delle azioni si giustifica per punire i negligenti, non attivatisi in tempo per tutelare i propri diritti.

I codici moderni, che pure contengono dettagliate norme su questi aspetti della prescrizione sono largamente influenzati dalla tradizione romanistica. In base all段nter-pretazione di alcune fonti romane, ad esempio, la Pandettistica ha elaborato compiutamente la teoria dell 疎zione nata, che ha costituito l誕ppiglio teorico per numerose disposizioni codicistiche. Inoltre, sulla base di alcune costituzioni giustinianee i teorici medioevali e la scienza canonistica hanno formulato un principio ancora oggi invocato anche dalla giurisprudenza e condensato nel noto brocardo contra non valentem agere non currit praescriptio.

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L. Solidoro Maruotti, La tutela del possesso in et costantiniana, Napoli, 1998.

Annalisa Triggiano

Borsista post-dottorato presso l旦niversit degli Studi di Salerno

E-mail: atriggiano@unisa.it

* La pubblicazione stata interamente finanziata con i fondi PRIN 2006, nell誕mbito del progetto La rilevanza del tempo nell弾sercizio dei diritti: prospettive nazionali e sovranazionali e radici storiche della prescrizione, dall置nit di ricerca costituita presso il Dipartimento di Diritto Pubblico Generale e Teoria delle Istituzioni dell旦niversit degli Studi di Salerno.

[1] Cfr. ampiamente, sul punto, L. Solidoro Maruotti, La perdita dell誕zione civile per decorso del tempo nel diritto romano. Profili generali. Supra, in questo numero della Rivista.

[2] M. Amelotti, La prescrizione delle azioni nel diritto romano, Milano, 1958.

[3] M.Amelotti, La prescrizione, cit., 252.

[4] Impp. Honorius et Theodosius AA. Asclepiodoto pp. C. 7.39.3.1 (a. 424): Quae ergo ante non motae sunt actiones, triginta annorum iugi silentio, ex quo competere iure coeperunt, videndi ulterius non habeant facultatem rell.

[5] Imp. Iustinianus A. C. 7.40.1.1 (a.530): Nemo itaque audeat neque actionis familiae erciscundae neque pro socio neque furti neque vi bonorum raptorum neque alterius qualiscumque actionis vitam longiorem esse triginta annis interpretari: sed quo ab initio competit et semel nata est, et non iteratis fabulis post memoratarum tempus finiri rell.

[6] Secondo l段nterpretazione di F. K. von Savigny, System des heutigen Rmisches Recht, Berlin, 1846, d弛ra in avanti citato nella versione italiana: F.C. Savigny, Sistema del diritto romano attuale, V, trad.it., Torino, 1893, 322.

[7] In altra occasione, per, nel 529 d.C., lo stesso Giustiniano, con maggiore rigore espositivo, si premurato di individuare, in tema di rapporti familiari, un termine preciso che sancisse la nascita dell誕zione: alludiamo a Imp. Iustinianus A. C. 5.12.30.2 (a. 529): Omnis autem temporalis exceptio per usucapionem inducta sive per decem sive per viginti annorum curricula seu per triginta vel quadraginta annorum metas sive ex alio quocumque tempore maiore vel minore introducta, ea mulieribus ex eo opponatur, ex quo possint actiones movere, id est opulentis quidem maritis consitutis post dissolutum matrimonium rell.

[8] F. C. Savigny, Sistema, cit., 324 ss.; B. Windscheid, Lehrbuch des Pandektenrechts, Dsseldorf, 1875, d弛ra in avanti citato nella versione italiana: B. Windscheid, Trattato delle Pandette, I.1, trad. it., Torino, 1902, 366 ss., commentato da C. Fadda-P. E. Bensa, Note alle Pandette di B. Windscheid, II, Torino, 1902, 1055 ss. Per un ampia panoramica sul dibattito tra i Pandettisti in tema di actio nata, si vd. C. Gangi, Il momento iniziale della prescrizione estintiva, in RISG, XXXVII, 1904, 273.

[9] F.C. Savigny, Sistema, cit., 323. Non va, tuttavia, tralasciato un dato significativo: una Prammatica del Sacro Regio Consiglio di Napoli, risalente al 1742, su cui sarebbe interessante indagare, faceva espressamente riferimento all酎azione nata ai fini del computo della prescrizione:ォideoque lapsu triginta annorum a die natae actionis, ac deductis temporibus deducendis, legitima praescriptione recte uti posseサ. La fonte riportata da G. Mirabelli, Della prescrizione secondo le leggi italiane, Napoli, 1901, 48.

[10] F. C. Savigny, Sistema, cit., 324.

[11] F.C. Savigny, Sistema, cit, 324. Si allude alla 鼠esione del diritto come a una ォturbativa, che muova ad agire l誕vente dirittoサ.

[12] Si vd. B. Windscheid, Trattato, cit., 431.

[13] C. Gangi, Il momento iniziale, cit., 228.

[14]Si vd. K. A. von Vangerow, Lehrbuch der Pandekten, Marburg-Leipzig, 1843, 222, ァ 147, il quale nell誕derire alla teorica in questione, pone a fondamento della propria posizione le costituzioni di cui in C. 7.39.3.1 e C.7.40.1.1.

[15] C. Gangi, Il momento iniziale, cit., 228.

[16] Qui ante solutionem egit pigneraticia, licet non recte egit rell.

[17]Riportato nell弾dizione critica di G. Haenel, Dissensiones dominorum sive controversiae veterum iuris romani interpretum qui glossatores vocantur, Lipsiae, 1834, 477.

[18] G. Haenel, Dissensiones, cit., 195, ァ 99, quaest. ォIus reluendi pignoris quo tempore tollatur?サ.

[19] G. Haenel, Dissensiones, cit., 195, ァ 99.

[20] Infra, nel testo.

[21] B. Windscheid, Pandette, cit., 434.

[22] G. Haenel, Dissensiones, cit., 423, ァ 245.

[23] G. Haenel, Dissensiones, cit., 423, ァ 245.

[24] Ulp. 30 ad ed. D. 16.3.1.22: Est autem apud Iulianum libro tertio decimo digestorum scriptum eum qui rem deposuit statim posse depositi actione agere: hoc enim ipso dolo facere eum qui suscepit, quod reposcenti rem non reddat rell.

[25] Si tratta di. Paul. 31 ad ed. D.16.3.13pr.: Si quis infitiatus sit non adversus dominum, sed quod eum qui rem depositam petebat verum procuratorem non putaret aut eius qui deposuisset heredem, nihil dolo malo fecit: postea autem si cognoverit, cum eo agi poterit, quoniam nunc incipit dolo malo facere, si reddere eam non vult.

[26] G. Haenel, Dissensiones, cit., 424.

[27] F.C. Savigny, Sistema, cit., 342. Il ragionamento proposto era il seguente e si avvaleva della lettera di D. 16.3.13pr.: ォsi avverte qui da Giuliano e da Ulpiano che anche il semplice rifiuto un tal dolo, che genera l誕zione. Qui dunque espressamente indicata come origine dell誕zione la richiesta senza effetto, non l弛riginaria dazione della cosaサ.

[28] Li ricorda C. Gangi, Il momento iniziale, cit., 277.

[29]Imp. Iustinianus A. C. 7.39.8.4 (a. 528): Exceptionem etiam triginta vel quadraginta annorum in illis contractibus, in quibus usurae promissae sunt, ex illo tempore initium capere sancimus, ex quo debitor usuras minime persolvit.

[30] F. Fasolino, Studi sulle 爽surae, Salerno, 2006, 160 s., con citazione della lett. precedente.

[31] M. Amelotti, La prescrizione, cit., 251: ォIl mancato pagamento di una rata di interessi segna l段nizio della prescrizione non solo per la rata stessa, ma anche per il debito principaleサ.

[32] Come sostenevano, ad esempio, Demelius e Windscheid: altra bibl. citata in C. Gangi, Il momento iniziale, cit., 285.

[33]F. C. Savigny, Sistema, cit., 349: ォ vale qui la regola che la prescrizione del debito principale comincia dal momento, in cui stato omesso un pagamento degli interessiサ. Naturalmente, a tale posizione era sottesa l段dea che ogni omesso pagamento delle usure sostanziasse una 鼠esione del diritto del creditore. Cos pure F. Serafini, Le Pandette del Prof. Arndts annotate, I.1, Bologna, , 454, secondo cui ォ1882..sembra pi conforme al testo che la prescrizione comunci dal giorno in cui dovevasi pagare la rata delle usure, che non si pag, perch solo un quel giorno comincia l段nesecuzione dell弛bbligazioneサ.

[34] Anche per il vasto seguito ottenuto in letteratura: C. Gangi, Il momento iniziale, cit., 454.

[35] Si vd. infra, ァ 3.

[36] Lo sostiene anche M. Amelotti, La prescrizione, cit., 251.

[37] Per dirla con F. Serafini, Le Pandette, cit., 451.

[38] Imp. Iustinianus A. Meneae pp. C. 4.32.26pr. (a. 528): Eos, qui principali actione per exceptionem triginta vel quadraginta annorum, sive personali sive hypothecaria, ceciderunt, non posse super usuris vel fructibus praeteriti temporis aliquam movere quaestionem dicendo ex his temporibus eos velle persolvi quae non ad triginta vel quadraginta praeteritos annos referuntur, et adserendo singulis annis earum actiones nasci: principali enim actione non subsistente satis supervacuum est super usuris vel fructibus adhuc iudicem.

Secondo la ricostruzione di M. Amelotti, La prescrizione, cit., 252, tale costituzione avrebbe costituito il seguito naturale di C. 7.39.8.4, pi sopra citata, in virt dell段dentit di inscriptio e subscriptio. Il rilievo segnalato e condiviso anche da F. Fasolino, Studi, cit., 160, nt.16.

[39] Cfr. il codice svizzero delle obbligazioni, (CO), art. 133: ォPrescritto il credito principale, sono insieme prescritti gli interessi e le altre prestazioni accessorie del medesimoサ.

[40]G. Azzariti-G. Scarpello, Della prescrizione e della decadenza, in Comm. Scialoja-Branca, VI, Bologna-Roma, 1977イ, 226 ss.

[41] Imp. Iustinus A. Archelao pp. C. 7.39.7.6 (a. 525): In his etiam promissionibus vel legatis vel aliis obligationibus, quae dationem per singuolos annos vel menses aut aliquod singulare tempus continent, tempora memoratarum praescriptionum non ab exordio talis obligationis, sed ab initio cuiusque anni vel mensis vel alterius singularis temporis computari manifestum est.

[42] G. Haenel, Dissensiones, cit., 479: ォDicit B. (Bulgarus), sive possiderit rem iure pignoris, sive interverterit possessionem et pro suo possidet, tollitur actio pignoratitia spatio XXX annorum, quia actio tollitur tanto tempore iure singulari licet nata non sitサ.

[43] G. Haenel, Dissensiones, cit., 479: ォM. (Martinus) contra dicebat, quod actio pignoratitia nullo temporis spatio tollitur, quum non sit nata nisi debito soluto vel alias satisfacto.

[44] K. A. D. Unterholzner, Ausfuhrliche Entwickelung der gesammten Verjahrungslehre aus den gemeinen in Deutschland geltenden Rechtenイ, II, Leipzig, 1858, 319, secondo cui una pretesa, la cui perseguibilit dipendeva ancora da presupposti 租i fatto, soggiaceva immediatamente alla prescrizione allorquando l誕vveramento di quei presupposti dipendesse completamente dal potere dell誕vente diritto.

[45] F. Serafini, Le Pandette, cit., 452: ォSe quella pretesa regola fosse vera, ne verrebbe che ogni qualvolta la verificazione della condizione dipendesse dalla volont del creditore, la prescrizione comincerebbe prima del verificarsi della medesima, lo che urta contro il noto principio che per tutte le obbligazioni condizionali, senza eccezione, la prescrizione non comincia fintantoch la condizione non s定 verificata. Ne verrebbe inoltre, che, siccome per diritto romano era in facolt della moglie di chiedere quandochesia il divorzio, l誕zione dotale comincerebbe al momento stesso del matrimonio, ci che assurdoサ. Aderisce all段mpostazione C. Gangi, Il momento iniziale, cit., 255, sottolineando le ォconseguenze illogicheサ di cui era foriera la massima ricordata. Critico anche F. C. Savigny, Sistema, cit., 326.

[46] Infra, nel testo.

[47] Cos M. Amelotti, La prescrizione, cit., 248

[48] C. Ruperto, Prescrizione e decandenza, in Giurisprudenza sistematica civile e commercialeイ, a cura di W. Bigiavi, Torino, 1985, 102; P. Vitucci, La prescrizione, in Comm. P. Schlesinger, Milano, 1990, 78.

[49]ァ 199 (Beginn der regelm葹igen Verj臧rungsfrist und Hchstfristen). (1) Die regelm葹ige Verj臧rungsfrist beginnt mit dem Schluss des Jahres, in dem der Anspruch entstanden ist und (2) der Gl舫biger von den den Anspruch begrndenden Umst舅den und der Person des Schuldners Kenntnis erlangt oder ohne grobe Fahrl舖sigkeit erlangen msste. Un commento della norma pu leggersi in S. Delle Monache, Profili dell誕ttuale normativa del codice civile tedesco in tema di prescrizione, in Aa.Vv., Studi in onore di C.M. Bianca, IV, Milano, 2006, 363 ss.

[50] Sul punto, e specificamente per un confronto tra 銑imitation of actions e prescrizione, si vd. V. Tedeschi, Cenni sulla 鼠imitation, in Riv. dir. e proc. civ., XXVI, 1972, 1348 ss.

[51] Nella civilistica contemporanea s段ndirizzano in questo senso A.. Auricchio, Appunti sulla prescrizione, Napoli, 1971, 92 ss.; G. Panza, Contributo allo studio della prescrizione, Napoli, 1984, 62 ss.

[52] Impp. Honorius et Theodosius AA. Asclepiodoto pp. C. 7.39.3.1 (a. 424): Nec sufficiat precibus oblatis speciale quoddam, licet per adnotationem, promeruisse responsum, vel etiam iudiciis adlegasse, nisi adlegato sacro rescripto aut in iudicio postulatione deposita fuerit subsecuta per executorem conventio rell.

[53] Come sembra gi dimostrare, in un段potesi speculare e complementare, per certi versi, a quella qui all弾same, Impp. Diocletianus et Maximianus AA. Marino C. 7.43.7 (a. 290): Ea, quae statuuntur adversus absentes non per contumaciam, scilicet denuntiationibus nequaquam ex more conventos, iudicatae rei firmitatem non obtinere certum est.

[54] Imp. Iustinianus A. C. 4.30.14.4 (a. 528): In omni vero tempore, quod memoratae exceptioni taxatum est, licebit ei, cui talis exceptio competit, vel denuntiationibus scripto missis querellam non numeratae pecuniae manifestare ei, qui numerasse eam vel alias res dedisse instrumento scriptus est vel, si abesse eum his locis in quibus contractus factus est contigerit, in hac quidem alma urbe apud quemlibet ordinarium iudicem, in provinciis vero apud viros clarissimos rectores earum vel defensores locorum eandem querellam manifestare eoque modo perpetuam sibi exceptionem efficere. Sed si praesens quidem sit, qui pecunias numerasse vel alias res dedisse scriptus est, aliquam vero administrationem in hac alma urbe vel in provinciis gerat, ut difficile esse videatur denuntiationem ei mittere, licentiam damus ei, qui memorata exceptione uti velit, alios iudices adire vel in hac alma urbe vel in provinciis et per eos ei manifestare, cui exceptionem huiusmodi obicit, factam a se super non numerata pecunia querellam esse. Quod si in provinciis vel non sit alius administrator civilis vel militaris, vel per aliquam causam difficile sit ei qui memoratam querellam opponit adire eum et ea quae dicta sunt facere, licentiam ei damus per virum reverentissimum episcopum eandem suam exceptionem manifestare et ita tempus statutum interrumpere. Quae etiam in exceptione non numeratae dotis locum habere certum est.

Per meglio comprendere il tenore della costituzione, proponiamo una libera traduzione: ォPer tutto il tempo prescritto dalla legge per esperire l弾xceptio ricordata, sar consentito, a colui al quale giova questa exceptio, di manifestare la querella attraverso una denuntiatio scritta, da inviare a chi, in un documento, sostiene di aver effettuato una numeratio di denaro, o di aver consegnato un誕ltra res. Se il destinatario della querella non presente nel luogo di conclusione del contratto, pu manifestare la querella o in questa citt (scil. Costantinopoli), attraverso un ricorso a qualsiasi iudex ordinarius, o anche nelle provincie, innanzi ai loro illustri rectores o defensores. Se la persona che sostiene, in uno scritto, di aver effettuato una numeratio pecuniae o una consegna di altra res sia pure presente nel luogo di conclusione del contratto, ma difficile fargli pervenire la denuntiatio, a causa dell弾sercizio a Costantinopoli o nelle provincie di una carica pubblica qualsiasi, si concede a colui che voglia servirsi della predetta exceptio di rivolgersi ad altri giudici, di questa citt o delle provincie, ai quali dimostrare che si intentata all誕vversario una querella per pecunia numerata e non data. Se, ancora, nelle provincie non vi sia altro administrator n civile n militare, o per qualsivoglia motivo colui che intenta la querella non riesce a ricorrere al giudice, e a compiere le attivit suddette, gli sia concessa licenza di esporre, in egual maniera, la sua exceptio allo scopo di interrompere il decorso del tempo. E che ci valga nell弾xceptio non numeratae dotis sicuroサ.

[55]Denis Godefroy (D. Gothofredus, Corpus Iuris Civilis Romani cum notis integris, IV, Neapoli, 1830, 711) aveva colto perfettamente, a nostro avviso, lo spirito della costituzione riportata: ォDesides a vigilantibus distinguendi: hi poenas illorum pati non debent サ.

[56] Imp. Iustinianus A. C. 7.40.2pr.-1 (a. 531): Ut perfectius omnibus consulamus et nemini absentia vel potentia vel infantia penitus adversarii sui noceat, sed sit aliqua inter desides et vigilantes differentia, sancimus: si quando afuerit is, qui res alienas vel creditori obnoxias detinet, et desiderat dominus rei vel creditor suam intentionem proponere et non ei licentia sit, absente suo adversario qui rem detinet, vel infantia vel furore laborante et neminem tutorem vel curatorem habente, vel in magna potestate constituto, licentia ei detur adire praesidem vel libellum ei porrigere et hoc in querimoniam deducere intra constituta tempora et interruptionem temporis facere: et sufficere hoc ad plenissimam interruptionem. Sin autem nullo poterit modo praesidem adire, saltem ad episcopum locorum eat vel defensorem civitatis et suam manifestare voluntatem in scriptis deproperet. Sin autem afuerit vel praeses, vel episcopus vel defensor, liceat ei et proponere publice, ubi domicilium habet possessor, seu cum tabulariorum subscriptione vel, si civitas tabularios non habeat, cum trium testium subscriptione: et hoc sufficere ad omnem temporalem interruptionem sive triennii sive longi temporis sive triginta vel quadraginta annorum sit. Per maggiore chiarezza espositiva, riportiamo una traduzione del testo, dall弾dizione di G. Vignali, Corpo del diritto. Codice, II, Napoli, 1861, 465: ォOnde pi perfettamente a tutte le cose possiamo provvedere, ed a nessuno abbia a nuocere affatto l誕ssenza o la prepotenza o l段nfanzia del suo avversario, ma perch vi sia qualche differenza tra negligenti e vigilanti, ordiniamo, che, se mai sia assente colui il quale detiene le cose altrui, ovvero obbligate ad un creditore, ed il padrone della cosa o il creditore brami proporre la sua azione, e non avendone modo, essendo assente il suo avversario, il quale detiene la cosa, ovvero essendo nella infanzia e nel furore, e non avendo verun curatore, o stando in grande potest usurpi di sua autorit tali cose, gli si dia facolt di adire il preside della provincia o di porgegli un libello e produrre le sue querele fra il tempo stabilito e fare l段nterruzione del tempo; e ci basti per farlo pienamente. Ma se in nessun modo adir potr il preside, almeno vada dal vescovo locale o dal difensore della citt, e si affretti a manifestare in iscritto la sua volont. Ma se poi sar assente o il preside o il vescovo o il difensore della citt, baster ch弾gli manifesti le sue intenzioni per atto pubblico nel luogo ove il possessore ha il suo domicilio, ovvero con atto firmato dai notai; e se la citt non ha notai, con atto sottoscritto da tre testimoni; ci bastando ad interrompere ogni temporale prescrizione sia di un triennio, sia di lungo tempo, sia di trenta o quarant誕nni. Dovendo poi restar ferme le disposizioni s degli antichi legislatori che le nostre rispetto alla prescrizione di lungo tempo, di trenta o quaranta anniサ.

[57] Imp. Iust. C. 7.40.3.3 (a. 531.): Sancimus itaque nullam in iudiciis in posterum locum habere talem confusionem, sed qui obnoxium suum in iudicium clamaverit et libellum conventionis ei transmiserit, licet generaliter nullius causae mentionem habentem vel unius quidem specialiter, tantummodo autem personales actiones vel hypothecarias continentem, nihilominus videri ius suum omne eum in iudicium deduxisse et esse interrupta temporum curricula, cum contra desides homines et sui iuris contemptores odiosae exceptiones oppositae sunt. Rapidi cenni alla norma in M. Amelotti, La prescrizione, cit., 255.

[58] Citato da R. T. Troplong, Le droit civil expliqu suivant l弛rdre du code. De la prescription, Bruxelles, 1835, d弛ra in avanti citato nella versione italiana: R. T. Troplong, Il diritto civile spiegato secondo l弛rdine del codice. Della prescrizione, trad. it., Palermo, 1847, 391.

[59] R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 391.

[60] Cfr. art. 163, comma 4, cod. proc. civ.

[61] Si trattava di un atto introduttivo redatto dall誕ttore e trasmesso al convenuto non direttamente da questi (e in forma privata), bens notificato attraverso un organo ufficiale, seppure dopo una sommaria delibazione della fondatezza della domanda da parte dell弛rgano giudicante: cfr. M. Kaser-K. Hackl, RZP, Mnchen, 1996, spec. 570.

[62] Come forse era, al contrario, ancora necessario nel V sec. d.C., se si presta fede a Imp. Theodosius A. Asclepiodoto pp. CTh. 4.14.1.1 (a. 424): In eandem rationem in illis procul dubio recasuris, quae post litem contestatam in iudicio actione deducta habitoque inter partes de negotio principali conflictu triginta denuo annorum devoluto curriculum tradita oblivioni et diuturno silentio comprobantur. Si stabilisce che l誕zione proposta prima della scadenza della prescrizione, ma poi abbandonata, potesse essere riproposta nel termine dei trent誕nni. In proposito, commentando la fonte citata, non a caso assente nella 宋ersione giustinianea, vi chi ha sottolineato come ォla litis contestatio sembra acquisire efficacia meramente interruttiva della prescrizione, la quale riprende il suo decorso se la lite viene abbandonata e comunque non coltivataサ. (G. Giannozzi, Premessa storica allo studio della estinzione del processo per inattivit delle parti, in Jus, XIV, 1963, 168). Va rilevato, tuttavia, come M. Amelotti (La prescrizione, cit., 228), esaminando la costituzione riportata, segnali che gi l段mperatore Valentiniano, con la Novella 35 (dell誕nno 452) avesse contraddetto Teodosio, negando valore all弾ffetto interruttivo della litiscontestatio da quest置ltimo sancita. Per Valentiniano, infatti, se il processo era cominciato entro i venticinque anni dalla 創ascita dell誕zione, doveva ugualmente essere definito entro il trentennio. Se si dava inizio alla lite dopo i venticinque anni, poteva accordarsi una proroga di cinque anni, oltre il trentennio, per condurla definitivamente a termine.

[63] Citato e commentato da R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 338.

[64] G. Haenel, Dissensiones, cit., 480.

[65] G. Haenel, Dissensiones, cit., 480.

[66] M. Amelotti, La prescrizione, cit., 223.

[67] G. Haenel, Dissensiones, cit., 481: ォAlii dicunt, aliud esse in praescriptione longi temporis, aliud in usucapione. Ad hoc C. de Rei vind. (3.32) L. Morae (26).

[68] V. Carro, 槽ET IUS ET AEQUOM POSTULAS.... Studio sulla evoluzione del significato di 叢ostulare, Napoli, 2006, cit., 168, nt. 28. A ci si aggiunga anche la posizione di Tancredus Bononiensis, espressa nel suo Ordo Iudiciarius (riportato in Pillius, Tancredus, Gratia, Libri de iudiciorum ordine, ed. F. Bergmann, Gottingae, 1842, Tit. 1, De litis contestatione, ァ 6, 199: ォEffectus litis contestationis est maximus: - quoniam post eam iudex non recusatur, sicut plene notatum est supra in titulo de recusationibus iudicum; - item ut omnis personalis actio perpetuetur, id est ut usque ad quadraginta annos extendatur; - et postea transit ad heredes []; - item eius effectus est, ut interrumpatur quaelibet praescriptio rell.サ.

[69] F. C. Savigny, Sistema, cit., 362.

[70] F. C. Savigny, Sistema, cit., 363.

[71] Si vd. art. 2125 cod. civ. abr.: ォ interrotta (scil.: la prescrizione) civilmente in forza di una domanda giudizialeサ.

[72] Si vd. art. 2246.

[73] Cfr. art. 2943 cod. civ. Simile anche l段mpostazione del codice svizzero delle obbligazioni, ove tuttavia non si parla unicamente ed espressamente della sola domanda giudiziale: CO, art. 135, co. 2, ove si legge che la prescrizione interrotta ォmediante atti di esecuzione, azione od eccezione avanti un giudice od un arbitro []サ.

[74] Si vd., sul punto, ァ 204 Abs. 1, Nr. 1, n.t. BGB. Ma va anche sottolineato che la proposizione della domanda giudiziale, nel vigore della precedente formulazione della norma (ァ 209 Abs. 1), comportava effetti interruttivi della prescrizione, con ci allineandosi alla gran parte dei Codici continentali.

[75] Call. 1 de iur. fisc. D. 40.15.4: Primus omnium divus Nerva edicto vetuit post quinquennium mortis cuiusque de statu queri. Sed et divus Claudius Claudiano rescripsit, si per quaestionem nummariam praeiudicium statui videbitur fieri, cessare quaestionem. La fonte richiamata da M. Amelotti, La prescrizione, cit., 117. Sul brano, inoltre, vd. L. Solidoro Maruotti, La perdita, cit., supra.

[76] Impp. Diocletianus et Maximianus AA. C. 7.16.13 (a. 293): Principaliter de statu defuncti agi non potest. Si vero ex peculio quondam eius, quem tibi bona reliquisse commemoras, res vindicentur vel eius filiis moveatur status quaestio, haec omnia sollemniter praesidiali notione decidi debent Discussione sulla fonte, per quanto a noi di diretto interesse, in M. Amelotti, La prescrizione, cit., 117.

[77] Impp. Diocletianus et Maximianus AA. Heliodoro C. 7.21.7 (a. 294): Si pater tuus veluti ingenuus vixit nec status controversiam, quasi fisci servus esset, apud praesidem provinciae, qui super huiusmodo quaestionibus iudicare solet, sed apud curatorem rei publicae non competentem iudicem passus est, postque mortem eius quinquennium fluxit, status tuus ex praescriptione, quae ex senatus consulto emanat, protectus est.

[78] Apprendiamo, tuttavia, da M. Amelotti, La prescrizione, cit., 110, che verosimilmente poteva trattarsi del senatusconsultum de collusione detegenda o, forse, del senatusconsultum Ninnianum, provvedimenti testi a porre un limite alle manumissioni fraudolente.

[79] C. 7.20: Ne de statu defunctorum post quinquennium quaeratur.

[80] R. J. Pothier, Trait des Obligations, II, Paris-Orl饌ns, 1864, 270.

[81] C. Fadda - P.E. Bensa, Note alle Pandette, cit., 647 ss.

[82]Del resto, a mio avviso, a confermare l段rrilevanza dell段ncompetenza del giudice adito ai fini interruttivi della prescrizione (quantomeno ai tempi di Giustiniano) milita un argomento a contrario: se Giustiniano avesse voluto attribuire al difetto di competenza una conseguenza cos grave, quale l弾sclusione di qualsiasi efficacia interruttiva, vi avrebbe, almeno sommariamente, accennato, magari in una costituzione ampia e complessa come la Ut perfectius.

[83] E, verosimilmente, considerazioni analoghe possono farsi per il codice civile austriaco, come suggerisce G. Basevi, Annotazioni pratiche al codice civile austriaco, Milano, 1851, 566: ォPer una teoria desunta dalla legge VII, Cod. Ne de statu defunctor., si riteneva nel gius comune che una citazione spiegata avanti un giudice incompetente non interrompesse la prescrizione. Il Codice Napoleone all誕rt. 2246 decide nettamente il contrario. Pare che il Codice austriaco si discosti anch弾sso dal diritto comune, poich si accontenta che il possessore venga chiamato in giudizioサ.

[84] R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 354.

[85] F. Laurent, Principles de droit civil, XXXII, Bruxelles, 1878, 109.

[86] Nella cui redazione si tenuto conto, come sovente accaduto, della lettera dell誕rt. 2125, comma 1, cod. civ. abr. e della codificazione francese.

[87] Cos, commentando l誕rt. 2125 cod. civ. abr., G. Mirabelli, Della prescrizione, cit., 121. In seguito, quest弛pinione, sotto la vigenza dell誕ttuale codice civile, ha trovato riscontro anche in giurisprudenza: si vd., ad es., Cass. 1 marzo 1984, n. 1440. Nel panorama della civilistica italiana dei primissimi anni del Novecento, tuttavia, non mancato chi ha sottolineato l段nesattezza del richiamo alla costituzione di cui in C. 7.21.7, ai fini dell誕ccoglimento del principio per cui la citazione indirizzata al giudice incompetente interrompe ugualmente la prescrizione: cfr. G. Pugliese, Trattato della prescrizione estintiva, Torino, 1892, n. 99.

Secondo l但., la costituzione dioclezianea invocata fuori proposito, atteso che la norma generale ispiratrice del principio accolto in molti codici va, in realt, ricavata da un rescritto tramandatoci dal giurista Ulpiano in D. 49.1.1.3. Dal passo ulpianeo si evincerebbe secondo Pugliese l弾fficacia interruttiva dell誕ppello anche ove proposto innanzi a giudice incompetente, purch la scelta dell弛rgano giudicante errato sia stata cagionata da un errore scusabile.

[88] Non se ne ha riscontro, infatti, nell誕rt. 135. Probabilmente, in questo codice stato accolto il principio opposto, secondo cui l段ncompetenza del giudice rende irrilevante l誕tto interruttivo della prescrizione: l誕rt. 139, infatti, prevede un termine suppletorio: se l誕zione o l弾ccezione siano respinte ォper incompetenza del giudice adito, o per un vizio rimediabile, o come intempestivamente proposte, e il termine di prescrizione sia nel frattempo decorso accordato un nuovo termine di sessanta giorni per promuovere l誕zioneサ.

[89] Art. 1973: ォla prescripcin de las acciones se interrumpe por su ejercicio ante los Tribunalesサ.

[90] Sia pure con alcune variazioni, poich si avverte ancora, in modo evidente, la 祖onfusione tra prescrizione estintiva e usucapione: art. 3986: ォla prescripcin se interrumpe por demanda contra el poseedor o deudorサ. Un analogo rilievo va fatto per il codice civile del Qu饕ec, ove, all誕rt. 2892, si legge che ォthe filing of a judicial demand before the expiry of the prescriptive period constitutes a civil interruption, provided the demand is served on the person to be prevented from prescribing not later than sixty days following the expiry of the prescriptive periodサ.

[91] Art. 203.

[92] Il quale, alla domanda, d risposta affermativa: M. Amelotti, La prescrizione, cit., 54: ォefficacia interruttiva ha anche il compromessoサ.

[93] Imp. Iustinianus A. C. 2.55.4 (a. 529): Si igitur inter actorem et reum nec non et ipsum iudicem fuerit consensum, ut cum sacramenti religione lis procedat, et ipsi quidem litigatores scriptis hoc suis manibus vel per publicas personas scripserint vel apud ipsum arbitrum in actis propria voce deposuerint, quod sacramentis praestitis arbiter electus est, hoc etiam addito, quod et ipse arbiter iuramentum praestitit super lite cum omni veritate dirimenda, eius definitionem validam omnimodo custodiri et neque reum neque actorem posse discedere, sed tenere omnifariam, quatenus oboedire ei compellantur.

[94] Imp. Iustinianus A. C. 2.58.2.4 (a. 531): Sed quia veremur, ne forsitan quidam collusione aliqua utentes remittere videantur sibi huiusmodi sacramentum ex praedicta dissimulatione nostram sanctionem deludant, sancimus omnes iudices, licet ex compromisso cognoscant, vigorem suum exercentes, quia non pro commodo privatorum, sed pro communi utilitate praesentem legem posuimus, minime pati tale sacramentum remitti, sed omnimodo hoc et ab actore et a fugiente exigi, ne paulatim videatur huiusmodi res defraudari et sacramentum vel vel principalium personarum vel advocatorum ex quacumque parte mutilari.

[95]Paul. 2 ad ed. D. 4.8.1: Compromissum ad similitudinem iudiciorum redigitur et ad finiendas lites pertinet. Il frammento paolino posto, opportunamente, in apertura della sedes materiae dei Digesti (titolo rubricato 船e receptis: qui arbitrium receperint ut sententiam dicant) sebbene Lenel ritenesse di collocarlo nel secondo libro dei commentari all弾ditto paolini, sotto il titolo 船e vadimonio Romam faciendo: O. Lenel, Palingenesia iuris civilis, I, Lipsiae, 1889, 968, n. 98.

[96] Imp. Iustinianus A. C. 2.55.5.3 (a. 530): Licet non ignoramus Iulii Pauli opinionem et aliorum prudentium certorum, qui tetigerunt quidem huiusmodi quaestionem, quam in praesenti adgredimur, non autem perfectissime peregerunt, sed usque ad quasdem temporales actiones standum esse existimaverunt, plenius tamen et generaliter definimus conventum in scriptis apud compromissum iudicem factum ita temporis interruptionem inducere, quasi in ordinario iudicium lis fuisset inchoata.

[97] Si vd., ad es., dello stesso imperatore, Imp. Iustinianus A. Iuliano pp. C. 2.58.2pr.: in omnibus litibus, quae fuerint post praesentem legem inchoatae rell.; Imp. Iustinianus A. Iohanni pp. C. 3.10.3: si quidem ante inchoatam litem calliditatis eum paeniteat et veritatem debiti confessus fuerit rell.; Imp. Iustinianus A. C. 7. 63.5.4: ..annale tempus post inchoatam litem praeterierit.

[98]Imp. Iustinianus. A. Iuliano pp. C. 3.1.13pr.-1. Per un esame dettagliato dell誕rticolato provvedimento si vd. F. Bonifacio, L弾stinzione del giudizio per 僧ors litis, in AG, CXLII, 1952, spec. 55 ss. Sul punto, inoltre, L. Solidoro Maruotti, La perdita, cit., supra.

[99] L段potesi, eccezionale, riguarda il ricorso, mediante supplicatio, all段mperatore avverso la sentenza resa dal prefetto del pretorio: Impp. Theodosius et Valentinianus AA. Thalassio pp. Illyrici C. 7.42.1 (a. 439): Litigantibus amplissimo praetorianae praefecturae iudicio, si contra ius se laesos affirment, non provocandi, sed supplicandi licentia ministramus, licet pro curia vel qualibet publica utilitate seu alia causa dicatur prolata sententia (nec enim publice prodest singulis legum adminicula legis denegari): ita videlicet, ut intra biennium tantum nostro numini contra cognitionales sedis praetorianae sententias, post successionem iudicis numerandum, supplicandi eis tribuatur facultas. Occorre brevemente sottolineare, a proposito della costituzione citata, che essa costituisce la versione giustinianea di una novella teodosiana del 439 d.C. (Nov. Th. 13). Dalla lettura della norma emergono alcuni dati interessanti: si sottolinea, anzitutto, in maniera molto chiara la contrapposizione tra il (generale) divieto di appellare la sentenza del supremo funzionario imperiale e la (eccezionale) ammissibilit della supplicatio, che andava indirizzata direttamente (e, forse, inderogabilmente) alla maest imperiale (nostro numini). Inoltre, viene fissato l段mportante principio per cui la supplicatio non avrebbe potuto essere presentata prima dell弾ffettivo mutamento della persona del prefetto: il termine a quo per esperire il rimedio si ricollega, infatti, alla successio iudicis.

[100]Imp. Iustinianus A. C. 7.62.37.3 (a. 529.): Ut tamen secundum iam statuta liceat quidem non solum victo sed etiam victori consultationem ad unum vel duos iudices mittendam intra biennii tempus ei vel eis intimare: post excessum enim memorati temporis huiusmodi licentiam amputamus

[101] Imp. Iustinianus A. C. 7.63.5.2: In his autem casibus, in quibus biennium constitutum rell.

[102] Nov. 49 Praef.: .. Scimus enim, quia dudum correximus quod male et dolose circa appellationes agebatur: quia hoc solo ut cognitionem introducerent in iudicium appellantes contenti, et personam facientem firmam, aut per unam partem, aut etiam per cognitionem (hoc enim indifferens est) relinquebat causam: et victori omnino erat inexplicabilis victoria, non valenti neque iis quae erunt iudicata, frui propter appellationem, neque appellationem examinari posse propter absentiam appellantis.

[103] Nov. 49.1: Haec nos dudum sancientes correximus, annum quidem deputantes appellationem offerenti, sive ipsi secundum se ingredienti, sive communiter: quatenus intra hanc litem exaequatur, et mereatur quae iusta sunt, et non relinquat ea sine provisione, deinde propter clementiam, si per occasionem iudicis appellatio prolungetur, aut per aliam quamlibet causam inevitabilem, etiam alium adiicientes annum: post quem nisi litem compleverint, ratam manere victoris sententiam sancimus rell.

[104] Nov. 126.2: Causa vero appellationis semel intra fatales dies sive ab utraque parte, sive ab uno introducta, nequaquam biennalis temporis decursu in posterum sententia confirmetur, sed veritate et iure considerato causae illae, sive una sive utraque parte praesente, legitime decidantur.

[105]Cos, testualmente, C. Rittershusius, Expositio methodica C. Rittershutii Novellarum Imp. Iustiniani, Florentiae, 1839, col 820.

[106] Come apprendiamo da R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 338.

[107]Nov. 93 Praef.-1: [Praef.] Subiectorum nostrorum interpellationes legum nobis praebent occasiones pro salute subditorum conscribendarum. Aditionem namque nobis quidam patronus fecit: quia lege volente appellantem, et per biennium tacentem, aut certe exercentem quidem, non tamen per exequentem appellationum cadere certaminibus et confirmata sententia, non posse ulterius procedere, sed ratam fieri utrique sententiam. Hesychium autem et adversarium eius exercuisse quidem litem apud pedaneum iudicem: addictum autem eundem Hesychium appellasse: et causam contigit recurrere ad tuam cognitionem: et dum lis in iudicio tuae celsitudinis exerceretur, recessisse quidem a certaminibus apud te gestis, arbitros autem elegisse communes ex conscripto, et apud illos concurrisse, et quaedam exercuisse, postea vero neglexisse quidem electos arbitros, non autem persecutos apud eos motam litem, sed transacto biennio uti adversarios eius, quia non possit a condemnato exerceri in tuo iudicio talis lis, sed oportet eam confirmari semel biennio transacto, illum vero non persecutum apud tuam gloriam, eo quod litem apud electos diceret arbitros. [1] Sancimus igitur memoratum quidem negotium ex quo haec nobis sunt nunciata, nihil laedi ex cursu temporis, neque ratam esse iudicis sententiam semel appellatione data: sed et exerceri apud tuam gloriam: et terminum legitimum suscipere: etiamsi decies millies plusquam biennii tempus excesserit aut excedat. Deinceps autem in omni negotio in quo tale aliquid agitur, et in medio motae causae apud iudicem appellationis, aut non motae, si aliqui eligantur alii, et propterea biennium transeat, intra quod oporteat appellationis iudices litem decidere: et per quamlibet circumstantiam rursus revertatur ad iudices appellationis causa: aliis quidem omnibus liceat uti partibus, tanquam si eos non contigisset deserere quidem appellationis iudicium, ad electos autem venisse: non tamen posse uti, quod biennium praeteriit:Nam qui semel iudices alios elegit, non est iustum ut taciturnitatem culpet eius, qui propterea laesus est, quia iis quae gesta sunt, de electione iudicum credidit: et ideo non est executus, neque complevit litem illic, eo quod apud iudices illos sit exercitum negotium.

[108] C. Rittershusius, Expositio, cit., col. 820.

[109] C. Rittershusius, Expositio, cit., col. 820.

[110] C. Rittershusius, Expositio, cit., col. 820.

[111] Sembra questa la posizione di M. Amelotti, La prescrizione, cit. 153.

[112] M. Stephanus, Commentarium in Novellis Imperatoris Iustiniani, Florentiae, 1843, col. 506, ad Nov. 93.

[113] M. Stephanus, Commentarium, cit., col. 506, ad Nov. 93.

[114] Si tratta di D. 17.2.76.

[115] A. Vinnius, Quaestiones iuris selectae, I, in Id., Tractatus varii, Venetiis, 1801, quaest. XVI, col. 51 s: ォDuo autem genera arbitrorum Interpretes nostri fere faciunt, quorum unum sit eorum, qui proprie arbitri, alterum, qui arbitratores dicuntur [] quorum illi tanquam iudices servato iudiciorum ordine procedant, hi sine solemnibus litem amice ex bono et aequo componant[]. Nihil itaque commune habent arbitratores isti cum arbitris compromissariis: nam neque arbitrium dicere, si nolint, coguntur et tunc velut conditio contractus deficit, idest, non recurritur ad arbitrium alterius rell.

[116] D. Gothofredus, Corpus iuris, cit., 711.

[117] R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 338.

[118] F. Laurent, Principles, cit., 126.

[119] Il riferimento della norma alla insinuazione nel fallimento chiarisce un aspetto che, in seno alla nostra codificazione, presenta invece soluzioni discordanti: una parte della dottrina, in mancanza di una chiara disposizione a riguardo, tende ad escludere che la domanda di ammissione al passivo fallimentare possa avere efficacia interruttiva permanente, poich la procedura si chiude con un provvedimento del giudice fallimentare che riveste la forma del decreto e non della sentenza: cos G. Panza, Contributo, cit., 77. In giurisprudenza, tuttavia, tende attualmente a prevalere la tesi contraria, in base all誕ssunto per cui la finalit dell誕tto di insinuazione al passivo fallimentare evidenzia la volont di mantenere in vita, da parte dell段stante, il diritto vantato e l誕zione ad esso conseguente. Ex plurimis, cfr. Cass. 4 agosto 2004, n. 14962.

[120] Ulp. 28 ad ed. D. 14.3.5.1: Nam et Servius libro primo ad Brutum ait, si quid cum insulario gestum sit vel eo, quem quis aedificio praeposuit vel frumento coemendo, in solidum eo teneri ; Paul. 40 ad Sab. D. 47.2.21.9: Si duo pluresve unum tignum furati sunt, quod singuli tollere non potuerint, dicendum est omnes eos furti in solidum teneri.

[121]. Paul. 4 quaest. D. 46.1.71pr.: Granius Antonino pro Iulio Pollione et Iulio Rufo pecuniam mutuatam accipientibus, ita duo rei eiusdem debiti fuerint rell.; Paul. 14 quaest. D. 26.7.45: sed haec in magistratibus tractavi quasi duo rei eiusdem debiti essent omnino rell.

[122]Cos M. Kaser-R. Kntel, Rmisches Privatrecht, Mnchen, 2005ケ, 274. I luoghi ove possibile rintracciare l弾spressione in parola sono, specie nei Digesti, numerosissimi: cfr., in sintesi, D. 45.2.4; D. 45.2.14; D. 46.1.40.

[123] Imp. Iustinianus A. Iohanni pp. C. 8.39.4pr.-3 (a. 531): Cum quidam rei stipulandi certos habebant reos promittendi, vel unus forte creditor duos vel plures debitores habebat, vel contrario multi creditores unum debitorem, et alii ex reis promittendi ad certos creditores debitum agnoverint vel per solutionem vel per alios modos, quos in anterioribus sanctionibus interruptionibus et invenimus positos et nos ampliavimus, vel forte ad unum creditorem quidam ex debitoribus devotionem suam ostenderunt, vel cum plures essent creditores, debitor qui solus existeret ad unum ex his vel quosdam debitum agnovit, et quaerebatur si eis vel ei datur licentia adversus alios indevotionem suam exercere et quasi tempore emenso exactionem recusare, vel quibusdam ex debitoribus debitum agnoscentibus vel in iudicio pulsatis debent et alii ab omni contradictione repelli. [1] Nobis pietate suggerente videtur esse humanum semel in uno eodemque contractu qualicumque interruptione vel agnitione adhibita omnes simul compelli ad debitum persolvendum, sive plures sint rei sive unus, sive plures creditores vel non amplius quam unus. [2] Sancimusque in omnibus casibus quos noster sermo complexus est, aliorum devotionem, vel agnitionem, vel ex libello admonitionem aliis debitoribus praeiudicare, et aliis prodesse creditoribus. [3] Sit itaque generalis devotio, et nemini liceat alienam indevotionem sequi, cum ex una stirpe unoque fonte unus effluxit contractus, vel debiti causa ex eadem actione apparuit.

[124] Naturalmente, il debitore di un弛bbligazione solidale passiva che si attivasse, pi o meno spontaneamente, per adempiere quanto dovuto godeva, in et giustinianea, di un diritto di 喪egresso nei confronti del condebitore: si v., al riguardo, Nov. 4.1: Si vero tempus in hoc indultum excesserit (convenit namque etiam tempus definire iudicantem) tum fideiussor aut mandator aut sponsor exequatur litem et debitum exigatur contra eum qui fidedixit aut pro quo mandatum scripsit aut sponsionem, suscepit a creditore actionibus sibi cessis rell.

[125] H. Donellus, Opera omnia, IX, Maceratae, 1830, cap. X., comm. ad L. ult. C. de duob. rei.

[126] D. Gothofredus, Corpus iuris, cit., 794, comm. ad L. ult. C. de duob. rei., nt. 9. Alla nota successiva, si legge anche che la ォagnitio unius correorum alteri correo nocetサ.

[127] G. Basevi, Annotazioni, cit., 566, sub ァ 1497 ABGB: ォSe fra pi condebitori solidari uno solo avesse interrotto la prescrizione mediante la ricognizione del debito, gli altri condebitori non sarebbero pregiudicati dal fatto di lui, per giusta applicazione al ァ 894. Al contrario il concreditore solidario potrebbe giovare agli altri citando in tempo il debitore, e proseguendo regolarmente contro di lui l誕zione giudiziale, da che potendo esigere per tutti i concreditori, a norma del 892, a pi forte ragione pu conservare il loro diritto interrompendo la prescrizioneサ. La soluzione, cos, proposta dall但. consisteva nel conferire validit 叢arziale al dettato giustinianeo, invocabile e legittimo unicamente a latere creditorum.

[128] Citato da R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 370.

[129] Il quale, a sua volta, costituirebbe un誕pplicazione particolare del pi generico res inter alios acta aliis non nocet nec prodest (cos, commentando l誕rt. 2249 code Napol駮n, V. Marcad, Commentaire-trait th駮rique et pratique de la prescription, Paris, 1854, 147).

[130] R J. Pothier, Trait, cit., 273.

[131] F. C. Savigny, Sistema, cit., 361.

[132] Cfr., sul punto, le osservazioni di F. Laurent, Principles, cit., 158: ォLe code admet, conform駑ent la doctrine de Pothier, une indivisibilit de payment, mais il ne donne pas le nom d段ndivisibilit des obligations qui, en realit, sont divisiblesサ.

[133] Riporto la versione italiana dell誕rticolo letta in R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 366.

[134] In base al quale ォ nelle obbligazioni cambiarie gli atti interruttivi della prescrizione rispetto ad uno dei coobligati non hanno efficacia rispetto agli altriサ.

[135] Corte Cost. 9 gennaio 1975, n. 8.

[136] Pi vaga, al riguardo: ォLa interrupcin de la prescripcin de acciones en las obligaciones solidarias aprovecha o perjudica por igual a todos los acreedore y deudoresサ.

[137] art. 3994 cod. civ. argentino: ォLa interrupcin de la prescripcin emanada de uno de las acreedores solidarios, aprovecha a los coacreedores; y reciprocamente, la que se ha causado contra uno de los deudores solidarios puede oponerse a los otrosサ.

[138] Cfr. art. 2900 ccQ.: ォInterruption with regard to one of the creditors or debtors of a solidary or indivisible obligation has effect with regard to the othersサ, che va letto con l誕rt. 2901, a norma del quale si formula il principio opposto, in base a cui ォInterruption with regard to one of the joint creditors or debtors of a divisible obligation has no effect with regard to the othersサ. Il codice civile in parola va segnalato anche per la presenza di una norma molto attuale, e utile, nel nostro ordinamento, quale paradigma de iure condendo a proposito degli effetti dell段nterruzione della prescrizione in caso di esperimento di 祖lass action: cfr. art. 2897: ォAn interruption which results from the bringing of a class action benefits all the members of the group who have not requested their exclusion from the groupサ.

[139] Operando una scelta di collocazione sistematica senza dubbio pi consona alla materia trattata, e con la precisazione che debba trattarsi di prestazione indivisibile: cfr. art. 136, comma 1: ォL段nterruzione rimpetto ad un debitore solidale o ad un condebitore di una prestazione indivisibile vale anche in confronto degli altri condebitoriサ.

[140]R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 373.

[141]Citato da R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 373.

[142] R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 373, il quale richiama d但rgentr e Dunod.

[143]R. J. Pothier, Trait, cit., 279.

[144] Non sempre condivisa da tutti: si vd. F. Laurent, Principles, cit., 160.

[145]L弾ccezionalit della norma non sfuggita, tuttavia, a chi ha ritenuto di individuarvi un置lteriore eccezione al principio a persona ad personam non fit interruptio: alludo a R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 373.

[146] Per il codice del 1865, cfr. l誕rt. 2132: ォl段ntimazione di un atto d段nterruzione al debitore principale, o la ricognizione da lui fatta del diritto interrompe la prescrizione anche contro il fideiussoreサ. Non cos, tuttavia, il Codice del Commercio abrogato, ai sensi del quale (art. 916, comma 3) ォ nelle obbligazioni cambiarie gli atti interruttivi della prescrizione rispetto ad uno dei coobbligati non hanno efficacia rispetto agli altriサ. Fuori della sedes materiae della 奏utela dei diritti, il codice civile vigente afferma che 給l段stanza proposta contro il debitore interrompe la prescrizione anche nei confronti del fideiussore屁. La norma non prende in considerazione gli effetti della vicenda inversa, sebbene la dottrina sia propensa ad ammettere che l段stanza rivolta al fideiussore non interrompa la prescrizione rispetto al debito principale: sul punto, cfr. G. Panza, Contributo, cit., 128 nt. 39.

[147] Art. 3997: ォLa demanda interpuesta contra al deudor principal, o el reconocimiento de su obligacin, interrumpe la prescipcin contra el fiador; pero la demanda interpuesta contra el fiador, o su reconocimiento de la deuda, no interrumpe la prescripcin de la obligacin principalサ.

[148] Art. 1975: ォLa interrupcin de la prescripcin contra el deudor principal por reclamacin judicial de la deuda, surte effecto tambi駭 contra su fiado; pero no perjudicar a 駸te la que se produzca por reclamaciones extrajudiciales del acreedor o reconocimientos privados del deudorサ.

[149] Tuttavia, da parte di qualche A., si ammessa l弛perativit del principio mutuato dalla tradizione romanistica anche nell弛rdinamento austriaco: si vd. G. Basevi, Annotazioni pratiche, cit., 565: ォLa ricognizione del debitore pu nuocere al fideiussore, e quella del tutore al suo pupillo, quando sia fatta prima che la prescrizione sia compiuta, poich dall誕ver agito onestamente e nei termini di stretta giustizia non pu derivar loro alcuna risponsabilit. [] E razionalmente anche la ricognizione del fidejussore o la lite incominciata contro di lui interrompono la prescrizione anche al riguardo del debitore, giusta la leg. V, de duob. reis.サ.

[150] Mi sembra rilevante segnalare, al riguardo, la prospettazione di R. J. Pothier, Trait, cit., 700, secondo cui la ricognizione del debito non equivaleva alla rinuncia della prescrizione compiuta. Semmai sottolinea il celebre A. il solo riconoscimento effettuato dopo il compimento dei termini di prescrizione poteva avere l弾ffetto di sanarla.

[151] Cos M. Amelotti, La prescrizione, cit., 233.

[152] Imp. Iustinus A. Archelao pp. C. 7.39.7.5 ( a. 525): Immo et illud procul dubio est, quod si quis eorum, quibus aliquid debetur, res sibi suppositas sine violentia tenuerit, per hanc detentionem interruptio fit praeteriti temporis, si minus effluxit triginta vel quadraginta annis, et multo magis, quam si esset interruptio per conventionem introducta, cum litis contestationem imitatur ea detentio.

[153] D. Gothofredus, Corpus Iuris, cit., 709, nt. 8.

[154] Imp. Iustinus A. Archelao pp. C. 7.39.7.5a (a. 525): Sed et si quis debitorum ad agnoscendum suum debitum secundam cautionem in creditorem exposuerit, tempora memoratarum praescriptionum interrupta esse videbuntur, quantum ad priorem cautionem pertinet, quae scilicet innovata permansit, tam in personalibus quam in hypothecariis actionibus. Namque improbum est debitorem contradicere, qui, ne sub accusatione creditoris fiat, secundam in eum super eo debito cautionem exposuit.

[155]Imp. Iustinianus A. C. 7.39.8.4 (a. 528):Exceptionem etiam triginta vel quadraginta annorum in illis contractibus, in quibus usurae promissae sunt, ex illo tempore initium capere sancimus, ex quo debitor usuras minime persolvit. Alla costituzione ho gi accennato, ad altri fini, retro, al ァ. 2.

[156]F. C. Savigny, Sistema, cit., 360.

[157]F. C. Savigny, Sistema, cit., 358: ad avviso dell但. attraverso il riconoscimento del debito si eliminerebbe la presunzione di estinzione del debito fondata sulla negligenza.

[158]F. C. Savigny, Sistema, cit., 360 s.

[159]B. Windscheid, Trattato delle Pandette, cit., 435.

[160]B. Windscheid, Trattato delle Pandette, cit., 435. Il punto, tuttavia, non era pacifico: si vd. quanto sostenuto, contra, da Bruns, Dernburg e Regelsberger: C. Fadda-P.E. Bensa, Note alle Pandette, cit., 1109 ss.

[161]Gi esaminata, ad altro scopo, in precedenza: cfr. retro, nel testo.

[162]Mi attengo alla proposta esegetica di C. Fadda - P.E. Bensa, Note alle Pandette, cit., 1113.

[163] Si , cos, riconosciuta efficacia interruttiva al pagamento parziale effettuato a titolo di acconto (Cass. 3 febbraio1996, n.926), alla richiesta di dilazione o rateizzazione del pagamento (Cass. 3. marzo 2003, n. 3115): evindente come, allora, risultino ancora attuali le lungimiranti esemplificazioni di Savigny, poi recepite nel BGB, cui abbiamo accennato supra, nel testo. La civilistica italiana si esprime in modo conforme alla giurisprudenza: cfr., ad es., G. Azzariti - G. Scarpello, Della prescrizione, cit., 265.

[164] Citati da C. Fadda - P.E. Bensa, Note alle Pandette, cit., 1108.

[165] G. Giorgi,Teoria delle Obbligazioni, VIII, Torino, , 378.1901

[166] G. Pugliese, Trattato, cit., 172 s.

[167] Cfr. art. 2129: ォLa prescrizione pure interrotta civilmente, quando il debitore o il possessore riconosce il diritto di quello contro cui era cominciataサ.

[168]Art. 2944.

[169] Si tratta di una norma che si esprime in modo molto generico: per queste ragioni, R. T. Troplong, Il diritto civile cit. 362 e F. Laurent, Principles, cit., n. 120, ne hanno dedotto che la manifestazione del riconoscimento non dovesse essere accettata dal creditore. Sulla stessa scia di pensiero si collocato, sul versante della civilistica italiana, G. Pugliese, Trattato, cit., n. 104, il quale pure esclude la necessit dell誕ccettazione e annovera fra gli atti ricognitivi la domanda di dilazione e il c.d. constitutum debiti.

[170]ァ 212: (1) ォDie Verj臧rung beginnt erneut, wenn 1. der Schuldner dem Gl舫biger gegenber den Anspruch durch Abschlagszahlung, Zinsahlung, Sicherheitsleistung oder in anderer Weise anerkennt oder. Molto simile il dettato normativo del Codice federale svizzero delle obbligazioni (art. 135), alla lettera del quale la prescrizione interrotta mediante ォriconoscimento del debito per parte del debitore, in inspecie mediante il pagamento di interessi o di acconti e la dazione di pegni e fideiussioniサ.

[171] Cito, al riguardo, la traduzione di G. Basevi, Annotazioni pratiche, cit., 565, sub ァ 1497: ォS段nterrompe tanto l置sucapione quanto la prescrizione, se quegli che intende giovarsene, prima che scada il tempo della prescrizione, ha riconosciuto espressamente o tacitamente il diritto altrui rell.サ.

[172]Art. 3989: ォLa prescripcin es interrumpida pol el reconocimiento, expreso o t當ito, que el deudor o el poseedor hace del derechi de aquel contra quien prescribaサ.

[173]Art. 2898: ォAcknowledgement of a right, as well as renunciation of the benefit of a period of time which has elapsed, interrupts prescriptionサ.

[174] Sul punto, cfr. V. Tedeschi, Cenni, cit., 1353.

[175] V. Tedeschi, Cenni, cit., 1353.

[176] Manca, infatti, una definizione del riconoscimento. Le modalit, per, attraverso cui esso si estrinseca sono elencate al ァ 8 del 銑imitation Act del 1980: 礎y part payment, 礎y part satisfaction, 礎y account.

[177] ァ 8, 銑imitation Act 1980.

[178] C. Fadda - P.E. Bensa, Note alle Pandette, cit., 1116 s.

[179] Per la cui analisi rinvio a L. Solidoro Maruotti, La perdita, cit., retro.

[180] Gi a partire da Teodosio II, per contro, si assiste a una graduale riduzione delle ipotesi di sospensione della prescrizione. Sul punto si vd. infra, nel testo.

[181] L段ncertezza derivante dalla circostanza per cui, quantomeno nel periodo storico indicato, mancava naturalmente la consapevolezza degli effetti della sospensione della prescrizione: cos F. Riviero Hern疣dez, La suspensin de la prescripcin en el cdigo civil espaol , Madrid, 2002, 42 s: ォEl derecho romano no conoci, evidentemente, la suspensin de la prescripcin en el sentido que hoy la tiene [] pero regul ciertas situaciones concretas con finalidad especfica (proteger a personas determinadas en aquellas situaciones), en las que en unos casos no curra el plazo prescriptivo en la formula ordinaria, o para las que arbitr a veces otros remedios (la rescisin del acto adquisitivo, la restitutio in integrum)サ, la cui tesi, nelle conseguenze estreme, non per qui condivisa.

[182] Imp. Alexander A. Flavio Aristodemo (a.223): Quod tempore militiae de bonis alicuius possessum ab aliquo est, posteaquam is reipublicae causa abesse desiit, intra annum utilem amota praescriptione temporis medii possessionem vindicare permissum est: ultra autem ius possessoris laedere contra eum institutum non oportet.

[183] Tra questi ultimi andavano a quel tempo annoverati coloro che ricoprivano l弛fficium legationis, come si evince da C. 2.53.1: nam eos quoque, qui legationis officio funguntur, in eo privilegio esse, quo sunt qui rei publicae causa absunt, receptum est rell. Altre fonti citate in M. Amelotti, La prescrizione, cit., 192 nt. 256.

[184] In proposito stato sottolineato che l誕zione rescissoria in questione rappresentava, gi nella procedura formulare, un弾ccezione alla perpetuit delle azioni pretorie tendenti alla res: cfr. M. Amelotti, La prescrizione, cit., 36.

[185] Cos, M. Amelotti, La prescrizione, cit., 192, nt. 256, alla cui posizione si aderisce.

[186]ネ l段dea, risalente, di E. Carrelli, Sul 礎eneficium restitutionis, in SDHI, IV, 1938, 54 ss., secondo il quale la sospensione della prescrizione costituirebbe una 租eformazione, attuatasi nel tempo, della in integrum restitutio. Perplesso, a nostro avviso guistamente, sulla tesi M. Amelotti, La prescrizione, cit., 193 nt. 257. Secondo un altro indirizzo, la sospensione della prescrizione e la in integrum restitutio avrebbero avuto la medesima ratio, ovvero non far ricadere sui titolari di un diritto il rischio di alcuni impedimenti al suo esercizio: in questo senso, vd. G. Pugliese, La prescrizione, cit., 155.

[187] Impp. Diocletianus et Maximianus AA. Doleo C.7.35.6 (a. 294): Ab hostibus captus ac postliminio reversus actione in rem directa vel qualibet alia dominium vindicando temporis adversarii possessionem frustra times, cum adversos eos, qui restitutione auxilio quacumque ratione iuvantur, huiusmodi factum non opituletur.

[188]Impp.Diocletianus et Maximianus AA. Cassandro C. 7.35.7 (a.294): Praescriptione bona fide possidentes adversus praesentem annorum decem, absentem autem viginti muniuntur. Quod tempus, si ex alicuius persona de petitorum parte restitutionis praetendatur auxilium, deducto eo, quo, si quid fuerit gestum, succurri solet, residuum computari rationis est.

[189] Il provvedimento giudiziale, dunque, eliminava l弾ffetto prodotto dal 素atto壇el compimento della prescrizione, allorquando tale 素atto牒si avverato in circostanze, nelle quali il diritto non crede di poter consentire, che esso spieghi l弾ffetto, che intrinsecamente gli compete. Ma invece di negargli esso stesso questo effetto, il diritto rimette ci e in questo sta la specialit della restituzione al giudice, e si assicura cos, che in modo esauriente venga tenuto conto dei momenti speciali del singolo casoサ: cos B. Windscheid, Diritto delle pandette, IV, trad. it., Torino, 1926, 391. Per una panoramica sui presupposti applicativi della restitutio in integrum, si vd. ivi, 394 ss. Allo stesso A., inoltre, si deve l弾satta osservazione per cui in diritto romano non si ammetteva restitutio in integrum in ordine alle prescrizioni di trentra, quaranta o pi anni: ivi, 396 s.

[190]Imp. Alexander A. Venuleio veterano C. 7.35.1a (a. 224): Tempus expeditionis adversus petitiones, si queae competisse iuste probari possunt, praescriptionem non parit.

[191] Imp. Iustinianus A. Meneae pp. C. 7.35.8 (a. 529): Sancimus his solis militibus, qui expeditionibus occupati sunt, ea tantummodo tempora, quae in eadem expeditione percurrunt, in exceptionibus declinandis opitulari: illis temporibus, per quae citra expeditionum necessitatem in aliis locis vel in suis aedibus degunt, minime eos ad vindicandum hoc privilegium adiuvantibus.

[192] R. T. Troplong, La prescrizione, cit., 410.

[193] J. Bousquet, Dictionnaire des prescriptions en mati駻e civile, commerciale, criminelle, en mati駻e de d駘icts et de contraventions, Paris, 1838, 482.

[194] Cfr. art. 2120 cod. civ. abr. (ォLe prescrizioni non corrono [] n contro i militari in servizio attivo in tempo di guerra, ancorch non assenti dal regnoサ) e art. 2942, n. 2: (scil. la prescrizione rimane sospesa) ォin tempo di guerra, contro i militari in servizio e gli appartenenti alle forze armate dello Stato e contro coloro che si trovano per ragioni di servizio al seguito delle forze stesse, per il tempo indicato dalle disposizioni delle leggi di guerraサ.

[195] Cito, al riguardo, la traduzione di G. Basevi, Annotazioni, cit., 564, sub ァ 1496: ォL誕ssenza per causa di servigi civili o militari, o la totale sospensione dell誕mministrazione della giustizia, per esempio nel tempo di peste o di guerra, di ostacolo non solo ad incominciare la usucapione o la prescrizione ma anche, finch dura questo impedimento, a continuarlaサ.

[196] Art. 202, n. 2.

[197] Vd. retro, nel testo, a proposito del commento a C. 2.50.3.

[198] Impp. Diocletianus et Maximianus AA. Aurelio Archiatro C. 7.35.2.1 (a. 286): Non necessario autem petis ex longi temporis diuturnitate praescriptionem tibi non opponi, quando iustae absentiae ratio et necessitatis publicae obsequium ab huiusmodi praeiudicio te defendat.

[199] Agli stessi imperatori si deve, inoltre, l弾manazione di un altro rescritto, di tenore simile ma di data di poco posteriore: Impp. Diocletianus et Maximianus AA. Crispino C. 7.35.4 (a. 292): Si possessio inconcussa sine controversia perseveraverit, firmitatem suam tenet obiecta praescriptio: quam contra absentes vel rei publicae causa vel maxime fortuito casu nequaquam valere decernimus. Ai fini del computo della inconcussa possessio, da intendersi secondo la terminologia tecnico-giuridica del tempo quale ォpossesso ininterrotto da azioni processuali, atto a produrre effetti acquisitiviサ (L. Solidoro Maruotti, La tutela del possesso in et costantiniana, Napoli, 1998, 255), andava escluso il lasso di tempo che il proprietario spossessato avesse trascorso come absens rei publicae causa vel maxime fortuito casu. Si ha la conferma, dunque, dell段nopponibilit, nel caso sottoposto alla Cancelleria, della longi temporis praescriptio. Il tenore letterale di parte del rescritto da quam a decernimus ha suscitato dubbi, probabilmente fondati, di autenticit: l弾stensione della sospensione a qualsiasi tipo di assenza sembra appartenere, come si vedr, all弾poca giustinianea. Aderisco alle idee espresse da M. Amelotti, La prescrizione, cit., 192, nt. 254, che richiama altra lett. precedente.

[200] La costituzione, 組emina della legge Ut perfectius (cui abbiamo gi accennato in precedenza), Imp. Iustinianus A. Iohanni pp. C. 1.4.31pr. (a. 531): Sancimus, si quando afuerit is, qui res alienas vel creditori obnoxias detinet, et desiderat dominus rei vel creditor suam intentionem proponere et non ei licentia sit absente suo adversario qui rem detinet rell.

[201]Seppure con le perplessit segnalate in precedenza: mi riferisco alla gi citata opinione di M. Amelotti, La prescrizione, cit., 193, nt. 257, il quale avverte l誕mbiguit della norma in relazione alla menzione, non chiarissima, della in integrum restitutio qui, come in altre costituzioni coeve riferite principalmente alla longi temporis praescriptio.

[202] Impp. Diocletianus et Maximianus AA. Numidio correctori Italiae C. 7.35.3 (a.290): Non est incognitum id temporis, quod in minore aetate transmissum est, in longi temporis praescriptione non computari. Ea enim tunc currere incipit, quando ad maiorem aetatem dominus rei pervenerit. Vd., supra, sul punto, L. Solidoro Maruotti, La perdita, cit.

[203] E, prima di lui, Teodosio II e Giustino: cfr., a tale ultimo riguardo, l段mportante norma di cui in C. 7.39.7, ove si allude alla prescrizione dell誕zione ipotecaria nei confronti del debitore e si fa riferimento alla aetas impubes excipienda.

[204] Imp. Iustinianus A. Iohanni pp. C. 2.40.5pr.-1 (a. 531): Sancimus favore imperfectae aetatis exceptionem non numeratae pecuniae ab initio minoribus non currere, ne, dum in integrum restitutionem expectamus, aliquod emergat obstaculum, per quod huiusmodi beneficio minor uti non potest, ne substantia eius subvertatur. [1] Sed humanius et latius eandem legis interpretationem extendere, in omnibus casibus, in quibus vetera iura currere quidem temporales praescriptiones adversus minores concesserunt, per in integrum autem restitutiones eis subveniebant, eas ipso iure non currere. Melius etenim est intacta iura eorum servari, quam post causam vulneratam remedium quaerere. Videlicet exceptionibus triginta vel quadraginta annorum in suo statu remanentibus.

[205] Sia accoglie, sul punto, l弛pinione di M. Amelotti, La prescrizione, cit., 258 nt. 120.

[206] Impp. Honorius et Theodosius AA. Asclepiodoto pp. C. 7.39.3.1a (a. 424): Non sexus fragilitate, non absentia, non militia contra hanc legem defendenda sed pupilliari aetate dumtaxat, quamvis sub tutoris defensione consistit, huic eximenda sanctioni. Nam cum ad eos annos pervenerit, qui ad sollicitudinem pertinet curatoris, necessario eis similiter ut aliis annorum triginta intervalla servanda sunt. Hae autem actiones ammos triginta continuis extinguantur, quae perpetua videbantur, non illae, quae antiquis temporibus limitabantur. Post hanc vero temporis definitionem nulli movendi ulterius facultatem patere censemus, etiamsi legis ignorantia excusare temptaverit.

[207]Sul punto, cfr. D. Gothofredus, Corpus Iuris, cit., 707, nt. 21: ォJuris ignorantia nocet, id est, non prodestサ. Del resto, Giustiniano si era espresso in modo simile anche a proposito delle varie condizioni previste dalla legge affinch potesse dirsi compiuta la longi temporis praescriptio: interessante consultare, al riguardo, Imp.Iustinianus A. Iohanni PP. C. 7.33.12.3b (a. 531): Sit igitur secundum hanc definitionem causa perfectissime composita et nem posthac dubitet, neque inter praesentes neque inter absentes quid statuendum sit, ut bono initio et possessione tenentis et utriusque partis domicilio requisito sit expedita quqestio pro rebus ubicumque positis, nulla scientia vel ignorantia expectanda, ne altera dubitationis inextricabilis oriatur occasio. Come noto, Giustiniano fuse la longi temporis praescriptio con l置sucapione (C. 7.31.1), fissando, nel contempo, con minuzia di particolari, i requisiti oggettivi e soggettivi necessari all弾ffetto acquisitivo, prevalente, nell誕ssetto giustinianeo, rispetto a quello estintivo. Sul punto, rinvio a L. Solidoro Maruotti, La perdita, cit.,

[208] Lo si deduce, ad esempio, da CTh. 11.27.1 (a. 315); CTh. 1.1.2 (=C. 1.18.12), dell誕nno 391, ove ribadito che nessun suddito potesse ignorare e trascurare le costituzioni imperiali, frutto della 叢onderata e serena riflessione della maest imperiale. A tale scopo si escogitarono, sin dal IV sec. d.C., numerosi espedienti tecnici per assicurare alla normazione una capillare diffusione in tutto l棚mpero. Giova sottolineare che la preoccupazione della idonea pubblicit alle costituzioni viene avvertita ancora da Giustiniano nelle sue Novelle: cfr. Nov. 66.3; Nov. 82.

[209] Imp. Iustinianus A. C 7.40.2pr.-1.: Ut perfectius omnibus consulamus et nemini absentia vel potentia vel infantia penitus adversarii sui noceat, sed sit aliqua inter desides et vigilantes differentia, sancimus: si quando afuerit is, qui res alienas vel creditori obnoxias detinet, et desiderat dominus rei vel creditor suam intentionem proponere et non ei licentia sit, absente suo adversario qui rem detinet, vel infantia vel furore laborante et neminem tutorem vel curatorem habente, vel in magna potestate constituto rell. A tale legge corrisponde C. 1.4.31pr.

[210] E ci mi indurrebbe a pensare che avesse rilievo anche la condizione di furiosus sottoposto a curatela.

[211] Cfr. art. 2252.

[212] Cfr. ァ 1494, qui riportato nella traduzione di G. Basevi, Annotazioni, cit., 563: ォContro le persone che per difetto di mente sono incapaci di difendere da s i propri diritti, come sono i pupilli, i mentecatti, gli imbecilli, il tempo dell置sucapione o della prescrizione non pu cominciare rell.サ.

[213] Ulp. 36 ad ed. D. 27.4.1pr : Contrariam tutelae actionem praetor proposuit induxitque in usum, ut facilius tutores ad administrationem accederent, scientes pupillum quoque sibi obligatum fore ex sua administratione.

[214]Ulp. 36 ad ed. D. 27.4.1.1: Haec actio non solum tutori, verum etiam ei, qui pro tutore negotia gessit, competere debet.

[215]Ulp. 36 ad ed. D. 27.4.1.2: Sed et si curator sit vel pupilli vel adulescentis vel furiosi vel prodigi, dicendum est etiam his contrarium dandum. Idem in curatore quoque ventris probandum est. Quae sententia Sabini fuit existimantis ceteris quoque curatoribus ex isdem causis dandum contrarium iudicium.

[216] Ulp. 36 ad ed. D. 27.4.1.2: Finito autem officio hanc actionem competere dicemus tutori: ceterum quam diu durat, nondum competit.

[217] Art. 3973: ォLa prescripcin de las acciones de los tutore y curadores contra los menores y las personas que est疣 bajo curatela, como tambi駭 las acciones de 駸tos contra los tutores y curadores, no corren durante la tutela o curatelaサ.

[218] Art. 134, co. 2.

[219]Impp. Leo et Anthemius AA. Erythrio pp. C. 6.61.4.3 (a.472): Parentibus vero, quorum sub potestate sunt, usumfructum dumtaxat habituris memoratas res iure potestatis alienandi vel obligandi licentiam denegamus, non prohibentis isdem liberis, quandoque sui iuris fuerint, nulla temporali praescriptione obsistente res omnibus modis vindicare, nisi forte, postquam potestate parentum eos contigerit liberari, tantum temporis effluxerit, ut ex continua et inconcussa tenentis possessione eorum excludatur intentio.

[220] Non sempre espressi nelle moderne legislazioni: molto chiara , ad esempio, la formulazione del codice delle obbligazioni svizzero (art. 134, II parte), secondo cui ォallo spirare del giorno in cui cessano siffatti rapporti, la prescrizione comincia il suo corso, o, se gi era cominciata, lo prosegueサ. Segnaliamo anche il ァ 209, n. t., BGB (= ァ 205, v. t., BGB), secondo cui ォDer Zeitraum, w臧rend dessen die Verj臧rung gehemmt ist, wird in die Verj臧rungsfrist nicht eingerechnetサ.

[221]Imp. Iustinianus A. Iuliano pp. C. 7.40.1.2 (a. 530): apertissima definitione sancimus filiis familias omnibus in his casibus, in quibus habent res minime patribus suis adquisitas, nullam temporalem exceptionem opponi, nisi ex quo actionem movere potuerint, id est postquam manu paterna vel eius in cuius potestate erant constituti fuerint liberati rell.

[222] M. Amelotti, La prescrizione, cit., 258.

[223]Paul. 7 ad Sab. D. 23.3.17pr.

[224]Tryph. 11 disp. D. 23.5.16: Si fundum, quem Titius possidebat bona fide longi temporis possessione poterat sibi quaerere, mulier ut suum marito dedit in dotem eumque petere neglexit, vir, cum id facere posset, rem periculi sui fecit []. Plane si paucissimi dies ad perficiendam possessionem superfuerunt, nihil erit, quod imputabitur marito.

[225]Iustinianus A. Demostheni pp C. 5.12.30pr. (a. 529): cum eadem res et ab initio uxoris fuerant et naturaliter in eius permanserunt dominio

[226] Iustinianus A. Demostheni pp C. 5. 12.30pr. (a. 529): .In rebus dotalibus sive mobilibus sive immobilibus sive se moventibus, si tament exstant, sive aestimatae sive inestimatae sint, mulierem in his vindicandis omnem habere post dissolutum matrimonium praerogativam rell.

[227] Imp. Iustinianus A. Demostheni pp. C. 5.12.30.2 (a. 529): Omnis autem temporalis exceptio, sive per usucapionem inducta sive per decem sive per viginti annorum curricula seu per triginta vel quadraginta annorum, metas sive ex alio quocumque tempore maiore vel minore introducta, ea mulieribus ex eo opponatur, ex quo possunt actiones movere, id est opulentis quidem maritis constitutis post dissolutum matrimonium rell.

[228] Secondo qualche autore (G. Mirabelli, Della prescrizione, cit., 76) per garantire ォla pace domestica e l誕llontanamento di ogni ragione di dissidioサ.

[229] In ci seguito dal Codice per il Regno delle Due Sicilie, art. 2159.

[230] Nell誕rt. 916 si era previsto, infatti, che la ォprescrizione commerciale corre eziandio controla moglieサ. Naturalmente l弾ccezionalit della norma e la sua incompletezza ( vd. G. Mirabelli, Della prescrizione, cit., 77, il quale ha osservato che l誕rticolo in parola ォincompleto, perch non fa correre la prescrizione delle azioni del marito contro la moglie e la fa correre per le azioni della moglie contro il marito, n coordinato coll誕rt. 36 e 2119 del cod. civ.サ) hanno fatto discutere non poco i civilisti del tempo: cenni al dibattito in G. Mirabelli, Della prescrizione, cit., 76 ss.

[231] Art. 2941, n. 1. La norma aveva dato adito ad alcuni dubbi esegetici. Anzitutto, era discusso, in dottrina e giurisprudenza, se tale causa di sospensione fosse operante nel periodo di separazione personale dei coniugi: si ritenuto che la sospensione operi anche in tale stato, non sostanziando la separazione una calusa di cessazione del rapporto di coniugio: cos, senza pretese di esaustivit, vd. G. Azzariti- G. Scarpello, Della prescrizione, cit., 246; P. Vitucci, La prescrizione, cit., 11. Sul punto intervenuta anche la Corte Costituzionale, la quale ha dichiarato non fondata la questione di legittimit costituzionale della norma codicistica su richiamata, nella parte in cui dispone la sospensione della prescrizione tra coniugi anche se legittimamente separati. Il principale argomento su cui si articolata la decisione costituito dall弛sservazione per cui la separazione personale non ha, ancora, carattere di frattura definitiva dell誕rmonia familiare, potendo anche evolversi in ricongiungimento dei coniugi: Corte Cost. 19 febbraio 1976, n. 35, in Foro It., 1976, I, 521. La stessa Corte ha, in altra decisione, dichiarato infondata la legittimit costituzionale dell誕rt. 2941, n. 1, nella parte in cui non estende ai conviventi more uxorio la sospensione della prescrizione prevista tra i coniugi in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione (Corte Cost. 29 gennaio 1998, n. 3, in Foro It., 1998, I, 313, con nota di V. Pardolesi).

[232] Segnaliamo, inoltre, l段nteressante comma 3 bis del medesimo articolo, ove si dispone che la sospensione della prescrizione opera anche ォper i crediti fra i partner durante l置nione domestica registrataサ. Il disposto normativo stato introdotto a seguito dell誕pprovazione della legge del 2004 sulla c.d. unione domestica registrata.

[233] Art. 2907 ccQ: ォMarried or civil union spouses do not prescribe against each other during cohabitationサ: la sospensione della prescrizione opera sia in caso di matrimonio che di convivenza ma, diversamente dalla codificazione svizzera, il dettato normativo non si riferisce specificamente ai crediti, risultando, in ci, pi simile ai codici italiano e francese.

[234] Art. 3969: ォLa prescripcin no corre entre marido y mujer, aunque est駭 separados de bienes, y aunque est駭 divorciados por autoridad competenteサ. Alla sospensione durante il matrimonio dedicato anche l誕rticolo seguente: art. 3970: ォLa prescripcin es igualmente suspendida durante el matrimonio, cuando la accin de la mujer hubiere de recaer contra el marido, sia por un recorso de garanta, o sea porque lo expusiere a pleitos, o a satisfacer daos e interesesサ.

[235] ァ 1495, del quale riportiamo la traduzione e il commento di G. Basevi, Annotazioni pratiche, cit., 564: ォAnche tra conjugi durante il vincolo matrimoniale, come pure fra figli o minori ed i loro genitori o tutori durante la patra podest o quella della tutela non pu incominciare la prescrizione o l置sucapione, n continuarsiサ. Con riferimento, in particolare, al matrimonio, l但. precisa, nel commento alla norma, che ォl段mpedimento dovrebbe operare anche nel caso di matrimonio putativo, poich nell弛pinione dei conjugi si teneva per valido, e quindi militano gli stessi motivi di vicendevole riguardo (ibid.). Circa, infine, l段ncidenza della separazione personale sulla sospensione della prescrizione, si osserva che ォla semplice separazione non scioglie il vincolo di matrimonio, e quindi nemmeno tra i conjugi separati decorre la prescrizioneサ (ibid.).

[236] Sul quale ritorneremo pi innanzi, al ァ 5.

[237]Si vd., al riguardo, la posizione espressa da L. Dez-Picazo y Ponce de Len, La prescription extintiva, Madrid, 2003, 142 s., ove si legge che ォNuestro Cdigo, no conoce con car當ter general la figura de la suspensin de la prescripcin. Con car當ter exceptional y en atencin a determinadas circumstancias concretas, algunas leyes especiales han concedido esta suspensin [...]. No hay, pues, en nuestro Derecho positivo, causas generales de suspensin de la prescripcin. No lo es la guerra, con car當ter general, como no lo es tampoco la impossibilidad individual de ejercicio del derechoサ.

[238]ォLos derechos y acciones se extinguen por la prescripcin en perjuicio de toda clase de personas rell.サ. Come vedremo nel ァ seguente, la norma chiaramente modellata sul modello francese.

[239] Imp. Iustinianus A. ad Senatum C. 6.30.22pr. (a.531) Ex omnibus itaque istis unam legem colligere nobis apparuit esse humanum et non solum milites adiuvare huiusmodi beneficio, sed etiam ad omnes hoc extendere, non tantum si improvisum emerserit debitum, sed etiam si onerosam quis inveniat esse quam adierit hereditatem.

[240] C. 6. 30.22.1b.

[241] C. 6. 30.22. 2.

[242]Con l段mportante precisazione che esse interessavano unicamente quelle res, ォquas defunctus mortis tempore habebatサ: C. 6.30. 22. 2.

[243] C. 6.30. 22. 2a.

[244] Ci, tuttavia, unicamente nel caso che le res hereditariae fossero, in tutto o in massima parte, fisicamente molto lontane dall弾rede: a questa eccezionale possibilit si pone rimedio concedendo un anno per la consummatio dell段nventario, da computarsi a morte testatoris: C. 6. 30. 22. 3.

[245] Risulta infatti richiesta la presenza di tabularii e di alcuni testes che conoscessero l弾rede; in pi, a quest置ltimo, fatto obbligo di imponere una subscriptio, per garantire l弾satta quantitas rerum e la mancanza di malignitas: C. 6.30.22. 2a-2b.

[246] Imp. Iustinianus A. ad Senatum C. 6.30.22.11 (a. 531): Donec tamen inventarium conscribitur, vel si res praesto sint, intra tres menses, vel si afuerint, intra annale spatium, secundum anteriorem distinctionem, nulla erit licentia neque creditoribus neque legatariis vel fideicommissariis eos inquietare vel ad iudicium vocare vel res hereditarias quasi ex hypothecarum auctoritate vindicare, sed sic hoc spatium ipso iure pro deliberatione heredibus concessum, sullo scilicet ex hoc intervallo creditoribus hereditariis circa temporalem praescriptionem generando.

[247] Ricordiamo quanto previsto dal codice civile francese (art. 2258, comma 1), da quello italiano (art. 2941, n. 5), da quello del Qu饕ec (art. 2907: ォprescription does not run against an heir with respect to his claims against the successionサ) e da quello argentino (art. 3972: ォla prescripcin no corre contra el heredero que ha aceptado la herencia con beneficio de inventario, respecto de sus cr馘itos contra la sucesinサ).

[248] C. Rittershusius, Expositio, cit., col. 431: ォinventarium dum conficitur, facit hereditatem censeri iacentem, ut docet Roland. a Valle cons. 73 num. 3 vol. 2 et cons. 63 num. 5 vol. 4, cui consequens est, ut detur heredi exceptio dilatoria contra creditores et legatarios suum petentes. Nam intra legitimum tempus inventarii, quod quidem iudex coartare, vel abbreviare non potest, heres nec a creditoribus hereditariis, nec a legatariis conveniri potest サ.

[249] Art. 2258, comma 2.

[250] R. J. Pothier, Trait, cit., n. 649, 250.

[251] R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 453.

[252] Imp. Iustinus A. (a. 525): Illud autem plus quam manifestum est, quod in omnibus contractibus, in quibus sub aliqua condicione vel sub die certa vel incerta stipulationes et promissiones vel pacta ponuntur, post condicionis exitum vel post institutae diei certae vel incertae lapsum praescriptiones triginta vel quadraginta annorum quae personalibus vel hypothecariis actionibus opponuntur, initium accipiunt.

[253] R. J. Pothier, Trait, cit., 253: 給de-l il suit que le tems de la prescription ne peut courir, tant que l誕ction n弾st pas encore ouverte, et que la cr饌nce est encore suspendue par une condition dont on attend l弾xistence. Quoique le droit du cr饌ncier soit d鑠a form et l誕ction n馥, s段l y a un terme pour le payement, le tems de la prescriuption ne pourra commencer courir, que du jour de l帝ch饌nce de ce terme屁.

[254] R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 444 s.

[255] V. Marcad, Commentaire, cit., 167 s.

[256] F. De Ruggiero, Istituzioni di diritto civile, I, Messina, 1921, 314.

[257] L. Coviello, Manuale di diritto civile. Parte generale, 463., Milano, 1929

[258] G. Azzariti - G. Scarpello, Della prescrizione, cit., 246.

[259] C. Ruperto, Prescrizione e decadenza, cit., 83: 給cause ostative d弛rdine generale al decorso della prescrizione vengono comunemente considerate, alla stregua del nuovo codice, la condizione e il termine, che l誕rt. 2120 cod. civ. abr. annoverava inesattamente fra le cause di sospensione della prescrizione屁.

[260] In tal senso, cfr. F. Santoro-Passarelli, Dottrine generali del diritto civile, Napoli, 1962, 116 ss.: 給dove lo stesso diritto non ancora sorto, per la condizione sospensiva o una specie del termine iniziale, ivi non pu correttamente parlarsi di prescrittibilit o imprescrittibilit del diritto: imprescrittibile l誕spettativa屁. Sono parole, queste, che ricordano non poco la teoria dell酎azione nata.

[261] Ex plurimis, cfr. Cass. 18 dicembre 1964, n. 2904, in Giust. civ., 1965, 756. La Corte ha affermato, in tema di provvigione dovuta al mediatore di affari, che ove la provvigione 給sia stata subordinata all弾secuzione dell誕ffare, ovvero sia stata pattuita in modo da farne dipendere l誕mmontare nel risultato finale dell誕ffare medesimo, il diritto del mediatore viene ad essere condizionato da un termine sospensivo, cos che la prescrizione comincia a decorrere non gi dal giorno di conclusione dell誕ffare, ma da quello in cui viene a scadere detto termine, poich solo da tale momento che il diritto pu essere fatto valere屁.

[262] In tal senso, si vd. G. Pugliese, La prescrizione, cit., 153; F. De Ruggiero, Istituzioni, cit., 317; W. D但vanzo, Prescrizione in materia civile e commerciale, Milano, 1940, 129.

[263] L. Coviello, Manuale, cit., 470.

[264] V. Gropallo, voce Prescrizione civile, in Noviss. dig. it., X, Torino, 1939, 216.

[265] Cass. 26 febbraio 1940, n. 702, in Rep. Foro it., 1940, voce Prescrizione civile, nn. 52-53. Vi si legge che 給i casi di sospensione della prescrizione che si basano su impedimenti di indole subiettiva sono tassativi, mentre tali non sono quelli, come la condizione sospensiva o il termine, che si riferiscono ad impedimenti giuridici all弾sperimento dell誕zione屁.

[266] Cass. 16 dicembre 1992, n. 13275; Cass. 19 marzo 1993, n. 3294; Cass. 4 ottobre 1996, n. 8716. Per ampi riferimenti al dibattito dottrinale, cfr., ora, M. Tescaro, Decorrenza della prescrizione e autoresponsabilit. La rilevanza civilistica del principio 祖ontra non valentem agere non currit praescriptio, Milano, 2006, spec. 30 ss., con citazione alla lett. precedente.

[267] Cos G. Azzariti -G. Scarpello, Della prescrizione, cit., 221. Similmente, C. Ruperto, Prescrizione e decadenza, cit., 103 ss.; B. Grasso, voce Prescrizione, in Enc. dir., XXXV, 1986, 68.

[268] 給Quand la cr饌nce d駱end d置ne condition, la prescription ne court que si la condition de r饌lise. Avant cela, le cr鐶ncier n誕 pas d誕ction contre le d饕iteur屁. Per quanto riguarda il credito sottoposto a termine iniziale, cfr. l誕rt. 1527 dello stesso codice.

[269] Cfr. Helps v. Winterbottom, 1831, 2B&Ad. 431, nonch Hovenden v. Annesley, 1806, 2Sch.&Lef. 607, entrambe citate da V. Tedeschi, Cenni, cit., 1352 nt. 23.

[270] J. Bousquet, Dictionnaire, cit., 482.

[271]Imp. Iustinianus A. C. 6.43.3-3a (a. 531): Sin autem sub condicione vel sub incerta die fuerit relictum legatum vel fideicommissum universitati vel speciale vel substitutione vel restitutione, melius quidem faciat, et si in his casibus caveat ab omni venditione vel hypotheca, ne se gravioribus oneribus evictionis nomine supponat. Sin autem avaritiae cupidine propter spem condicionis minime implendae ad venditionem vel hypothecam prosiluerit, sciat, quod condicione impleta ab initio causa in irritum devocetur et sic intelligenda est, quasi nec scripta nec penitus fuerat celebrata, ut nec usucapio nec longi temporis praescriptio contra legatarium vel fideicommissarium procedat.

[272] Un esempio chiarir meglio la portata della qui riportata legge giustinianea. Tizio lascia con testamento a Caio un immobile a titolo di legato, a condizione che dopo la sua morte accada un tale incerto avvenimento. Sempronio, erede di Tizio, condifando nel fatto che l弾vento non si verifichi vende l段mmobile. Il compratore lo possiede per 10 o venti anni in buona fede. Si verifica, infine, la condizione: quid iuris secondo il diritto giustinianeo se Caio propone contro quest置ltimo un誕zione di rivendica?

[273] C. Gangi, Il momento iniziale, cit. 247.

[274] 給 Pi preoccupati dalla fermezza della propriet che da una docile adesione alle leggi di Giustiniano屁 (cos R. T. Troplong, Il diritto civile, cit., 448).

[275] Vi accenna, sinteticamente, C. Gangi, Il momento iniziale, cit., 248.

[276] Art. 2121, cod. civ. abr.: 給Nella prescrizione di trent誕nni non hanno luogo le cause d段mpedimento enunciate nel precedente articolo riguardo al terzo possessore di un immobile o di un diritto reale sopra un immobile屁.

[277] C. Gangi, Il momento iniziale, cit., 249.

[278] F. Thibaut, System des Pandektenrechts, II, Jena, 1834, ァ 1020, 530.

[279] F. C. Savigny, Sistema, cit., 334, seguito anche da W. Dernburg, Pandekten, I, Berlin, 1804, 336.

[280] K. A. von Vangerow, Lehrbuch, cit., 2245.

[281] C. Fadda- P. E. Bensa, Note alle Pandette, cit., 1132.

[282] C. Fadda- P. E. Bensa, Note alle Pandette, cit., 1132.

[283] Si talvolta ritenuto che il fondamento della 銑imitation of Actions fosse una punizione per coloro che 給dormono sulle loro azioni屁: cos, citando il parere di Lord Stratfield J. nella causa R. V. Policies at Lloyd痴 v. Butler, 1950, 1Kb. 76, V. Tedeschi, Cenni, cit., 1351.

[284]給Allo spirare del giorno in cui cessano siffatti rapporti, la prescrizione comincia il suo corso o, se era gi cominciata, lo prosegue屁.